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Alla vigilia del Super Tuesday, Buttigieg e Steyer si sono ritirati dalle primarie democratiche

Il fronte dei moderati che cercano di fermare l'ascesa di Bernie Sanders si sta compattando, e domani sarà un giorno decisivo

Foto via Matt Rourke/AP/Shutterstock e Meg Kinnard/AP/Shutterstock

L’ex sindaco di South Bend Pete Buttigieg ha annunciato la sua decisione di ritirarsi dalla corsa alla nomination del Partito Democratico americano per le prossime elezioni presidenziali. Buttigieg era il primo candidato dichiaratamente gay e aveva vinto il caucus dell’Iowa – battendo Bernie Sanders di un solo delegato – per poi arrivare secondo i New Hampshire. 

In Nevada però era arrivato terzo e in South Carolina quarto, e i sondaggi mostravano il suo scarso appeal presso diverse sezioni della base del democratica, oltre a dargli ben poche possibilità di competere con Sanders al Super Tuesday di domani. 

Ex veterano dell’Afghanistan, Buttigieg si presentava come un moderato che offriva un’alternativa a candidati radicalmente progressisti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, e come un’alternativa giovane e con più appeal aspetto ad altri moderati come Joe Biden e Amy Klobuchar. 

Dopo le primarie in South Carolina, vinte da Biden, si è ritirato dalla corsa alla nomination anche il miliardario Tom Steyer, arrivato terzo nello stato con l’11 percento dei voti. La campagna di Steyer si era concentrata su temi come il cambiamento climatico e l’antirazzismo e aveva puntato molto sul South Carolina – fallendo però nell’assicurarsi delegati. 

“Viviamo in un paese che è profondamente ingiusto dal punto di vista economico, dove i ricchi stanno facendo profitti sulle spalle di tutti gli altri. Non sono entrato in questa corsa per ottenere voti, ci sono entrato per parlare delle cose che mi interessano di più”, ha detto Steyer prima di ritirarsi ai suoi sostenitori. 

La tempistica di questi ritiri, in particolare di quello di Buttigieg, è vantaggiosa per il fronte dei moderati che cercano di arginare l’ascesa di Bernie Sanders – che perdendo un candidato ha l’occasione di compattarsi maggiormente. Sanders fin qui ha vinto in 3 stati su 4, ma ci è riuscito anche per la grande divisione dell’ala moderata e legata all’establishment del Partito Democratico. 

A questo punto, con il ritiro di Steyer e Buttigieg, alla vigilia del Super Tuesday a contendersi la nomination per diventare lo sfidante di Donald Trump alle elezioni del prossimo novembre restano Bernie Sanders, Joe Biden, Elizabeth Warren, Amy Klobluchar, Michael Bloomberg e l’outsider Tulsi Gabbard. 

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