Andrew Tate vs Greta Thunberg è lo spettacolo di fine anno che ci meritiamo | Rolling Stone Italia
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Andrew Tate vs Greta Thunberg è lo spettacolo di fine anno che ci meritiamo

La scaramuccia su Twitter, la risposta dell'attivista, il video delirante di Tate, la retata in stile action movie innescata da un cartone per pizza e il finale clamoroso, con l'ex lottatore arrestato per traffico di esseri umani: tutto perfetto

Negli ultimi giorni si parla moltissimo della baruffa social che ha visto contrapposti due personaggi diversissimi tra loro: da un lato Andrew Tate, ex fighter americano di fama mondiale e tre volte campione del mondo di kickboxing ISKA che, negli ultimi anni, si è riciclato come influencer dalle posizioni discutibili, vicinissime all’estrema destra americana; dall’altro Greta Thunberg, l’attivista svedese simbolo dell’ambientalismo globale.

Prima di ripercorrere i fatti, immergiamoci per un attimo nelle zone d’ombra del Tate–verso: fino a qualche mese fa, prima di essere sospeso dalle principali piattaforme per istigazione all’odio e alla violenza, l’ex lottatore era particolarmente attivo sui social, dove non perdeva occasione per dare risalto ai suoi pareri un pelino discriminatori sulle donne, che gli sono valsi titoli poco invidiabili – come ad esempio quello di «Re della mascolinità tossica».

Nel 2016 fece parecchio discutere la sua partecipazione all’edizione britannica del Grande Fratello, interrotta in seguito alla diffusione di un video che lo mostrava in azione mentre colpiva ripetutamente una donna servendosi di una cintura (per chi volesse, il video può essere visionato qui). «Prova a mandare ancora un messaggio a un altro uomo, cazzo», si sentiva dall’audio, «anche se non stiamo insieme, sei morta, cazzo!». Nonostante, in seguito alla divulgazione del filmato, sia Tate che la donna abbiano affermato che si trattasse di un rapporto di natura «consensuale», il comitato etico dello Grande Fratello ha optato comunque per l’eliminazione del pugile. Dopo essere stato cacciato dallo show, Tate ha dato inizio alla sua personale crociata contro le donne attraverso la pubblicazione di contenuti misogini. Tra le altre cose, ha sostenuto che le donne sono proprietà dell’uomo, che non dovrebbero potere guidare e che non dovrebbero uscire di casa se impegnate in una relazione – «Tiro fuori il machete, glielo sbatto in faccia e la prendo per il collo», dice in un video riportato dal Guardian, spiegando come reagirebbe se una donna lo dovesse accusare di tradimento.

Come ha scritto Ash Sarkar in un ritratto pubblicato su GQ, in un video pubblicato su YouTube e ora rimosso, Tate ha anche sostenuto che la sua decisione di trasferirsi in Romania, era da ricollegare al comportamento permissivo della polizia dell’Europa orientale che, dal suo punto di vista, sarebbe meno propensa a perseguire le accuse di stupro.

La misoginia è proceduta di pari passo con l’avvicinamento di Tate alla galassia dell’Alt–Right, la nuova estrema destra americana proliferata su imageboard e forum di discussione come 8Chan e Kiwifarms. Nel 2017 ha iniziato a lodare l’operato dell’allora presidente Donald Trump e, parallelamente, ha deriso le accusatrici che hanno animato la campagna #MeToo, iniziata dopo le rivelazioni pubbliche di accuse di violenza sessuale contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein.

Da quando Elon Musk ha dato inizio alla sua rivoluzione in nome di una non meglio precisata “libertà d’espressione”, l’account Twitter di Tate è stato riabilitato assieme ad altri profili precedentemente sospesi, come quello dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e quello del rapper Kanye West, che nelle ultime settimane ha fatto discutere per le sue posizioni antisemite. Così, nella speranza di tornare alla ribalta mediatica e ritagliarsi un quarto d’ora di celebrità, l’ex fighter ha pensato bene di strizzare l’occhio ai negazionisti della crisi climatica attaccando pubblicamente Greta Thunberg. In un tweet, Tate ha taggato l’attivista per incalzarla tirando in ballo la sua imponente collezione di automobili. «Io ho 33 macchine», ha scritto, «La mia Bugatti ha un motore W16 da 8 litri con turbo quadruplo. Le mie DUE Ferrari da competizione hanno un V12 da 6 litri e mezzo. Questo è l’inizio. Per favore, inviami il tuo indirizzo email così che possa mandarti una lista completa delle mie macchine e le loro enormi emissioni».

