Cecchetto a 70 anni si candida a sindaco: «È come fare il dj, si tratta sempre di soddisfare la pista» | Rolling Stone Italia
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Cecchetto a 70 anni si candida a sindaco: «È come fare il dj, si tratta sempre di soddisfare la pista»

Nonostante i mille successi non sembra ancora soddisfatto. E così si è candidato alla carica di primo cittadino di Riccione fedele al motto: «Il talento è un dono, il successo un mestiere»

Foto di Marco Piraccini/Archivio Marco Piraccini/Mondadori Portfolio via Getty Images

Se fosse nato in America, probabilmente, invece che a sindaco di Riccione si sarebbe già candidato da tempo alla presidenza. Ma Claudio Cecchetto, 70 anni fa oggi, venne alla luce a Ceggia, comune della città metropolitana di Venezia, per poi crescere umanamente e artisticamente a Milano.

Poteva comunque andargli peggio, visto tutto quello che è riuscito a costruire nell’arco della sua esistenza. Produttore discografico, disc jockey, imprenditore, conduttore radiofonico e televisivo, passerà però alla storia per un altro ruolo che l’ha reso unico: talent scout. Per anni le sue scoperte artistiche hanno monopolizzato il mondo della musica e dell’intrattenimento. Come se lo “zeitgeist”, lo spirito del tempo, avesse camminato al suo fianco per un bel pezzo di strada. Ne hanno beneficiato, fra i moltissimi, Linus, Gerry Scotti, Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Nicola Savino, Marco Baldini, gli 883, Paola & Chiara, Sabrina Salerno, Sandy Marton, Tracy Spencer, Taffy, Via Verdi, Marco Mazzoli, Daniele Bossari, Fabio Volo, Leonardo Pieraccioni, Francesco Facchinetti e da ultimi i Finley.

Da vero e proprio rabdomante del talento altrui, ha dimostrato anche di possedere doti personali non comuni. Nel corso della carriera ha fondato e portato al successo Radio Deejay e Radio Capital, ha condotto le più importanti manifestazioni musicali italiane, dal Festival di Sanremo al Festivalbar, e nel 1988 – anno in cui produce l’album di debutto di Jovanotti – lancia come location estiva di Deejay Television l’Aquafan di Riccione, che subito dopo si trasforma nel parco acquatico più famoso d’Italia.

Ma lui stesso fu scoperto da qualcun altro e lo ha raccontato in una recente intervista attraverso un curioso aneddoto: «Avevo un programma a Radio 105, mi si sono avvicinati dei funzionari e mi dissero che stava nascendo questa nuova rete televisiva e Mike Bongiorno ci ha detto di venirti a vedere perché ti ha sentito in radio». E ha proseguito: «Un giorno lo stesso Mike venne a trovarmi in radio. Ero già frastornato da questa visione e non capivo molto, però come situazione mi piaceva. Ricordo soltanto che si complimentò: ti ascolto ogni mattina, sei bravissimo. Ma io non trasmettevo la mattina. Non glielo dissi. Mi prese a Tele Milano».

Nel carnet di successi non manca poi una hit che, ancora oggi, quando risuona difficilmente riesce a passare inosservata nonostante il trascorrere del tempo. Si tratta di Gioca jouer, un divertissement che nel 1981 è stato interpretato dallo stesso Cecchetto (suo il testo, con musica di Claudio Simonetti) e che si è trasformato in tormentone-ballo di gruppo che ha sbancato le classifiche.

E questa è solo una sintesi parziale delle sue mille attività, alle quali ha aggiunto, negli ultimi anni, la passione per la politica. E naturalmente, insaziabile, non si è accontentato di fare il consulente o partecipare in modo estemporaneo, ma è sceso direttamente in campo candidandosi alle elezioni. Nel 2019 come sindaco di Misano Adriatico con la lista civica “W Misano Viva”. È arrivato secondo con 2.490 voti ed è stato eletto consigliere di minoranza. Troppo poco per un asso pigliatutto come lui. E infatti in queste settimane è tornato alla carica, ma nel comune di Riccione, dove si è candidato direttamente alla carica di primo cittadino: «Voglio fare il sindaco, è simile al dj» ha dichiarato. Potrebbe sembrare una boutade, mentre invece nella spiegazione che ne ha dato troviamo esattamente la fotografia di quello che è diventata la politica negli ultimi anni: «Si tratta sempre di soddisfare la pista». E se è vero che, come aveva spiegato nella sua autobiografia, «Il talento è un dono, il successo un mestiere», se dovesse riuscire nell’ennesima impresa siamo certi che difficilmente potrebbe far rimpiangere i politici di professione.

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