Makkox: «Alla base dei 5stelle c’è la voja de impicca’»

Il vignettista di ‘Propaganda Live’ senza freni: «Grillo è vendicativo, Salvini è come il junk food primitivo, la Meloni è perfetta per fare il pezzo della popolana»

Presenza fissa di Propaganda Live, su La7, dopo le gloriose edizioni di Gazebo sul terzo canale Rai. Makkox è il vignettista satirico che non le manda a dire, ti spiazza con una risata che fa riflettere e lascia un po’ l’amaro in bocca. L’ironia tagliente è inserita tutta nei suoi pensieri disegnati. In attesa di partire a settembre con la nuova stagione dello show satirico condotto da Diego Bianchi, ci disegna (è proprio il caso di dirlo!) quella che, secondo lui, è la situazione italiana.

Iniziamo a parlare di Propaganda Live che resta un enorme successo. Riconfermato la prossima stagione. Per te cosa piace al pubblico?
È arrogante dirlo, ma so cosa piace a me. Quello che abbiamo cercato di fare dall’inizio è una trasmissione live, nel senso più puro della parola, dove l’improvvisazione conta molto, il cazzeggio, il “lì per lì”, la battuta che viene al momento. Man mano ci siamo sempre più avvicinati a quell’ideale. E in tv non è una cosa tanto semplice da proporre eh!

Come mai?
Perché questo schema lo abbiamo adottato quando ci è capitato di fare spettacoli nelle piazze, nei festival, dove puoi cazzeggiare senza limiti di tempo, senza break. È quello il problema: se tu fai un live non te ne deve frega’ un cazzo del break pubblicitario. Quando la cosa sta succedendo non la puoi fermare, non c’è una scaletta o limiti di tempo. Portare questo in tv fa preoccupare molto perché non sai se ci si allunga.

Il tuo programma Skroll, invece, non ha funzionato. Secondo te perché? Troppo avanti?
Secondo me l’orario, ma magari pure il programma stesso. Vai a capi’. Io però, quando faccio qualcosa che non funziona, lo sento già da prima che sto a fa’ ‘na cazzata. Oppure se non mi piace, poi, dopo, me ne pento. Di Skroll no, perché me so’ divertito, l’ho sentito onesto. Sì, secondo me era più adatto alla fascia oraria notturna, anche il tipo di risata, è stretta. Però ‘sti cazzi.

Insomma l’importante è che in qualche modo sia stata un’esperienza positiva.
Ma poi impari tanto. Fa bagaglio.

La tua satira è sempre molto tagliente. A questo proposito non posso che farti qualche domanda di attualità politica. Visto che sei anche molto attivo sui social. Per prima cosa: Martina segretario del PD. Come lo vedi?
Eh, come lo vedo? A vederlo. Io ho un po’ di dubbi su tutto il progetto PD, figurati.

Cioè?
Non è Martina, è tutto il casino che c’è dietro, di correnti, di gruppetti, di piccole vendette che devono essere consumate.

Quali vendette, a cosa ti riferisci?
No, dei gruppetti che ci stanno: ce stanno i renziani, quelli di Emiliano, Calenda che entra e non si sa che vuole fa’: prima volemose tutti bene, poi no, bisogna fa’ ‘n’altra cosa.

Un po’ confusionario, intendi?
Ci sono proprio delle idee diverse su come portare avanti un discorso politico.

Quindi, tra le varie correnti del PD, in quale ti rivedi?
In quella che è uscita. Anche se non sono mai stato così militante da riconoscermi in un gruppo. Magari identifico una persona di cui mi fido, che ascolto le sue cose da tempo. E questo era Civati.

Ah, Civati!
Pippo mi ha sempre dato l’idea di crederci. E ha sempre detto le cose giuste quando mi aspettavo che le dicesse. Con lui sto tranquillo che le mie idee vengano – neanche difese – rappresentate. Invece non posso essere d’accordo con chi giustifica Minniti e quello che ha fatto. Non è un lieve disaccordo.

