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Anche la mafia è pronta a sfruttare la crisi del coronavirus

È quanto emerge da una vasta operazione antimafia condotta stanotte a Palermo e in tutta Italia, che ha portato all'arresto di 91 persone

ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images

Questa notte, mentre tutti dormivano, c’è stata una vastissima operazione antimafia che ha coinvolto diverse regioni d’Italia – Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania), visto un dispiegamento ingentissimo di forze e ha portato all’arresto di 91 persone. 

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera l’inchiesta ha avuto il suo centro a Palermo e ha colpito i clan Ferrante e Fontana, storiche famiglie della Cosa Nostra palermitana, che avevano da tempo spostato i loro affari a Milano in quella che gli inquirenti definiscono “una vera e propria delocalizzazione”. I loro interessi economici spaziano dagli appalti e dal pizzo alle scommesse online e alle slot machine. Durante l’operazione sono stati sequestrati beni per 15 milioni di euro e sono stati arrestati Giovanni e Angelo Fontana, i due fratelli di quello che è considerato il vertice della famiglia, Gaetano Fontana.

Un punto interessante che emerge dall’immagine è il fatto che Cosa Nostra fosse pronta a sfruttare per i suoi interessi la crisi del coronavirus – in modo non dissimile da quello che stanno facendo diverse organizzazioni criminali in tutto il mondo. Almeno, questo è quanto scrive il Giudice per le indagini preliminari che ha disposto gli arresti, parlando di un “contesto assai favorevole per il rilancio dei piani dell’associazione criminale”. 
 
“L’attuale condizione di estremo bisogno persino di cibo di tante persone senza una occupazione stabile, o con un lavoro nell’economia sommersa, può favorire forme di soccorso mafioso prodromiche al reclutamento di nuovi adepti”, spiega il Gip. Inoltre, “con la crisi di liquidità di cui soffrono imprenditori e commercianti i componenti dell’organizzazione mafiosa potrebbero intervenire dando fondo ai loro capitali illecitamente accumulati per praticare l’usura e per poi rilevare beni e aziende con manovre estorsive”.