E insomma, la Corte Costituzionale ha ribadito l’ovvio: l’obbligo vaccinale era cosa buona e giusta | Rolling Stone Italia
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E insomma, la Corte Costituzionale ha ribadito l’ovvio: l’obbligo vaccinale era cosa buona e giusta

La Consulta ha reputato «non sproporzionate, né irragionevoli» le scelte del governo Draghi sull'obbligo vaccinale, il personale sanitario No Vax ha perso ricorsi e stipendi, l'ex ministro Speranza si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e vissero tutti vaccinati e contenti

Foto di Joe Raedle/Getty Images

Con una sentenza attesissima in ambienti No Vax e No Green Pass, la Corte Costituzionale ha ritenuto «non irragionevoli, né sproporzionate» le scelte compiute dal governo Draghi in relazione all’obbligo vaccinale del personale sanitario durante il periodo pandemico, bocciando gli undici ricorsi presentati da professionisti del campo sanitario o dell’istruzione che sono stati sospesi dal servizio perché non vaccinati contro il coronavirus.

Il riferimento è ai due decreti legge adottati dal precedente governo – 01/04/2021, n. 44 e 24/03/2022, n. 24, di fatto resi nulli dalla scelta della premier Meloni di far rientrare in servizio con due mesi di anticipo, sempre per decreto, i No Vax, tornati al lavoro già il primo novembre e non il 31 dicembre, come previsto dai decreti di Draghi – che imponevano al personale sanitario e scolastico di vaccinarsi, pena la sospensione dal servizio. La decisione della Consulta si articola in tre blocchi che riguardano tre casi: il primo era relativo al caso di una psicologa che lavorava da casa, ma ha perso ugualmente il lavoro, ritenuta inammissibile «per ragioni processuali».

Il secondo riguardava una studente affetto da Covid che voleva affrontare da tirocinante un corso infermieristico nonostante la positività (istanza ritenuta inammissibile).

Il terzo, quello che comprendeva più ricorsi, riguardava la negazione del cosiddetto “assegno alimentare”, riconosciuto nei casi di sospensione per motivi disciplinari o cause penali di sospensione pendenti, pari a metà stipendio, al personale sanitario e scolastico che ha scelto di non vaccinarsi: anche queste questioni sono state giudicate «non fondate» dalla Corte, che pubblicherà le motivazioni nelle prossime settimane.

Sono circa 1,9 milioni le persone per le quali era previsto l’obbligo ma che hanno rifiutato l’iniezioni: da ieri è iniziato il recapito delle multe da 100 euro in caso di non ottemperanza – la Lega, però, ha presentato un emendamento per cancellare le sanzioni.

Intervistato da Repubblica, l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, travolto da critiche e travasi di bile per via della sua linea non compromissoria sui vaccini, ha potuto togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «In questi anni abbiamo fatto scelte anche difficili ma seguendo sempre due principi fondamentali: il primato del diritto alla Salute, anche sugli altri interessi in campo, e la centralità dell’evidenza scientifica».