E cosa pensi del fatto che D’Alema abbia recentemente detto a Renzi di fare tv, se vuole farla, ma di smetterla con la politica?
D’Alema è un battutista. Renzi alla fine qualcosa lo incarna, non è che lui non prenda voti eh! Però non è quello che piace a me. In qualche modo è salito al potere con cose populiste e un po’ grilline. Il rottamatore, quello che voleva aprire come una scatoletta di tonno il PD, non il Parlamento. A me, la semplificazione così non mi appartiene.

Ok, ma allora Renzi cosa avrebbe sbagliato? Quando è arrivato era davvero molto amato.
Era come se fosse arrivato un grillino nel PD. Si è proposto come anti-casta, che avrebbe messo volti nuovi. E poi alla fine tutti di Firenze. Ha sbagliato a fare quello che hanno fatto gli altri, nel senso di costituire un gruppetto di fedelissimi. Non è stato aggregante, ma sempre abbastanza ostile, un po’ spaccone. È stato poco politico, ecco.

Secondo te, a oggi, la sinistra ha una possibilità di ricostruire qualcosa?
Deve ripartire dall’ascolto della base. È una banalità, però è vero. Base ce n’è tanta, uno non la vede. Poi, esce fuori Aboubakar, dalle campagne della Calabria dove fanno i raccoglitori e diventa una specie di idolo. Qualche giorno fa, all’isola tiberina, hanno fatto una cosa Marco Damilano, Diego Bianchi (Zoro, ndr) e Abou. E c’era la gente attaccata alle pareti. Ma poi chiedono a noi di fare un partito.

Ah sì?
Quando facemmo quella cazzata del movimento Arturo, si sono creati circoli ovunque. Nelle mail, in privato, c’era una richiesta proprio di discesa in campo. C’è una fame di riconoscersi in qualche cosa di puro, dove ci sono valori chiari, netti, portati avanti. Valori che, una volta, erano indiscutibili, non avevano sfumature.

Non pensi che i cittadini possano aver trovato nel Movimento Cinquestelle quel qualcosa di puro?
È una difesa dei più deboli, ma i più deboli “noi”, no “gli altri”. Non del prossimo, ma la difesa di me che sono debole, che sono ultimo, che sono vessato. Poi, guarda, io ho conosciuto e lavorato personalmente con Beppe Grillo. Alla base non c’è un desiderio altruistico, c’è un desiderio di vendetta, di butta’ giù quelli che stanno sulla torre.

Ma scusa, perché Grillo dovrebbe cercare vendetta?
Grillo, di suo, penso, è ‘na mia idea, perché l’hanno messo fuori dalla tv e gli hanno stroncato la carriera, no? Per la famosa storia con Craxi, della battuta sui socialisti a Fantastico.

E dopo tutti questi anni pensi che Grillo ce l’abbia ancora per quella faccenda?
Secondo me gli ha roso tanto il culo. (ride, ndr) Ovviamente è una mia ipotesi, non è una sua confessione. Però, ecco, il sentimento vendicativo che io vedo anche nei grillini, lo evinco da tutto: da quando li intervistano, da quando li becchi in piazza che urlano. C’è proprio un senso di voja de impicca’ qualcuno che li ha fregati.

Non credi che questo sentimento del quale parli potrebbe essere stato creato dalla gestione politica precedente? Magari la voglia di rivalsa che dici è perché in Italia capita che ci si imbatta, dalle micro alle macro questioni, nel “parente di” o l’”amico di”?
Aspetta. Qualche tempo fa (il 12 giugno, ndr) ho scritto un tweet che diceva: “Ragazzi, mettiamo una regola. ‘Come siamo arrivati qui?’ lo può twittare solo chi è arrivato stamattina coll’astronave del pianeta delle scimmie assieme a Charlton Heston”. Di tutto questo, anche di certi comportamenti, siamo stati complici. Non è che chi sta al Governo l’hanno estratto a sorte. Chi non ha mai chiesto favori, ad esempio, per passare avanti all’ospedale? Qua va fatta un’autocritica generale: abbiamo sbagliato. Perché dire “Hanno sbagliato”, “Vendichiamoci”, è troppo semplice, troppo facile. E poi è assolutorio: “Noi siamo gli onesti e gli altri sono tutte merde”. Un discorso così è puerile e anche pericoloso.

