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I No Pos hanno vinto ancora

Il governo alzerà a 60 euro la soglia per rifiutare pagamenti con carta o bancomat

I No Pos hanno vinto ancora

Foto via Unsplash

A fine giugno (stupidi noi) per un attimo ci avevamo creduto: il decreto PNRR licenziato dal governo Draghi sembrava aver preso, finalmente, una posizione chiara e definitiva sulla delicata questione dei POS, rendendo effettivo l’obbligo per tutti i commercianti di accettare pagamenti con carta o bancomat e introducendo sanzioni per gli esercenti che ne fossero sprovvisti.

Il sogno sembrava diventato realtà: niente più liti con tabaccai scorbutici e rancorosi, niente più ricerche spasmodiche per trovare un tassista favorevole ai pagamenti digitali, niente più necessità di uscire di casa pieni zeppi di monetine, manco fossimo un salvadanaio.

E invece no: era solo il sogno di una notte di mezza estate. L’ultima bozza della Legge di Bilancio presenta infatti un articolo dedicato alle “misure in materia di mezzi di pagamento” che consentirà ai negozianti di negare ai propri clienti la possibilità di effettuare acquisti tramite carta di credito per importi inferiori ai 60 euro (fino a ieri si era parlato di 30), senza incorrere in alcuna sanzione.

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale Consumatori, “non c’è limite al peggio e il governo Meloni lo dimostra, alzando la soglia sul POS da 30 a 60 euro. Non solo sta dimostrando di stare dalle parte dei commercianti più arretrati e rimasti all’età della pietra invece che dalla parte delle famiglie, ma nel vano tentativo di aggirare gli obiettivi assunti con il PNRR, finisce per fare ancora peggio, non limitandosi a togliere le sanzioni entrate in vigore il 30 giugno 2022, ma anche l’obbligo di accettare i pagamenti digitali fino a 60 euro, facendo arretrare il Paese di ben 10 anni, a prima del decreto del governo Monti del 18 ottobre 2012, n. 179 che già prevedeva che i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, erano tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. È così che il nostro Paese diventerà normale e resterà al passo con tutto il resto del mondo”.

Che dire: non è un Paese per pagamenti elettronici.