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X Factor 2021, il diario di Ludovico Tersigni: capitolo 5 – evoluzione

Nel diario che scrive per RS, il conduttore racconta la fatica, come vive i conflitti tra i giudici e l’attesa per la finale: «Non vedo l’ora di godermi il delirio che creerà l’arrivo dei Måneskin»

Foto: Sky

Non mentirò: sono stanco. Molto: a livello fisico, perché è stato un percorso molto lungo e faticoso, ma anche sotto il punto di vista mentale ed emotivo, per i tanti colpi di scena, per i momenti più critici, per le emozioni contrastanti che ho, che abbiamo vissuto. E anche se i giudici oggi li vedete decisamente accesi nei loro confronti-scontri l’uno contro l’altro e sebbene non si risparmino colpi anche sotto la cintura, vedi l’ultimo Hot Factor, sono stati fantastici con me lungo tutto questo incredibile viaggio. 
Io so per primo quanto sia difficile dire la propria senza trascendere e ferire gli altri, soprattutto quando si è molto coinvolti.

E comunque per quanto sia forte la lite, il conflitto, non dobbiamo dimenticarci che loro sono lì per quello, per dire la loro con competenza e passione, per dare dei giudizi, per accendersi nel difendere il lavoro proprio e dei loro ragazzi. Loro non fanno mai buon viso a cattivo gioco, tengono la testa alta nella battaglia e ci danno una lezione, quella di non aver paura, mai, di esprimere la propria opinione e combattere per ciò in cui credi.

Mi dispiace molto per l’eliminazione di Erio ma credo anche che all’ultima tappa arrivino spesso, se non sempre, coloro che hanno fatto un percorso completo a X Factor, che hanno avuto un’evoluzione decisa e decisiva: Erio era già un artista maturo e completo e ha avuto dal talent quello di cui aveva bisogno anche senza arrivare in fondo. Stile e personalità di Erio sono così definiti e riconoscibili che una vittoria non avrebbe spostato nulla per lui, il suo futuro fuori di qui è già chiaro, ormai, come dice Mika, “è in grado di volare con le proprie ali”. Edo, Baltimora, invece ha bisogno della finale per esprimersi fino in fondo, come Fellow, gIANMARIA e i Bengala Fire che probabilmente hanno avuto l’evoluzione più clamorosa in questi mesi.

E direi che la parola di questa settimana possa essere proprio evoluzione, nella sua doppia accezione. Quella di manovra che si fa a mezz’aria per creare stupore con un atterraggio dolce e fantastico, sia quella darwiniana, nel senso di miglioramento della specie. Credo che tutti noi lo abbiamo fatto, ci siamo evoluti, e ci siamo meritati la finale. E sono emozionatissimo, perché non sono mai stato in uno spazio live così grande come il Mediolanum Forum e ovviamente attendo con ansia di conoscere i Coldplay e di godermi il delirio folle che creerà l’arrivo dei Måneskin. Sarà pazzesco, non sto più nella pelle.

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