La risposta per il PD potrebbe essere Zingaretti? Con questi 100 giorni sta tentando di trovare una soluzione per il partito, ha ringraziato i penta stellati e ha parlato di nuova cultura politica.
Mi sta sul cazzo quest’idea di sembrare al calciomercato. Tipo ma tu come lo vedi Higuain o Ronaldo? Diciamo che tu porti avanti un tuo stile di gioco, se ci credi, e poi se vinci o perdi si vedrà. Uno deve cercare la sua partita, con i suoi valori. Tanto, poi, se imiti l’altri, la gente sceglie l’originale. Se uno poco poco cerca de fa’ er pubblicitario, de indovina’ il trend, il posizionamento, sta a cambia’ il suo prodotto.

Ma vuoi dire che Zingaretti sta cercando di cambiare il suo prodotto?
Non lo so, non lo so. È che per me il discorso se è meglio Calenda, Zingaretti o Martina non funziona. Meglio partire da che cosa vogliamo fare e come vogliamo muoverci. L’uomo di punta è successiva, come scelta. Di Zingaretti non conosco lo storico – cioè so che è stato Presidente della Regione – ma mi dovrei mettere ad analizzare tutte le cose che ha fatto e le cose che ha detto.

Be’, però mi sembra sia percepito molto bene.
Ma sì, quello sì. È uno che vende. Un mio editore, quando gli dicevo che volevo scrive un libro, non mi domandava di cosa avrei parlato, mi diceva “dammi un titolo che venda”. È come scegliere la copertina e basta. Quindi Zingaretti lo metti in copertina per vendere, ma poi nel libro che c’è?

Capito. Hai disegnato una vignetta sulla telefonata con cui Mattarella ha sbloccato la situazione di stallo che si era creata con la nave Diciotti della Guardia Costiera. È un discorso sicuramente ampio e complesso, ma riguardo ai migranti, cosa pensi?
La mia posizione rispetto a ‘sto fenomeno dei migranti è come rispetto al movimento del Sole o alla glaciazione.

Cioè?
È quella che ci ha fatto sopravvivere e progredi’ per tre milioni di anni: ti devi adattare. Quando citano Darwin dicendo che per lui il più forte vince, non è vero. Per Darwin vince il più adattabile. Questa cosa non la capiscono mai, manco i leghisti. Quel movimento lì, di popoli e di gente, è qualcosa che ha a che fare proprio con l’evoluzione del pianeta. Come i movimenti animali, non è una cosa episodica, che tu la stoppi.

E che soluzioni consiglieresti allora per questo flusso migratorio?
Incanalarlo per renderlo virtuoso. Il “come” non lo risolvi al tavolino del bar, è un piano trentennale. L’ostilità non porta da nessuna parte, si rischia di isolarsi e perdere anche un’occasione.

Dimmi un po’…
Perché poi, alla fine, per l’immigrazione, come è stata per gli Stati Uniti, devi vendere un sogno a loro e a noi. Quello è. Perseguibile eh. E a questo devono partecipare tutti.

E quindi, secondo te, Salvini, che sta facendo?
Ci sta vendendo un incubo. Invece deve cercare di vendere un sogno.

Però Salvini piace sempre di più. E mi sto basando sulle persone che, quotidianamente, incontro: dal pizzicagnolo sotto casa al giornalaio alla fruttivendola, fino al vicino di casa. Molti appoggiano la sua politica. Non hai anche tu la percezione che una importante fetta di italiani sia contenta del suo operato?
Ma certo! Dice tutte le cose che funzionerebbero pure in mezzo a un branco di scimmie. Sono tutte cose da cervello limbico, cervello serpente, no? Tipo se arrivano questi chiudi, se arriva quell’altro spara. È una forma di junk food primitivo, quello che te sazia col niente. E grazie al cazzo che piace a tutti, a chi è che non piacciono le patatine? Uno non magnerebbe altro. Poi dopo vatte a fa’ l’analisi però…

Sei tra i nomi che non stanno con Salvini sulla copertina di Rolling Stone cartaceo. Alcuni personaggi coinvolti, attraverso i social, si sono dissociati. Tu non hai detto nulla a riguardo.
No, no. Eravamo tutti d’accordo a di’ qualcosa su Salvini, no? Non è che mi sono sentito tradito. Se avessero pubblicato un documento che mi vedeva firmatario della depenalizzazione della pedofilia avrei detto “Oh, ma che cazzo stai a di’?” E poi onestamente non mi andava di alza’ un polverone su ‘sta cosa. Se avessi avuto qualcosa di cui lamentarmi l’avrei fatto direttamente con Rolling Stone.

