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Cari Cinque Stelle, nulla da dire sull’Air Force Salvini?

Un anno fa Di Maio e Toninelli, iperventilando come due inviati di 'Striscia', smascheravano la "vergogna" dell'Air Force Renzi. Oggi 'Repubblica' svela che il loro alleato usa i voli della polizia come fosse BlaBlaCar, ma è tutto ok

Una stretta di mano di quelle che fanno “ciaff”, il sorriso affettato come la mortadella, la concitazione nella voce di chi insegue uno spacciatore su una bmx. Era lo scorso luglio e i ministri Di Maio e Toninelli, con codazzo di telecamere al seguito e in diretta su ogni social, arrivavano all’hangar di Fiumicino e salivano a bordo dell’Airbus di Stato, ribattezzato Air Force Renzi. “Ci sono 300 posti a sedere e non è mai stato utilizzato. E Renzi voleva spendere altri 20 milioni per farci anche la vasca e la camera da letto. La rappresentazione della sua megalomania”, diceva il vicepresidente del Consiglio annunciando lo smantellamento dell’insopportabile privilegio e l’inizio dell’era della sobrietà. Uno dei momenti più 5Stelle di tutti i tempi, l’indignazione (facile) come unico motore politico.

Qualcosa deve essere cambiato nel frattempo, anche se non ne abbiamo ricevuto comunicazione ufficiale. Perché non risultano spedizioni ministeriali dopo l’inchiesta di Repubblica, secondo cui Matteo Salvini, l’alleato di governo del partito fondato da Gianroberto Casaleggio, avrebbe usato dei voli di Stato per iniziative elettorali. Il quotidiano ha calcolato che negli ultimi 4 mesi il leader leghista avrebbe effettuato 211 viaggi (lavorando solo 17 giornate piene). Utilizzando il portale Flightradar24, è emerso che il ministro avrebbe utilizzato spesso degli aerei della Polizia modello Piaggio P-18o, che pare gli amici chiamino “le Ferrari dei cieli” per via degli arredi di lusso e della capacità di viaggiare oltre i 750 km/h.

I costi sono quindi tutti a carico dello Stato. Un calcolo, scrive ancora Repubblica, difficile da fare, ma “sul mercato privati il noleggio di un P-180 costa 4-5mila euro l’ora, ma nel caso della flotta statale la spesa è circa la metà”. Poco male, non fosse che in numerose occasioni Salvini avrebbe approfittato del viaggio per effettuare dei comizi, nella sua eterna campagna elettorale, prima per le Regionali e poi per le Europee. Su questo la Corte dei Conti del Lazio sta indagando.

Insomma, a voler pensare male, considerando le notizie che continuano a circolare sui conti della Lega, si potrebbe pensare che Salvini e i suoi stiano approfittando – più di quanto la politica non abbia sempre fatto – dei loro ruoli istituzionali e della disponibilità delle casse statali per foraggiare l’ipertrofica macchina della propaganda che, in definitiva, è ciò che è diventato il partito-persona del Capitano. La stessa cosa, sostengono altre inchieste giornalistiche, sta avvenendo con i social network, visto che sfamare la Bestia costa.

Che i rappresentanti dello Stato viaggino in prima classe per noi non è un gran problema, avere ridotto a questo tema la battaglia politica è stato un errore (calcolato). Che la conquista del potere serva (solo) a sostentarne la conservazione o l’accrescimento, aggrada meno. Posto che, come sempre, Salvini non è colpevole di nulla fino a che questo non sarà accertato. Da un magistrato oppure da qualcuno dei Jimmy Ghioni che abbiamo mandato al governo.

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