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Alla fine il coronavirus è arrivato anche in Africa

È stato più lento a diffondersi lì che negli altri continenti ma ora stanno emergendo diversi focolai, il più grande dei quali è a Kano, in Nigeria

AMINU ABUBAKAR/AFP via Getty Images

Il coronavirus è stato più lento a diffondersi in Africa che negli altri continenti, ma ora sembra essere arrivato anche lì: stanno emergendo diversi focolai, il più grande dei quali – come riporta il New York Times – è nella città di Kano, in Nigeria, che ufficilamente ha registrato solo 753 casi e 33 morti ma da dove arrivano testimonianze che fanno pensare a numeri ben peggiori. Ma anche a Mogadiscio, in Somalia, il numero delle sepolture è triplicato, e la Tanzania ha smesso di pubblicare i suoi dati sul contagio.

Anche in Nigeria le autorità continuano a negare la situazione: fino a poco tempo fa il governo dello stato di Kano affermava che l’aumento inusuale delle morti fosse dovuto non al coronavirus ma a ipertensione, diabete, meningite e malaria. Per questo motivo erano stati fatti ben pochi test e prese poche misure di distanziamento sociale.

Quando le autorità hanno ammesso il problema è stato già troppo tardi. Il governo ha eliminato alcune restrizioni alla quarantena nella capitale, Abuja, e nella città principale del Paese, Lagos, ma le ha mantenute a Kano, dove oggi secondo un medico intervistato dal NYT “di coronavirus muoiono migliaia di persone, e non penso di star esagerando. Molte persone muoiono senza fare il test o senza nemmeno andare in ospedale”. Inoltre non aiuta il fatto che molte persone siano convinte che il coronavirus sia una bufala dato che la maggior parte delle comunicazioni pubbliche sono in inglese, una lingua che molti non parlano.

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