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Breve storia di Viktor Medvedchuk, il ‘delfino’ di Putin in Ucraina

Era ritenuto il profilo più idoneo per essere posto alla testa di un governo fantoccio, qualora Mosca fosse riuscita a conquistare Kiyv. Zelensky ha proposto al Cremlino il suo rilascio in cambio della liberazione di soldati e prigionieri di guerra ucraini catturati dalle forze russe

Foto delle Presidenza Ucraiana, Anadolu Agency via Getty Images

Martedì sera Viktor Medvedchuk, deputato, conoscente intimo di Putin e leader dell’opposizione filorussa, è stato arrestato con un’operazione speciale dell’intelligence ucraina. La sua foto – che mostra un uomo seduto e ammanettato con lo sguardo perso nel vuoto, che indossa una tuta mimetica delle forze ucraine – sta facendo il giro del mondo. Secondo diversi osservatori, la cattura di Medvedchuk potrebbe rappresentare un punto di svolta nelle trattative per la risoluzione delle avversità, aumentando considerevolmente il potere contrattuale dell’Ucraina.

Non a caso, come ha rivelato il Kiyv Independent, Zelensky ha proposto a Mosca il suo rilascio in cambio della liberazione di soldati e prigionieri di guerra ucraini catturati dalle forze russe. Se l’attenzione sulla figura di Medvedchuk è così alta è perché Kiyv lo considera come il traditore per antonomasia: In Ucraina, Medvedčuk è infatti noto per essere il più stretto alleato del presidente russo Vladimir Putin, che ha definito a più riprese come «un amico personale». Solo per rendere conto dello stretto legame che intercorre tra Medvedchuk e il leader del Cremlino, basti pensare che, secondo alcune indiscrezioni, quest’ultimo sarebbe il padrino di Daryna, la figlia del leader dell’opposizione filo-russa, nata nel 2004. Non dovesse bastare, il 19 febbraio 2021, il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina ha incluso Medvedčuk e sua moglie, Oksana Marchenko, nell’elenco delle sanzioni ucraine, a causa di un presunto finanziamento del terrorismo.

Latitante dai primi giorni dell’invasione dopo essere fuggito dagli arresti domiciliari che stava scontando con l’accusa di alto tradimento per avere sostenuto le forze separatiste nel Donbass, era ritenuto il profilo più idoneo per essere posto alla testa di un governo fantoccio qualora Mosca fosse riuscita a conquistare Kiyv in tempi celeri, come avrebbe dovuto essere nel disegno originario di invasione. Imprenditore attivo in molti campi, tra cui energia e informazione, sarebbe giunto fino a curare ufficiosamente gli interessi di Putin nel Paese. La notizia della sua cattura ha subito destato qualche preoccupazione a Mosca, dove il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha scelto di non commentare la vicenda, spiegando di non poter al momento confermare un arresto che per il Cremlino rischia di diventare molto imbarazzante, anche perché Medvedchuk è un interlocutore privilegiato del governo russo e, di conseguenza, potrebbe custodire importanti segreti strategici e militari.