La risposta di Thunberg è arrivata in meno di 24 ore: «Sì, ti prego, illuminami. Scrivimi pure a smalldickenergy@getalife.com (che potremmo tradurre, più o meno, come complessodac*zzopiccolo@fattiunavita.com, ndr)», ha scritto l’attivista con una certa ironia.

Le sue parole, ovviamente, si sono trasformate in un tormentone e sono finite in tendenza su tutti i social (c’è anche chi ha accusato l’attivista di body shaming e di aver stigmatizzato il lottatore per via delle dimensioni del suo pene. In realtà, l’espressione “Small dick energy”, come riporta l’Urban Dictionary, parrebbe avere un significato diverso, che non c’entra nulla con l’aspetto fisico della persona contro cui è rivolta: si tratta di un concetto associato a persone che cercano di mascherare la propria mancanza di autostima). Non pago, Tate ha deciso di dare seguito al teatrino regalando ai suoi follower pubblicando un delirante video di contro–risposta in cui, indossando una vestaglia da ring e fumando un sigaro cubano, ha sciorinato tutto lo scibile complottista, dalla teoria gender a Matrix, fino a improbabili speculazioni relative a un ipotetico “raffreddamento del Sole”: «Non sono solito rispondere a delle controversie online, ma ora la stampa mainstream sta commentando il fatto che io abbia promesso a Greta Thunberg di inviarle una lista delle mie auto con grandi emissioni. Lei mi ha risposto mandandomi il suo indirizzo email. Ma io non ce l’ho assolutamente con Greta. Perché dovrebbe avere una mail del genere? Non voglio presumere il suo gender, diciamo che è cinquanta e cinquanta. Lei non capisce di essere stata programmata, non capisce di essere una schiava della Matrix, lei è convinta di agire nel giusto. Qualcuno ha convinto lei di convincere voi di pregare i vostri governi di tassarvi fino alla povertà estrema per far smettere al sole di essere caldo».

 

Avrebbe potuto finire qui, e invece no: dato che il tragico accarezza la scena quando le possibilità del comico sono ormai esaurite, la querelle Thunberg–Tate è stata arricchita da una retata in stile Arma letale. Nel video, infatti, Tate ha pensato bene di mettere in bella mostra il cartone di una famosa pizzeria rumena – Jerry’s Pizza – che, secondo quanto dichiarato da Alejandra Caraballo, legale e docente presso l’Università di Harvard, avrebbe consentito alle autorità Rumene di individuare la sua posizione, confermare che l’uomo si trovasse all’interno del Paese e fare irruzione nella sua villa di Bucarest per interrogarlo.

Come ha riportato Reuters, Andrew Tate, suo fratello Tristan e altre due persone sono sospettati di «aver creato un gruppo criminale organizzato con lo scopo di reclutare, alloggiare e sfruttare le donne, costringendole a creare contenuti pornografici destinati a siti web specializzati a pagamento». La villa era stata già perquisita ad aprile, dopo che la polizia rumena aveva ricevuto una segnalazione da parte di una donna trattenuta contro la sua volontà dentro casa, secondo il Daily Beast. Contattato per un commento dall’edizione americana di Rolling Stone, un portavoce dei fratelli Tate ha dichiarato: «Al momento non possiamo fornire alcun dettaglio in merito alle accuse per cui sono stati arrestati; tuttavia, Andrew e Tristan hanno il massimo rispetto per le autorità rumene e assisteranno e aiuteranno sempre in ogni modo possibile».

Un finale tragicomico, innescato da una scaramuccia su Twitter e con un che di karmico di fondo. Che dire: per Andrew Tate il 2022 poteva finire in maniera decisamente migliore. La ciliegina sulla torta? Il commento finale di Greta (ormai una stand up comedian navigata) che ha scritto su Twitter: «Questo è ciò che accade quando non ricicli i tuoi cartoni per pizza».