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Le mamme repubblicane che vogliono cambiare l’istruzione negli Stati Uniti

Storia di 'Moms for Liberty', il gruppo apprezzato da Trump che sta provando a imporre la propria linea ultraconservatrice nelle scuole americane: nessuno spazio per materiali su identità di genere e razzismo

Foto via Unsplash

Negli Stati Uniti c’è un gruppo di mamme che sta provando a indirizzare l’istruzione dei propri figli. Dopo essersi costituito nel 2021, Moms for Liberty si è diffuso in tutto il paese, sfruttando il panico generatosi negli ambienti repubblicani riguardo all’ideologia woke che starebbe travolgendo le scuole pubbliche e condizionando i bambini. Sotto la lente di ingrandimento ci sono tutte le attività che potrebbero promuovere la sensibilità verso la giustizia sociale o i diritti civili, ad esempio.

Qualche tempo fa, la città di Philadelphia ha ospitato il summit nazionale dell’organizzazione: l’evento è stato una vera e propria parata di candidati repubblicani alla presidenza, ognuno dei quali ha elogiato il movimento come una forza che sta rinnovando la nazione. Donald Trump, ad esempio, ha lodato il gruppo come «la cosa migliore che sia mai capitata all’America».

Con la crescita di Moms for Liberty sono cresciute anche le sue ambizioni politiche. Le mamme pongono particolare enfasi sulla conquista dei consigli scolastici locali per controllare le politiche sull’istruzione. Più in generale, il gruppo sostiene provvedimenti che possano limitare gli argomenti da trattare in classe: un esempio è la cosiddetta legge “Non dire gay” approvata Florida.

“Don’t say gay” significa impedire le discussioni sull’identità di genere e l’orientamento sessuale nelle classi che vanno dalla materna fino alla terza elementare e richiedere che qualsiasi discussione nelle classi successive sia appropriata all’età degli alunni, fornendo ai genitori il potere di fare causa ai distretti scolastici per supposte violazioni della norma. Ma l’attività di Moms for Liberty non finisce qui e promuove anche politiche che consentano ai genitori di scegliere i libri da rimuovere dalle biblioteche scolastiche e dalle aule. Insomma, un controllo totalitario sull’istruzione, un monopolio sull’insegnamento: l’unica cancel culture che sembra esserci è proprio quella delle mamme repubblicane.

I materiali contestati dalle Mamme per la Libertà riflettono la “guerra alla wokeness” annunciata da figure conservatrici come Tucker Carlson, noto volto ultraconservatore della TV americana. Le partecipanti del gruppo interrompono regolarmente le riunioni dei consigli scolastici per inveire contro libri che affrontano la storia della violenza razziale della nazione.

Allo stesso modo, il gruppo condanna i materiali che esplorano l’identità di genere o che sostengono l’accettazione delle persone LGBTQ+, in particolare quelli che esplorano l’identità transgender. Bibliotecari, insegnanti e genitori che difendono questi materiali sono stati ripetutamente perseguitati del gruppo e definiti come “borseggiatori” o “simpatizzanti della pedofilia”.

Ma il peso socio-politico delle madri ultraconservatrici è davvero un nuovo trend negli Stati Uniti? In realtà, Moms for Liberty attinge a una solida tradizione di movimenti genitoriali di destra. Spesso questi gruppi sono associati a progetti di assistenza sociale, ma c’è una contro-tradizione di attivismo femminile che ha a lungo politicizzato la maternità.

La storica Michelle Nickerson ha indagato a fondo il tema, sottolineando come il periodo della guerra fredda sia utile per capire i movimenti delle madri e il loro impatto nel conservatorismo americano. Come Moms for Liberty, questi gruppi hanno risposto ai cambiamenti culturali condannando la diffusione delle ideologie progressiste attraverso i sistemi scolastici pubblici. Alimentate dal panico anticomunista, le mamme si batterono per la rimozione dei libri di testo, degli insegnanti e degli amministratori che ritenevano contaminati dagli ideali di sinistra.

Oppure, negli Stati del Sud, le organizzazioni delle mamme lottarono per eliminare i libri e gli insegnamenti che mettevano in evidenza la violenza razzista o il suprematismo bianco. Cercarono di eliminare dai programmi scolastici i testi che sottolineavano il contributo dei neri alla nazione, alla sua storia o alla sua cultura. Una caratteristica distintiva di questi gruppi era il modo in cui facevano leva sulla maternità per fini politici. Invocavano il loro ruolo per sostenere di essere unicamente legate alla sfera domestica e all’educazione dei figli e quindi le uniche in grado di parlare degli interessi morali dei genitori, delle famiglie e dei bambini.

Mamme per la Libertà attinge a piene mani da questo consolidato “populismo casalingo”. Dietro le loro attività c’è lo stesso tormentone: in quanto madri, hanno il diritto di parlare del benessere dei bambini, in contrapposizione ai burocrati governativi, alle élite educative o ai sindacati degli insegnanti. Questa insistenza è alla base dello slogan che definisce il gruppo: “Non siamo co-genitori con il governo”. Secondo questa visione del mondo, i genitori hanno il diritto “innato” o “naturale” di decidere cosa devono imparare i loro figli, i protocolli sanitari che devono osservare o le idee a cui sono esposti. E i genitori esercitano questo diritto in modo intransigente e militante per proteggere i loro figli dalle campagne elitarie e woke.

Le sfide poste da Moms for Liberty, quindi, vanno oltre l’attivismo dirompente, i legami con organizzazioni di estrema destra o gli scontri con consigli scolastici o gruppi di genitori rivali. Più in generale, la missione del gruppo rappresenta una storia consolidata di movimenti di madri di destra che si sono concentrati sulle scuole per bloccare l’uguaglianza sociale o i diritti civili.

Moms for Liberty incanala questa eredità allargando la sua missione alla sessualità e all’identità di genere. In questo modo, si arma dei diritti della famiglia per impedire il pari accesso alle scuole ad altre famiglie con valori differenti. Questo progetto è diventato ancora più inquietante considerando la relazione del gruppo con funzionari repubblicani che hanno spinto per limitare il sostegno alla comunità LGBTQ+.

Le guerre culturali si sono da tempo concentrate sulle scuole come istituzioni che plasmano il futuro della nazione: Moms for Liberty è una nuova minaccia e un’organizzazione estremista, secondo il Southern Poverty Law Center. Il movimento sfrutta l’autorità morale della famiglia per cancellare altri modi di vivere la razza, il genere o la sessualità, mentre rimodella le scuole e i programmi di studio in base a paure, interessi e convinzioni. In questo modo, Moms for Liberty porta avanti uno degli obiettivi più preoccupanti perseguiti storicamente dalle madri di destra: dirottare le istituzioni pubbliche per bloccare il cambiamento culturale.

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