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Brutte notizie: il vaccino contro il coronavirus potrebbe non arrivare prima del 2022

Lo dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo che la sperimentazione del candidato più promettente è stata temporaneamente sospesa per un possibile effetto collaterale

David Greedy/Getty Images

Ci sono brutte notizie riguardo a quello che è forse il tema che ci sta più a cuore nel 2020: l’arrivo del vaccino contro il coronavirus che ci permetterà di tornare definitivamente alla normalità. 

Negli ultimi giorni, infatti, il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha deciso di sospendere la sperimentazione del suo vaccino, realizzato insieme all’università di Oxford e considerato uno dei più promettenti tra quelli su cui si sta lavorando. Lo stop è stato deciso per analizzare un possibile grave effetto collaterale subito da uno dei volontari che si erano sottoposti all’esperimento: per ora si tratta – spiega l’azienda – di un “processo di revisione standard per consentire la revisione dei dati sulla sicurezza”. 

La sospensione è un grosso problema perché il possibile vaccino su cui sta lavorando AstraZeneca ha già ottenuto ordini per centinaia di milioni di dosi in tutto il mondo, Italia compresa. Le prime due fasi di sperimentazione avevano già avuto successo e questa terza fase coinvolge circa 30mila volontari in diversi Paesi – alcuni dei quali sono quelli più colpiti dalla pandemia, come Stati Uniti, Regno Unito, Brasile e Sudafrica.

AstraZeneca, così come anche le altre aziende farmaceutiche che stanno lavorando a vaccini in fase avanzata come Moderna e Pfizer, puntavano a ottenere il vaccino entro la fine del 2020 o l’inizio del 2021, iniziando la produzione delle dosi prima ancora di avere le conferme definitive riguardo alla sua efficacia e sicurezza. Lo stop potrebbe invece rallentare tutto.

Come riporta oggi Il Fatto Quotidiano, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia che un vaccino contro il coronavirus potrebbe non arrivare prima del 2022. “Non è una formula magica che arriverà a gennaio e risolverà tutti i problemi del mondo”, ha detto la ricercatrice dell’OMS Soumya Swaminathan. “Ci vorrà molto tempo prima di raggiungere, con il 60% o il 70% della popolazione immunizzata, ed effettivamente interrompere la trasmissione. Bisognerà aspettare fino al 2022 senza dubbio e fino ad allora le popolazioni devono essere disciplinate”. 

Insomma, è un processo lento in cui non ci sono scorciatoie e in cui una reazione avversa in un singolo volontario su migliaia può far saltare tutto. “I Paesi non possono prendere scorciatoie. Solo perché parliamo di velocità e vastità dell’operazione non vuol dire che cominceremo a o prendere scorciatoie”, ha aggiunto Swaminathan. “Medicine e vaccini che dovranno essere distribuiti alla popolazione devono essere testati per la loro sicurezza. Questa è la prima e più importante regola”.