E cosa pensi del quotidiano Il Tempo che ha interpellato i volti noti apparsi su Rolling, per sondare la disponibilità a ospitare un migrante a casa propria? Ovviamente, stando a quello che dice il quotidiano, solo due persone avrebbero aperto le porta della loro abitazione.
Che sciocchezza. Che cazzo significa? Quella è una cosa che fa lo Stato. Io pago le tasse, e manco poche. Non c’ho una struttura d’accoglienza, non ho neanche un ospedale, manco un dentista. È come dire “Ospiteresti una che vuo’ aborti’? Ma che vuo’ di’? Mica so’ ginecologo” Per me ospitare, significa ospitare sotto forma di Stato. Questa è casa mia, tutta, anche questa piazza dove sto seduto. I sampietrini che stanno a terra, almeno dieci li ho pagati io. Quella de “pigliali a casa tua” è una retorica puerile, ‘na risposta scema che viene insegnata, e si basa tutta su un’ignoranza mostruosa che sta in Italia, il Paese che legge di meno con l’alfabetizzazione minore in Europa. Tutto questo lo paghi.

Passiamo all’abolizione dei vitalizi e dei festeggiamenti di Di Maio.
È stata una cosa un po’ macabra. Mi ha fatto venire il freddo addosso questi che festeggiano perché a centinaia di persone gli hanno tagliato la pensione. E poi festeggiare, con lo spumante, ma che veramente stai a fa’? Ma poi Di Maio che è del Sud come me, da noi diciamo “la tua invidia è la mia fortuna”, ‘ste cose portano sfiga. È come festeggia’ quando vedi uno in manette, ‘a galera non s’augura a nessuno. E manco la sfortuna, perché ti ritorna. Detto fuori dall’ironia, mi è sembrata proprio una sciocchezza.

Però anche questa è un’altra cosa che gli italiani sembra abbiano apprezzato…
Infatti, ma adesso, fatto il conto, da questo taglio ogni italiano ha guadagnato 60 centesimi, mettici pure la mezz’ora di internet che aveva proposto Di Maio e so’ altri 75 centesimi. Fino a mo hai incamerato quasi un euro e 50, rispetto al reddito di cittadinanza che erano 780 €. E ma piano piano ci arrivano. Tutto fumo negli occhi perché non possono fare quello che hanno promesso.

Dici?
Non lo possono fa’, il reddito di cittadinanza nun se po’ fa’. Pure Salvini con le accise sulla benzina, il taglio della Fornero, ‘a flat tax. A questo proposito venne da noi Claudio Amendola e, ironicamente, ha detto che avrebbe stappato lo champagne con la flat tax, visto che avrebbe pagato il 20% di tasse, invece che il 60%. È una festa. Ma te lo voglio confessare: sarebbe una festa pure per me. Non c’ho mai creduto però, è impossibile, loro lo sanno bene. E allora boom! addosso a quei 69 disgraziati che stanno su una motovedetta.

Restiamo in tema soldi. La Lega, come sai, è al centro delle polemiche per i fondi sequestrati dalla magistratura a seguito di una truffa ai danni dello Stato per i rimborsi elettorali della gestione Bossi-Belsito.
Ahahaah. Bellissimo.

Ci hai fatto pure la cover dell’Espresso. Ma non pensi che forse, e sottolineo forse, Salvini stia cercando di “fuggire” dal passato leghista? O per te è ancora ancorato a quella visione lì?
Non credo che, a livello di contenuti, sia fuggito da quel passato. Non sarebbe nemmeno andato a Pontida, insomma. Il passato leghista, tutto quello che ha costruito la Lega, soprattutto al nord, non è una roba da buttare a mare. Io non credo stia fuggendo da questo, anche se, pure lui, è una specie di rottamatore eh. Qualche cosa di nuovo l’ha portato, come l’ambizione di diventare nazionale. Ha tolto la parola “Nord” dalla Lega: è stata una cosa forte, una scommessa forte. Salvini lavora eh, non è uno come Di Maio.

