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Boris Johnson: «È stata dura. C’era un piano tipo ‘morte di Stalin’ nel caso fossi peggiorato»

Il premier britannico ha raccontato i giorni in ospedale al The Sun: «Non riuscivo a capire perché non stessi migliorando»

Foto: Jack Taylor/Getty Images

«Sono stati momenti duri. Mi hanno dato litri e litri d’ossigeno». A parlare nella sua prima intervista dopo il ricovero per coronavirus è il primo ministro inglese Boris Johnson, con alcune dichiarazioni al The Sun. Il politico era stato ricoverato in terapia intensiva dopo le complicanze da Covid-19. «C’erano piani di emergenza nel caso le cose si fossero messe peggio. C’era un piano tipo morte di Stalin». Il premier ha poi ringraziato medici e infermieri che lo hanno assistito, e senza i quali non ce l’avrebbe fatta. «I valori continuavano ad andare nella direzione sbagliata». In ospedale i medici pensavano di collegarlo a un respiratore: «Non riuscivo a capire perché non stessi migliorando, e il momento più terribile è stato quando c’erano alte probabilità di mettermi un tubo nella trachea». Possibilità che avrebbe portato all’induzione di un coma farmacologico. «Sono pronto per rimettere in piedi il nostro paese, e sono fiducioso che ce la faremo».