Home Politica

Benvenuti al giocone di fine anno. Sapreste riconoscere il fascismo, se tornasse?

Quante delle caratteristiche che Umberto Eco assegnava al fascismo ritornano nel nostro governo gialloverde?

Foto via IPA

Umberto Eco nel suo Il fascino eterno, un discorso tenuto alla Columbia University nel 25 aprile (uh che bella data!) del 1995, ristampato da La Nave di Teseo, teorizza il concetto di Ur-Fascismo, o fascismo eterno. A differenza, ad esempio, del nazismo, il fascismo è stato un totalitarismo fuzzy, ovvero un totalitarismo sgangherato e disordinatamente ordinato, privo di un’ideologia filosofica di base che lo rendesse a suo modo unico e non esportabile. Per queste ragioni, diceva Eco, «il termine fascismo si adatta a tutto perché è possibile eliminare da un regime fascista uno o più aspetti, e lo si potrà sempre riconoscere per fascista. Togliete al fascismo l’imperialismo e avrete Franco o Salzar; togliete il colonialismo e avrete il fascismo balcanico». Il fascismo è presente, in forme differenti dal suo passato, proprio per la sua capacità di infilarsi in certe increspature della società ed essere recuperato dai populismi. Nel suo discorso elenca 14 caratteristiche peculiari per riconoscere l’Ur-Fascismo.

Eccoci finalmente al giocone di fine anno.
Quante, di queste caratteristiche, ritornano nel nostro governo gialloverde?

Punto 1. Tradizionalismo

Ricordate il comizio di chiusura della campagna elettorale di Matteo Salvini in Piazza Duomo a Milano? Il colpo ad effetto fu il giuramento sul Sacro Vangelo, con tanto di rosario mostrato ai suoi neo-fedeli, in netto contrasto con la storia laica delle Lega. Famiglia Cristiana lo definì cattolicesimo ruspista, dottrina eretica che entra a far parte della storia della Chiesta dopo esser stata diffusa e messa a punto in molti bar sport della Bergamasca.

Punto 2. Rifiuto del modernismo

L’illuminismo, l’età della ragione vengono visti come inizio della depravazione moderna a favore di un’ideologia che si basa sul sangue e sulla terra. Blut und Boden. Vi suona familiare? Il punto 3 ci viene in aiuto.

Punto 3. Azione per l’azione

Quanto è bella la ruspa. Dio quanto è bella! E bloccare la nave Aquarius che gusto dà! Che altro posso fare stamattina? Non c’è qualcosa da demolire? Qualche migrante da allontanare? Qualche picchetto? Su, nemmeno uno? Dai ma guarda bene in agenda che qualcosa troviamo. Su! Corri! L’azione è bella di per sé, e dunque deve essere attuata prima di e senza una qualunque riflessione. Pensare è una forma di evirazione. Da qui il sospetto per il mondo intellettuale, da sempre sintomo dell’Ur-Fascismo. Come avrete già intuito, è inutile che io stia scrivendo tutto ciò. Ma è il giocone di fine anno, divertiamoci!

Punto 4. Non si può accettare la critica

Il disaccordo nell’Ur-Fascismo è tradimento. Elena Fattori, senatrice del Movimento 5 Stelle, si oppose sia ai decreti no-vax (la propaganda pro-no-vax, personalmente, è la mia battaglia d’ignoranza preferita finora), sia al decreto sicurezza ricevendo, per questo, minacce di morte. Ribadisco, minacce di morte. Ribadisco, minacce di morte. Ribadisco. Su la mano per chi, come me, ama la frase ‘espulsi dal movimento’. Raddoppia il jackpot.

Punto 5. Paura delle differenze

L’Ur-Fascismo è sempre razzista. Possiamo aprire un articolo a parte? Qui non mi stanno tutte le dichiarazioni del governo (ultime dai campi: la Lega è in vantaggio!) contro etnie rom, africane, asiatiche e mediorientali. Un punto per ogni frase che ritrovate. Dopo questo livello, tutti i concorrenti saranno oltre i mille punti.

