La sentenza del caso Beccaglia ha scatenato le bestie | Rolling Stone Italia
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La sentenza del caso Beccaglia ha scatenato le bestie

I profili della giornalista di Toscana TV, molestata lo scorso anno da un tifoso della Fiorentina, sono pieni di insulti e frasi come «Hai distrutto un uomo» e «Nonna diceva, in Italia vincono le putta*e e i cornuti». Italia, 2022

Vi ricorderete tutti di Greta Beccaglia, la giornalista e inviata dell’emittente Toscana TV divenuta, suo malgrado, la protagonista di un siparietto un po’ triste.

Per i meno informati (beati voi), ecco un piccolo riepilogo: il 21 novembre del 2021 Beccaglia si trovava all’esterno dello stadio Castellani per raccontare il post gara della sfida Empoli-Fiorentina quando Andrea Serrani, tifoso della Viola, pensò bene di “tributarla” con una pacca sul sedere non richiesta. Comprensibilmente stupita, Beccaglia fece presente all’uomo che, no, non era proprio il caso, dovendo pure incassare il commento consolatorio del suo collega in studio («Non te la prendere, non te la prendere»).

Il tifoso ha sempre dichiarato che quel comportamento fosse da rileggere alla luce della sconfitta della propria squadra, un gesto di «stizza e goliardia ma non di sessismo».

A poco più di un anno dai fatti il gip Antonio Pezzuti ha condannato, con il rito abbreviato, Serrani a un anno e sei mesi di reclusione, imponendogli di partecipare a specifici percorsi presso enti che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di persone condannate per violenza sessuale: non goliardia ma molestia, com’è giusto che sia.

Tutto è bene quel che finisce bene, starete pensando… e invece no. I profili social della giornalista sono presi d’assalto dai travasi di bile di pigiatori di tasti arrabbiati e con troppo tempo libero. «Mi fai tanta tanta pena. Hai distrutto un uomo e una famiglia per un po’ di fama… mi fai ribrezzo», scrive un avventore, «Tu a non fare una minc*ia e quel poveretto condannato! Che paese di…», chiosa il Batman di noialtri. C’è anche chi cita Forrest Gump e tira in ballo aneddoti familiari («Nonna diceva, in Italia vincono le putta*e e i cornuti») e chi vede una Beccaglia già pronta per il confessionale («Che vergogna, cosa non si fa per denaro, manca solo il Grande Fratello VIP).

Intervistata dal Corriere della Sera, Beccaglia ha spiegato: «Non voglio essere considerata una paladina. Ho fatto solo il mio dovere do donna e di giornalista (…). Spero che questa condanna, lui paga per tanti, sia di esempio, spero che finalmente una donna possa essere libera di fare il suo lavoro senza essere molestata. Non provo odio nei suoi confronti (…). Vorrei che ciò che è successo serva a far capire a lui e a tanti altri che toccare, oltretutto con violenza, il sedere a una donna è un gesto abominevole».

Inoltre, la giornalista ha fatto sapere che i soldi del risarcimento «Andranno a una onlus che combatte per i diritti violati delle donne in tutto il mondo», con buona pace di chi l’accusa di aver agito per motivi economici. Cosa ci ha insegnato il caso Beccaglia? Assolutamente nulla.