I certificati medici dei vigili di Roma sembrano usciti da un film di Checco Zalone | Rolling Stone Italia
Furbetti?

I certificati medici dei vigili di Roma sembrano usciti da un film di Checco Zalone

C'è chi non può restare troppo in piedi, chi non può indossare il casco per via della calvizie, chi non può scrivere le multe e chi – genio – ha detto di non poter soffiare nel fischietto. 'Quo vado'? No, Roma

Two traffic officers direct traffic around Piazza Venetia. (Photo by Peter Turnley/Corbis/VCG via Getty Images)

Ieri Repubblica ha parlato dei certificati medici “fantasiosi” (per usare un eufemismo) presentati da centinaia di vigili urbani romani per ottenere l’inidoneità di servizio attivo: per farla breve, sono state presentate centinaia di richieste per non lavorare in esterna rinunciando, quindi, a tutte quelle situazioni che impongono lo stare in piedi nel traffico o mettersi alla guida di un’auto o una bicicletta. Di fare i vigili nel senso più pragmatico e comune del termine, insomma.

Il tema è parecchio sentito, anche perché da qualche tempo la polizia locale attiva nella Capitale è in sofferenza a causa della carenza di personale.

I numeri di cui parla Repubblica fanno quasi sorridere: su 6mila unità di personale, ben 945 vigili risultano non idonei a prestare servizio attivo – una condizione che, ovviamente, si traduce anche in un peggioramento delle condizioni di controllo per le vie di Roma.

Di questi, 331 sono i caschi bianchi che non possono lavorare all’esterno; 193 non possono dirigere la viabilità, e 214 non possono lavorare di notte. Ci sono poi 166 vigili che ai quali il medico non avrebbe consentito di lavorare in «stazione eretta» – ossia in piedi – e altri 26 che non possono lavorare nella sala radio. Infine, in 8 non possono guidare l’auto, mentre in 2 non salgono mai in sella a moto e bici. A queste si sommano esenzioni di vario tipo, che vanno dall’impossibilità di indossare la divisa a chi si rifiuta di mettere la mascherina o di fare il turno al front office.

Ma non finisce qui: leggendo le condizioni mediche citate in alcuni certificati, ci si ritrova catapultati all’interno di un film di Checco Zalone. Uno degli agenti ha citato un’insufficienza polmonare che – tenetevi forte – gli impedirebbe di soffiare nel fischietto. Inoltre, le condizioni mediche impedirebbero al vigile anche l’utilizzo di un altro strumento imprescindibile del pizzardone, il caschetto bianco. Il motivo? L’agente combatte con una calvizie parecchio pervasiva, e il caschetto potrebbe procurargli un peggioramento. Un altro agente, a causa di una psoriasi acuta alle mani, non sarebbe in grado di scrivere e di indossare i guanti bianchi. Quo vado? No: Roma, Italia, 2023.