Pacchi bomba e occhi di animali alle ambasciate: è iniziata una campagna di terrore contro chi appoggia l’Ucraina? | Rolling Stone Italia
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Pacchi bomba e occhi di animali alle ambasciate: è iniziata una campagna di terrore contro chi appoggia l’Ucraina?

È troppo presto per dirlo, ma i pacchi insanguinati inviati a sei ambasciate ucraine in Europa e le lettere–bomba recapitate in settimana in Spagna non sono segnali incoraggianti

Un poliziotto spagnolo fa la guardia vicino all'ambasciata americana a Madrid, il 1° dicembre 2022, dopo aver ricevuto una lettera bomba

Foto di OSCAR DEL POZO/AFP via Getty Images

È iniziata una campagna di terrore contro i Paesi che garantiscono sostegno militare ed economico all’Ucraina? È troppo presto per dirlo, ma i segnali non sono incoraggianti: oggi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha infatti dato notizia che le ambasciate ucraine in Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Croazia, Italia, e i consolati generali di Napoli, Cracovia e Brno (Repubblica Ceca), hanno ricevuto dei pacchi insanguinati contenenti anche occhi di animali.

Secondo quanto riferito dall’Associated Press anche Andrii Yurash, l’ambasciatore dell’Ucraina in Vaticano, è stato vittima di un’azione intimidatoria: ieri pomeriggio, l’ingresso della sua abitazione a Roma è stato danneggiato con ciò che credeva fossero feci di animali giovedì pomeriggio – la porta dell’edificio, le scale e le pareti dell’ingresso sono state «imbrattate con una sostanza sporca dall’odore sgradevole», ha spiegato l’ambasciatore all’agenzia americana.

Il segretario di Stato per la sicurezza spagnolo, Rafael Perez, ha detto alla stampa che secondo le prime indagini i pacchi sarebbero stati spediti dal territorio spagnolo, anche se si tratta di informazioni da prendere con le pinze.

Il collegamento con Madrid, però, sta creando una certa preoccupazione: nell’arco di una settimana, infatti, sei lettere contenenti ordigni esplosivi sono state consegnate alle sedi di alcune istituzioni spagnole. Il primo, arrivato il 24 novembre, era destinato al premier Pedro Sánchez: da allora, ordigni simili sono stati inviati al ministero della Difesa, a una base dell’aeronautica, a un produttore di armi di Saragozza e a a due ambasciate della capitale, quella statunitense e quella ucraina, dove mercoledì 30 novembre è avvenuta l’unica esplosione di una di queste lettere.

Le similarità che hanno interessato questi attacchi hanno fatto pensare che si trattasse di un attacco coordinato dallo stesso gruppo di persone. Le lettere, infatti, presentavano diverse similitudini: erano conservate in delle buste marroni e all’interno avevano polvere da sparo e un meccanismo di innesco elettrico. Secondo Perez si tratta di ordigni che generano «fiamme improvvise», più che una grossa esplosione.

L’elemento comune sembra essere l’appoggio militare ed economico a Kiev: Instalaza, uno degli obiettivi delle lettere–bomba in Spagna, è un’azienda produttrice particolarmente vicina a Zelensky: da quando, lo scorso 24 febbraio, sono iniziate le ostilità in Ucraina, ha inviato più di mille lanciarazzi modello C90 all’esercito ucraino. Al momento però gli indizi che confermerebbero questa versione, o almeno le informazioni disponibili al riguardo, non sono molto concreti.