Zuckerberg, Musk e il freakshow marketing | Rolling Stone Italia
Idiocracy

Zuckerberg, Musk e il freakshow marketing

Miliardari nell'ottagono: il CEO di Tesla e quello di Meta potrebbero sfidarsi in un incontro nella gabbia in quel di Las Vegas. Ma come siamo arrivati a questo punto?

Zuckerberg, Musk e il freakshow marketing

Foto di NGAN,ALAIN JOCARD/AFP via Getty Images

Lo scambio di pochi giorni fa è già sulla bocca di tutti: nel suo regno – più caotico che mai – di Twitter, Elon Musk ha lanciato un’altra delle sue boutade scrivendo che sarebbe stato «disponibile a lottare in una gabbia» contro Mark Zuckerberg. E fin qui tutto normale, l’imprenditore sudafricano ha abituato tutto il mondo alle sue uscite e ne ha fatte anche di peggiori. Se non fosse che Zuckerberg stesso ha risposto e, secondo il suo ufficio stampa, con estrema serietà: «Dimmi data e ora e ci sarò». La risposta di Musk non si è fatta attendere: “[Las] Vegas Ottagono”.

Il suddetto “ottagono” è la gabbia degli incontri della UFC (Ultimate Fighting Championship), la più grande compagnia di arti marziali miste degli Stati Uniti, che a Las Vegas ha la propria sede. Musk ha poi proseguito facendo una battuta sul fatto che sia un cinquantaduenne che non si è mai allenato granché fisicamente, come a cercare di buttarla subito in caciara, ma la frittata è fatta: sembra proprio che Mark Zuckerberg voglia davvero affrontare Elon Musk in un incontro di arti marziali miste, e secondo il presidente stesso della UFC, Dana White, l’incontro si farà.

Le reazioni dell’internet globale non si sono fatte attendere: tra chi subito scrive «Chiudeteli dentro la gabbia e buttate via la chiave», «Lo sconfitto dovrebbe cancellare la propria piattaforma, e anche il vincitore» e «Questa è la cosa più vicina a Idiocracy che ci potesse capitare», più altri commenti al veleno, sembra si sia già realizzato l’ipotetico gioco di due tra gli uomini più ricchi del mondo: tutti stanno parlando di loro, e tutti i giornali – questo incluso – scrivono articoli su quella che si preannuncia essere la carnevalata del secolo. Ma, dopotutto, come se ne può NON parlare?

Perché uno degli aspetti fondamentali di questa assurda vicenda è che, tutto sommato, non è poi così assurda: sia perché oggi gli influencer (e sebbene Zuckerberg e Musk siano degli imprenditori miliardari, si comportano e atteggiano da tali in tutto per tutto) sono ovunque e fanno qualsiasi cosa, anche menarsi – il fenomeno dell’influencer boxing parla chiaro – pur di far parlare di sé e fare soldi, sia perché, a conti fatti, i due imprenditori in questione hanno bisogno che si parli di questo, e non di altro.

In un’altra epoca sarebbe sembrato assurdo che due imprenditori potessero arrivare persino a pubblicizzare un incontro di lotta con protagonisti loro stessi (qualcuno potrebbe mai immaginare un Onassis fare a botte con un Olivetti?), anche perché non parliamo certo di due atleti – come ha già sottolineato lo stesso Musk! Oggi, invece, nella cultura dell’immagine, il capitale, soprattutto quello sociale, si acquisisce anche e soprattutto con acrobazie mediatiche di questo tipo.

Sia Mark Zuckerberg che Elon Musk sono, infatti, bravissimi a mascherare le loro personali crisi finanziare facendo parlare di sé così: per il sudafricano i problemi sempre più crescenti della sua piattaforma, tra bot fuori controllo, blue check a pagamento e un numero di impiegati sempre più striminzito sono sotto gli occhi di tutti, e per sua fortuna i successi di SpaceX lo tengono ancora a galla nell’opinione pubblica. In ogni caso, Musk fa sì che anche i suoi fallimenti diventino qualcosa di cui parlare, cercando di mantenersi sempre al centro dell’attenzione.

Il miliardario originale di White Plains cerca, invece, di nascondere quanto più possibile i propri problemi finanziari, tra la perdita di più della metà – “solo” 71 miliardi di dollari – del proprio patrimonio e i costanti licenziamenti che stanno avendo luogo dalla creazione di Meta, per non parlare dei problemi col Congresso americano, e, alcuni dicono “per sfogare”, si è dato alle MMA allenandosi nel jiujitsu, anche con una certa serietà. “Dopo un’ora o due di palestra o di lotta con gli amici o di allenamento con persone diverse, sono pronto per risolvere qualsiasi problema di lavoro della giornata,” queste le sue parole al Joe Rogan Experience, il podcast più ascoltato al mondo.

Ma come ci porta, questo, all’incontro? Beh, il suggello finale arriva dal fatto che Meta sta preparando un nuovo social media che farà concorrenza a Twitter, ed è da questa notizia che è nata la battuta di Musk sul voler sfidare Zuckerberg. Uno Zuckerberg che ha subito colto la palla al balzo: quale occasione migliore di farsi pubblicità come concorrenza di Twitter che andare direttamente contro colui che Twitter adesso lo possiede? E, nel caso Musk dovesse tirarsi indietro, sarà estremamente facile per Zuckerberg dargli del codardo e fargli fare brutta figura con il pubblico.

Musk pure, però, ha bisogno di una simile esposizione mediatica: i soldi che girerebbero con un incontro del genere, tra pubblicità, sponsor, acquisti in pay per view e altri incontri in card sono troppi per non provare almeno a prendere seriamente la cosa. E potrebbe benissimo tramutare la narrazione in un “noi contro loro” – i fedelissimi di Twitter contro il nuovo social media di Zuckerberg, che diventerebbe un ottimo nemico per fidelizzare i propri utenti.

Non ci resta che vedere, insomma, se questa cosa si realizzerà o meno, pur sapendo che abbiamo già perso in partenza e che non potremmo sottrarci anche solo dall’idea che questo “incontro” possa avere luogo, giacché, alla fine, l’unico commento che riassume quello che tutti noi abbiamo pensato, e quello che faremo, è questo: “Questa è la cosa più stupida che abbia mai visto. VADO PRENDERE I POPCORN!”