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Beppe Grillo non ha mai ragione, nemmeno quando è tuo alleato

Grillo dà la sua benedizione al Conte Bis parlando di "gelsi che scorreggiano" e uomini con due sfinteri, ma nel Pd tutti lo acclamano. C'è modo e modo di fare un governo con un ex nemico, e loro hanno scelto il peggiore

“Noi facciamo il titanio, mettiamo cinque lame di titanio in un rasoio usa e getta e buttiamo via 250milioni di tonnellate di titanio fatto con l’acido solforico a 1200 gradi. Mentre un cazzo di gelso, di coso, fa una scorreggina a temperatura ambiente e fa una seta che è molto più efficace e molto più resistente di qualsiasi titanio del mondo”. E ancora “dobbiamo controllare questi flussi, sapere come come, come, come fa. Il flusso della tua casa, l’aria, l’acqua come entra. Il flusso della tua fogna e come mai noi abbiamo un ingresso per i cibi solidi e liquidi e abbiamo un’uscita, abbiamo due uscite per i solidi e una per i liquidi. Sono due? Una per i solidi e una per i liquidi. E invece facciamo l’impianto idraulico di una casa, è vecchio di trent’anni”. Oppure “voglio viaggiare con uno che parla come me, o non parla come me, o sta zitto. Un sordomuto, che cazzo ne so? Comunque compro mobilità”.

Secondo Giuseppe Grillo sono queste le grandi sfide che si trova davanti il governo 5 Stelle-Partito Democratico, che tanto faticosamente (quella “ciofeca tecnologica di Rousseau” permettendo) sta vedendo la luce. Il guru pentastellato ha dato la benedizione al nuovo esecutivo a modo suo, con un video girato male e una camicia cucita apposta per sembrare simpatico. Nel suo videomessaggio (qua sotto) dal titolo “Sono esausto” – scelta che gli è costata centinaia di commenti “figurati noi” da parte degli utenti della Reeeete – mette assieme, con il consueto stile ansiogeno, le massime da visionario che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della sua carriera da showman e poi ideologo e numerosi passaggi da mental coach del popolo italiano, che invita a essere entusiasti testimoni di una fase storica di cambiamento straordinario. Infine Grillo infila nei sei minuti di monologo la buona vecchia mossa di provare a separare il nemico-alleato, rivolgendosi ai giovani del Pd (implicitamente contrapposti ai vecchi dirigenti puzzoni) e invitandoli a scurdárse ‘o passato per costruire assieme dei camion all’idrogeno (così, almeno, crediamo di aver capito dal suo discorso).

A costo di sembrare pignoli, ci piacerebbe dire un paio di cosine sul suo messaggio da padre della patria. Tipo che non se ne può più della valanga di idiozie che dice e di quel suo stile tachicardico. E che la figura del mezzo matto che cambia idea di continuo, guidato dall’istinto del domani che non deve spiegazioni a nessuno, non regge più un granché. Perché dopo un decennio in cui hai intossicato l’opinione pubblica con pensieri da fanatico integralista, la coerenza è il minimo che ti possa richiedere. Che già gli ultraortodossi sono insopportabili di loro, ma quelli che ti dicono “mica dovevi prendermi alla lettera e scatenare la guerra civile” sono pure peggio. E poi, dai, vai al governo con Salvini, anzi regali il Paese a Salvini – e questo sarà l’unico motivo per cui passerà alla storia la creatura da cui sei stato usato come frontman – e ancora fai la gag del progressista: ma quanto poco stimi il tuo pubblico?

Queste, a voler essere indulgenti nei suoi confronti, sono le cose che ci sarebbe piaciuto sentire risponder a Giuseppe Grillo dopo il suo pessimo show. Perché ok che ora non sopporti Di Maio e non vedi l’ora di ripigliarti tutto quello che è tuo, e che ti è stato sottratto da quel gruppo di ragazzini arroganti che ti sei coltivato in seno, ma la tua credibilità politica oggi, Beppe, è tipo quella di Fedez a Compton. 

Eppure non è andata esattamente così. “Caro beppe_grillo, mai dire mai nella vita. Cambiamo tutto e rispettiamoci gli uni con gli altri”, sono le parole che gli ha rivolto il leader del Pd Nicola Zingaretti, cui a sua volta l’ex comico ha risposto con la consueta piacevolezza sul Fatto Quotidiano. Per la prima volta davvero compatti, tutti i vertici del partito hanno salutato con entusiasmo il delirio di Grillo. “Per una volta Beppe Grillo è stato convincente. Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di ‘posti’. Serve generosità”, ha detto Franceschini, non a caso in odore di ritrovare un ministero. Convincente?! Nella parte sulle scorregge dei gelsi o in quella in cui riteneva che l’uomo abbia due sfinteri?

Ma il migliore di tutti è stato Gennaro Migliore – nei cui confronti, d’altra parte, i 5 Stelle hanno sempre e solo avuto parole d’amore –, secondo cui “soltanto gli stupidi non cambiano mai idea. Io ho trovato interessanti i suoi argomenti su mobilità, tecnologia, capacità della scienza: sono un fisico, per me l’approccio scientifico è fondamentale per la crescita complessiva”. Eppure quell’imbonitore che parlava somigliava molto all’uomo che ha politicamente sdoganato il pensiero antiscientifico nel nostro Paese (dalle barzellette in stile scie chimiche alle aberrazioni no vax). E in fondo è giusto così: se dobbiamo ingoiare il primo governo fondato sulla totale assenza di imbarazzo nella storia della Repubblica, è bene che a farsene portavoce siano i professionisti.

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