Punto 6. L’Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale

Tra chi ha lasciato il paese in queste condizioni e chi ha pensato che questo governo (ok, non abbiamo votato questa alleanza, anche perché i grillini ci avevano giurato che mai avrebbero fatto alleanze, no? OPSSSS) fosse la soluzione, il mea culpa è apartitico. Penalità di parecchi punti (percentuale, da scontare nelle prossime elezioni europee) per la sinistra che sta scomparendo nel nulla, incapace di trovare una soluzione alle politiche populiste della destra e di pensare una contro-egemonia in grado di proporre la costruzione di un futuro nuovo. La frustrazione della classe media si rifugia in una politica prefigurativa, la folk politics descritta da Srnicek e Williams in Inventare il futuro, che ha come obiettivo il raggiungimento del consenso e come limite la ricerca spasmodica ed edonista di risultati immediati, ma assolutamente non duraturi. Se hai raggiunto il consenso nel tuo condominio: 200 punti bonus.

Punto 7. Nazionalismo – complotto – xenofobia

Prima gli italiani è lo slogan di Salvini. America First, quello di Trump. E il nazionalismo ce lo siamo presi tutto, alè! Per i complotti ci pensa il M5S e la sindrome della ‘manina’. E ancora No-vax, scie chimiche, frigo-gate romano. Io aspetto con trepidante attesa l’invocazione al terrapiattismo. Quello sarebbe il colpo da game over. Non fatemi nemmeno iniziare su queste orde di miliardi e miliardi e miliardi di migranti che non vedono l’ora di vivere con i nostri risparmi. A fornire identità alla nozione sono i nemici, e per questo il nostro governo se ne sta inventando di ogni. I migranti, l’Europa, la manina. Qualcuno dica alieni! Beh, ci è andata vicino la deputata grillina Tatiana Basilio che dal suo profilo Facebook ha urlato allo scandalo: il NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration, ci nasconde prove sull’esistenza delle sirene! ACCIPICCHIA! Extra bonus!

Punto 8. I nemici sono troppo forti e troppo deboli

È la narrazione frequente di quest’anno: l’Europa complotta contro l’Italia. Questi stati benestanti che se ne fregano di noialtri. Ma noi alzeremo la voce. Prima bloccheremo dei poveri disperati su una nave per far capire che abbiamo il pugno di ferro, poi nella nostra Legge di Bilancio lotteremo per mantenere il rapporto deficit/PIL al 2,4%. Ah, mmh, facciamo 2,04%. Però ora gli abbiamo in pugno, no? I fascismi sono condannati a perdere le loro guerre, perché Sono costituzionalmente incapaci di valutare con obiettività la forza del nemico. Se anche tu sposti virgole e decimali, 0,204 punti fragola per te.

Punto 9. Vita per la lotta

Per fortuna possiamo saltare il punto sulla guerra, per ora.

Punto 10. Elitismo popolare

Siamo il popolo migliore del mondo. Il nostro cibo è così buono e una volta c’era uno che di cognome faceva Alighieri che pare fosse molto bravo a scrivere. E subito cito un proverbio recente, ‘con questo calduccio, uno spuntino a base di spettacolare mozzarella di bufala campana ci sta’, una bella emoji e ‘alla faccia dell’Europa che vuole portarci in tavola ogni tipo di schifezza, io mangio (e bevo) italiano!’. Salvini 03:02, che non è il versetto, ma lo strano orario in cui si stava a magnà quella deliziosa mozzarella di bufala. Ho l’acquolina! Quanto vale, nel nostro giocone, il coro di discriminazione territoriale (per lui, curva chiusa e multa!) che inneggiò nel raduno di Pontida contro i napoletani? Sapete, quello che finisce con voi col sapone non vi siete mai lavati. Il giudice dice 0302 punti per Matteo.