In che senso?
Di Maio, secondo la mia immaginazione de disegnatore satirico, l’ha messo là Casaleggio e gli ha detto “Tu mo sto Governo lo fai a tutti i costi, ti mangi qualsiasi rospo, perché noi a ‘sto giro dobbiamo passa’ a l’incasso: la volta scorsa abbiamo rinunciato a 49 milioni di rimborsi elettorali”. Casaleggio figlio non è Casaleggio padre.

Quindi, secondo te, queste sono le cose che avrebbe detto Casaleggio jr a Di Maio.
La mia vignetta è questa qua, non posso sape’ se gliel’ha detto sul serio, è come la immagino io. Magari Casaleggio padre ce poteva crede davvero nel movimento, il figlio boh. Non è che stava sul palco insieme a Grillo per tutti gli anni in cui il movimento è cresciuto nelle piazze. Tu l’hai visto Davide? Io mai. Mentre Gianroberto, qualche volta, l’ho visto.

Quindi Davide lo vedi un po’ come l’eminenza grigia dei Cinquestelle?
No, quello era Gianroberto. Davide è l’eminenza verde.

Verde?
Nel senso di denaro. Secondo me deve fare quadrare i conti. Non lo so eh! Però mi sono letto il programma concordato con la Lega, il famoso contratto no? Be’ ci sono tantissimi punti in cui dice, ad esempio, che bisognerà rinnovare la pubblica amministrazione e servirà un apposito sistema digitale e trac! È là che secondo me scatta la fornitura di quello che è il pane di Casaleggio.

Be’ affermazioni un po’ forti.
Guarda, io so’ un disegnatore satirico, dentro i personaggi che disegno ce sto io, quindi nun te sto a di’ che lui è così, sicuro so’ io che proietto. Prima de fa ‘sto mestiere ho avuto un’azienda e ho sempre lavorato nel commerciale. E quando leggo quel contratto vedo tutti i punti dove becca’ soldi.

Passiamo a un altro figlio illustre, quello di Bossi. Lo sai che non sapeva di essere laureato? Durante il processo in cui è accusato (col padre) di appropriazione indebita dei fondi del partito, ha detto che non era conoscenza del fatto di avere una laurea comprata, tramite Belsito, all’Università Kristal di Tirana.
Io non so manco come commentarla una cazzata così. Era in coma? Che è successo? Non te la dimentichi una laurea eh. Renditi conto di che stai a parla’, delle cose balcaniche proprio, e scusami se le definisco così. Siamo a un livello di inciviltà tale per cui è ancora possibile una cosa del genere che poteva succedere nei Balcani dopo la guerra, in un momento di turbolenza.

Arriviamo al capitolo Fratelli d’Italia e alla proposta della Meloni di abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro. Mi piacerebbe sapere che pensi della Meloni, onestamente.
Questa secondo me è un po’ matta, perché non si rende conto di quello che dice. Lei ha fatto un tweet così, io subito le ho detto “Ma che stai a di’? L’agente davvero deve torturare?” Io l’ho fatto con l’esempio più banale. Come al solito non gli vado mai addosso dritto, ma ragiono sul quotidiano. Tu immagina che al figlio di un carabiniere chiedano: “Che lavoro fa tuo padre?”, e lui “Tortura, l’ha detto la Meloni. Apposta arriva a casa stanco: la tortura non è una cosa facile”. Poi lei ha preso e ha tolto il tweet. Non penso per la mia pressione, ma perché gli era arrivata una valanga di merda. Allora ha preso e ne ha fatto un altro, praticamente identico. Continuava a cita’ tortura e lavoro, li metteva nella stessa frase.

Be’, se è per questo ha anche criticato l’iniziativa delle magliette rosse lanciata da Libera, pubblicando sui social “La maglia rossa ce l’ho, adesso mi mancano solo un Rolex e un attico a New York e posso pontificare anche io sull’immigrazione come i radical chic”.
Poi magari lei c’ha un appartamento di tre piani a due passi dal Vaticano, boh. E mi viene a parlare del Rolex e dell’attico di Saviano?

