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Cari italiani, dal 2021 non potrete più andare a fare i camerieri a Londra

Le nuove regole britanniche sull'immigrazione uccideranno l'esperienza di vita più formativa per i giovani italiani: andare a Londra a fare i camerieri e studiare l'inglese

C’è un’esperienza di vita che è particolarmente importante per la formazione dei giovani italiani. A un certo punto della propria vita, di solito a cavallo tra la fine del liceo e l’inizio dell’università, si prende, si molla tutto e si va a Londra a fare i camerieri per imparare l’inglese. Tutti conosciamo qualcuno che l’ha fatto, che poi sia tornato indietro dopo un anno con un bagaglio di esperienze esotiche e un’aria più matura o che abbia deciso di rimanere nel Regno Unito e ora figura nelle statistiche sui cervelli in fuga e ogni cinque anni ci ricordiamo di lui perché vediamo un suo status di Facebook in cui si lamenta delle procedure per votare dall’estero. 

Ecco, per colpa della Brexit questa cosa che abbiamo sempre dato per scontata dal 2021 non sarà più possibile. Oggi infatti il Regno Unito ha pubblicato le nuove regole per l’immigrazione che entreranno ufficialmente in vigore dall’anno prossimo: in pratica sarà impossibile trasferirsi nel Regno Unito per cercare un lavoro saltuario come cameriere o lavapiatti. 

Il nuovo sistema introdurrà un meccanismo a punti – bisognerà ottenerne almeno 70 – per avere il permesso di soggiorno per motivi lavorativi. I primi 50 punti saranno obbligatori (20 che premiano l’arrivo in UK avendo già un’offerta di lavoro, 20 che premiano l’avere una competenza lavorativa specifica e 10 che premiano il livello di inglese) e gli altri 20 potranno essere ottenuti tra varie voci che vanno dal salario (più alto, più punti), dall’avere o meno un dottorato, dall’avere una competenza lavorativa in un settore in cui c’è richiesta.

Quindi, cari giovani italiani, cominciate a cercare un altro paese anglofono dove andare.

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