Punto 11. Eroismo

Ciascuno è educato per diventare un eroe. Pure Di Maio può diventare Ministro dello Sviluppo Economico e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali grazie alle 490 preferenze sul sito per la democrazia diretta della Casaleggio Associati. Eroico davvero. Inutile dirlo: 490 punti per lui.

Punto 12. Machismo, disdegno della donna e della non conformità sessuale

Prendiamo il mio idolo, il Ministro della Famiglia e della Disabilità, il leghista Lorenzo Fontana che non ho paura ad annunciare come vincitore morale del giocone di fine anno. Ultraconversatore, è partito subito con una serie di colpi ben assestati. Anti-abortista (certamente un uomo come lui conosce i bisogni delle donne) e contro le unioni civili (ci puoi lasciare almeno sta conquista dell’ultimo governo? Dai dai dai) ha questa paura tremenda per la quale matrimoni gay, teoria gender nelle scuole e immigrazione cancelleranno le nostre tradizioni. Sì, avete capito bene; gay, associazioni LGBT e immigrati fanno parte di un complotto comune che mira alla – PAROLE TESTUALI – ‘cancellazione del nostro popolo’. Ma Fontana, da campione in carica, io so che puoi far meglio! Ed eccolo subito: la risposta a questo complotto gay-migrante è rifare la nostra società sul delicatissimo ‘modello identitario della Russia di trent’anni fa’. MIC DROP! Spostati Obama! Abbiamo un vincitore.

Punto 13. Populismo qualitativo

Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo TV o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata come ‘la voce del popolo’. Nel 1995, Eco ci spiega il populismo di questi tempi. Ma io che non sono Eco ve la metto più facile. A Ivrea hanno speso 45 mila euro per cambiare delle panchine nella piazza del municipio poiché, in un gruppo Facebook, Sei di Ivrea se, si era creato un fronte di rompicazzo che urlavano contro le panchine scelte e acquistate un anno prima. Non male vero? Quanti punti vale? 45 mila circa per il nuovo governo filoleghista. E comunque i NO-VAX sono supportati dal M5S, ve lo ricordo che magari tra tutti questi punti ve lo siete scordato. In ultimo, vi ricordate l’impeachment chiesto dal M5S contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Ecco, non fatevi ingannare da Di Maio che ora lo definisce angelo custode del governo, perché, come scrive il nostro Eco, ogni qual volta che un politico getta dubbi sulla legittimità del parlamento perché non rappresenta più la ‘voce del popolo’, possiamo sentire l’odore di Ur-Fascismo. Sniff sniff.

Punto 14. L’Ur-Fascismo parla la ‘neolingua’

Questo è un riferimento di Eco a 1984 di Orwell. Intende l’utilizzo di un lessico povero su una sintassi elementare per essere accessibile e comprensibile alle fasce meno istruite. Io potrei fermarmi al più semplice: i politici sbagliano i congiuntivi. Ma so che il congiuntivo è oramai tacciato di intellettualismo, e non cado nella trappola gialloverde, subirei una penalità e non posso permettermelo a questo punto del giocone. Il linguaggio politico, come avrete notato, è diventato colloquiale, povero, come se al governo ci fossero persone davvero poco istrui… ouch. Se hai una laurea, ma sbagli i tempi verbali, avanti di tre caselle.

Eccoci ai risultati del giocone di fine anno: avete tenuto il conto?

Il fascismo eterno di Umberto Eco è un piccolo libricino, che dice qualcosa di gigantesco e che dovrebbero essere letto nelle scuole medie, ogni anno. Ma io, che sono un po’ retrò, e quindi smaccatamente anti-fascista, lo renderei obbligatorio per tutti. Propongo un ultimo gioco. Leggetelo, e sicuramente non gliela darete vinta a sti fascisti eterni. Sempre meglio lottare, che perdere a tavolino.

Leggi anche