Credo si riferisca al fatto che a sinistra si parli bene, ma si razzoli male…
Ma i comunisti non sono contro la povertà propria (ride, ndr) Sono per le pari opportunità. Queste sono le semplificazioni per demonizzare e buttarla in vacca. Uno dovrebbe risponderle per le rime.

Però sai una cosa? Secondo me alla Meloni un po’ le cose si perdonano perché risulta molto simpatica.
È vero, è vero. Sembra un po’ Gabriella Ferri. Ma infatti, se a lei je fai fa’ la comica davanti a un banchetto de lupini e de caldarroste te fa il pezzo della popolana. Ti fa ammazzare dalle risate.

Vabbè, cambiamo discorso. Sai che hai un concorrente? Il portavoce di Renzi e Gentiloni adesso è un vignettista, Nomfup, dietro cui si nasconde l’ex deputato Filippo Sensi.
Lo conosco benissimo. A rega’, quello è il vignettista meglio pagato d’Italia, perché lo paghiamo tutti quanti noi, sui 10mila € al mese. Scherzo. Comunque è bravo, c’ha una bella mano, è forte. Un po’ scolastico, ma c’ha una mano bella educata. Non è Marione, per capirci. Marione è pippa.

Ah, Marione è pippa?

A disegnare sì, purtroppo. Oh, io lo dico, ci stanno pure quelli di sinistra che so’ pippe a disegna’ eh!

Senti e cosa pensi, visto che tu sei un fumettista e quindi appartieni volente o nolente alla cultura pop, delle dichiarazioni dell’assessore alla cultura Buscemi (Lega) che ha definito Tuttomondo di Keith Haring modestissimo e banalissimo?
Non gliene faccio neanche una colpa, per certe cose deve avere gli strumenti. Magari se gli metti davanti un disegno meno astratto pensa “che figata” e invece è una crosta de merda. E lui manco lo sa.

In realtà Buscemi è un uomo di cultura: attore, regista. Insomma l’arte dovrebbe conoscerla.
E allora l’avrà detto con competenza. La sua valutazione è quella, ma certo andrebbe argomentata meglio. A lui Keith Haring fa così, a me lo fa Basquiat che credo sia un bluff assoluto.

Perché?
Lo riconosco nella mancanza di un certo tipo di armonia. Questo è veramente qualcosa di sensoriale. Chi disegna si accorge se uno sta bluffando oppure no. Lo senti a pelle.

Cos’hai in ballo fumettisticamente parlando?
Nulla, con Propaganda Live in ballo, più altre cosette che prendo a livello commerciale, per disegnare fumetti mi rimane poco.

Tu sei un autodidatta no?
Mia zia insegnava scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. E mi ha messo sotto come se fossi l’unico suo allievo.

E che fumetti leggi?

Ultimamente niente. Ne ho letti tanti, ma ho letto più libri anche di evasione, di genere.

Quali fumetti ti piacevano?
Quelli disegnati bene e divertenti, come Asterix. Asterix è una delle cose più divertenti che ho letto. Ed è disegnato da Dio. E poi ho letto le strip. Quelle le ho lette davvero tutte.

Supereroi? Nulla?
Come no, quando ero ragazzino. Il supereroe è un po’ la vendetta dello sfigato, anche se ci sono stati autori di supereroi che sono diventati ironici sul genere, come Lobo (DC Comics, ndr). Lobo faceva veramente ridere, aveva scavallato. Come Judge Dredd. E poi Frank Miller è figo.

Ma chi sono i fumettisti più forti sulla piazza, per te?
Disegnatori tanti, sceneggiatori Giancarlo Berardi, perché Ken Parker non si batte, come scrittura. Zerocalcare, che racchiude entrambe le cose, disegno e scrittura. E poi c’è Gipi, l’unico che, se vai pure in Giappone lo conoscono. E fanno l’inchino. È forte. Non è manierista e non vuole assomigliare a nessuno.

E tv, Propaganda Live a parte, cosa vorresti fare?
Tv sinceramente no, mi piacerebbe fare qualcosa in teatro. Io tendo a voler fare qualcosa con il pubblico davanti, poi se viene ripreso anche dalle telecamere, pace.