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Silvio Berlusconi è morto

Aveva 86 anni. È stato quattro volte Presidente del Consiglio, ha cambiato la televisione italiana in maniera profondissima e segnato un'intera stagione politica

Foto di Eric Vandeville/Gamma-Rapho via Getty Images)

Silvio Berlusconi è morto: l’ex premier  l’ex Premier era ricoverato all’ospedale San Raffaele da quattro giorni. A marzo gli era stata diagnosticata una leucemia mielomonocitica cronica: aveva 86 anni. Berlusconi era tornato al San Raffaele lo scorso venerdì, dopo un lungo ricovero — di 45 giorni — terminato poche settimane fa, a causa di una polmonite e di una forma di leucemia. In mattinata, il fratello Paolo e i figli erano accorsi in ospedale, dove già si trovava la compagna Marta Fascina.

Nato il 29 settembre del 1936 a Milano, è entrato in politica nel 1993, anno della famosa “discesa in campo”; l’anno dopo, sovvertendo le previsioni espresse dai principali quotidiani nazionali, la sua creatura partitica, Forza Italia, ha vinto le elezioni in corsa con la Lega Nord di Umberto Bossi nelle regioni settentrionali e l’MSI di Gianfranco Fini nel resto d’Italia.

La sua candidatura ha plasmato nel profondo le liturgie della politica italiana, spingendo il Parlamento a colmare alcuni vuoti normativi: negli ultimi mesi di campagna elettorale, alcuni fra i volti più famosi delle reti Fininvest dichiararono in televisione il loro appoggio politico all’interno dei programmi di intrattenimento da loro condotti, scatenando reazioni che, in seguito, sfociarono nell’emanazione delle regole per la cosiddetta par condicio elettorale.

Figlio di un funzionario di banca, laureatosi in giurisprudenza, iniziò la sua attività imprenditoriale nel settore edilizio e immobiliare, fondando nel 1961 la società Cantieri Riuniti Milanesi S.p.A.. Tra il 1969 e il 1976 delineò il progetto e giunse alla realizzazione di due quartieri residenziali di concezione moderna, Milano 2 e Milano 3. All’inizio degli anni Ottanta entrò nel settore televisivo, rilevando e trasformando la tv via cavo di Milano 2 nella prima televisione commerciale nazionale alternativa al servizio pubblico: nasceva così Canale 5, a cui veniva affiancata Publitalia, la relativa concessionaria di pubblicità. 

Il 10 maggio del 1994 iniziò la sua prima esperienza a Palazzo Chigi, che però durò soltanto sette mesi: a dicembre, infatti, la Lega Nord si sfilò dalla maggioranza e ritirò il suo appoggio all’esecutivo, determinando la caduta del governo e portando Berlusconi a rassegnare le proprie dimissioni all’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Nelle elezioni anticipate del 1996  Forza Italia fu sconfitta dall’Ulivo, la coalizione di centro-sinistra capeggiata da Romano Prodi; Berlusconi tornò al governo nel 2001 capeggiando la Casa delle libertà, una coalizione capeggiata da Silvio Berlusconi e comprendente, oltre a Forza Italia, i principali partiti di centrodestra (inclusa la Lega Nord). Nel 2006 L’Unione, la coalizione di centro-sinistra guidata ancora da prodi, prese circa 25mila voti in più della coalizione di centro-destra alla Camera e circa 500mila voti in meno al Senato, a cui corrispose comunque una maggioranza – seppur di pochi seggi – per via del fatto che il numero di seggi del Senato viene distribuito su base regionale e non nazionale. Fu sfiduciato al Senato il 24 gennaio 2008 con 156 voti favorevoli, 161 contrari e un solo astenuto. Rassegnò perciò le dimissioni il giorno stesso portando il Paese, dopo una serie di consultazioni, a nuove elezioni. Due anni dopo, Berlusconi tornò alla testa dell’esecutivo, imponendosi alle urne con la coalizione composta da Il Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l’Autonomia, che ottenne la maggioranza relativa dei voti e, in base alla vigente legge elettorale del 2005, la maggioranza assoluta degli eletti.

Oltre alla carriera imprenditoriale e al suo importante percorso in politica, di Berlusconi saranno ricordati anche i procedimenti giudiziari: in venticinque anni, contro di lui si sono celebrati 36 processi – Il conto finale segna 11 sentenze di assoluzione, l’ultima in un filone secondario del processo Ruby ter, 10 procedimenti archiviati, 8 prescritti e per 2 è intervenuta l’amnistia. 

Nel corso degli anni, il Cavaliere si è consacrato come vero e proprio fenomeno di costume: la sua figura è stata rivisitata molto spesso nella cultura di massa da registi, cantanti, fumettisti, scrittori e comici.

Se Berlusconi è diventato un’icona pop è anche grazie alla sua capacità di anticipare le tendenze: è stato l’antesignano di un populismo recente – il primo in assoluto fu Mussolini – fondato sull’intreccio spudorato tra politica e comunicazione; è stato l’imprenditore capace di raggiungere la guida del governo di un Paese occidentale vent’anni prima di Trump, maestro assoluto nell’arte di sedurre e rassicurare le folle con formule semplici, contenuti accondiscendenti e azioni pervasive. Nel bene e nel male, salutiamo un pezzo importantissimo della vicenda politica italiana.

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