Home Opinioni

Sostituzione nel Governo: entra Lino Banfi, esce il reddito di cittadinanza

Show dadaista dell'Esecutivo che utilizza la bomba mediatica di Banfi all’Unesco per mascherare la verità sul reddito di cittadinanza: pochissimi riusciranno davvero a prenderlo

Lino Banfi e Luigi di Maio

Foto IPA

Cari amici, la società dello spettacolo si sta impossessando di noi e questo mi spacca il cuore. Pochi minuti fa si è concluso il “grande” evento in diretta Facebook dei Ministri grillini per presentare il reddito di cittadinanza. Come un fulmine è arrivata la notizia di Lino Banfi rappresentante del governo italiano presso la Commissione Unesco. Ebbene sì, era l’evento per presentare la più importante riforma dell’attuale governo.

L’evento per una misura che in realtà non esiste e probabilmente non esisterà: orizzonte temporale di pochi mesi, accessibilità per una parte ristrettissima di persone, collegamento forzoso con centri per l’impiego da riformare prima dell’effettivo funzionamento operativo della legge. Insomma, una cosa che non funzionerà mai, e se lo farà, lo farà per pochi mesi. L’introduzione del reddito di cittadinanza (che partirà dal 1° aprile 2019) sono stati stanziati 6,1 miliardi di euro per quest’anno; gli individui coinvolti, nonché i potenziali beneficiari, dovrebbero essere circa 4,9 milioni. In questi circa 6 miliardi bisognerà anche trovare i fondi per riformare i centri per l’impiego, i navigator e tutti gli strumenti per renderlo effettivo. Basta avere capacità di calcolo elementari per capire che, di quei 4,9 milioni di persone, in pochissime potranno effettivamente accedervi. Per ovviare a questo problema sono stati inseriti una serie di requisiti che Di Maio ha chiamato “anti-divano”, che rendono quasi impossibile l’accesso della maggior parte dei destinatari. A conti fatti, quindi, oggi ci hanno detto finalmente la verità – in diretta Facebook, con Conte, Bonafede, Casaleggio e tutto l’establishment . Il problema è che non l’ha capito nessuno perché ci hanno infilato dentro Banfi: il reddito di cittadinanza si farà e sarà per pochi, difficilissimo da realizzare nei tempi prestabiliti, quindi inutile, oltre a causare un esborso di denaro pubblico enorme per un risultato esiguo.

Notate bene: non ho nulla contro il reddito di cittadinanza in sé, anzi. Il problema non è il doveroso sostegno alla povertà – come ci fanno credere alcuni genietti che ancora si definiscono progressisti. Ma si tratta di una riforma che non funziona.

Lino Banfi era il fulmine a ciel sereno per spostare totalmente l’attenzione dal contenuto principale dell’evento, l’uscita shock da darci in pasto per ghignare qualche ora e dimenticarci dell’inconsistenza della loro manovra, la regina delle loro manovre. Un artificioso strumento di comunicazione politica per rimandare nuovamente una discussione seria sui contenuti della riforma di sostegno alla povertà del governo, chiamata, appunto, “reddito di cittadinanza”. Senza Lino Banfi, in pochi, ci saremmo dovuti trovare a discutere di quanto fosse vuota la proposta definitiva, compiuta, finita. In due ore di diretta social, l’unica notizia che siamo riusciti a intercettare è questa piccolezza. E la colpa è solo nostra.

Il brand “reddito di cittadinanza” sta perdendo il suo appeal, e lo perderà definitivamente nel momento in cui sarà in (non) funzione. So che è pretenzioso, faticoso, ma bisogna farlo. Torniamo sui punti, in modo serio e puntuale. Questa riforma fa schifo perché è inutile, è uno spreco di soldi, è macchinosa e non migliorerà le condizioni di vita dei cittadini. Il sostegno alla povertà è un argomento importante che deve essere ai primi posti dell’agenda di qualsiasi governo e viene utilizzata da mesi come una banderuola propagandistica priva di contenuto.

Vi voglio rassicurare, a proposito del trend topic odierno: l’incarico che ricoprirà Banfi – mister “se Berlusconi ammazzasse 122 persone lo voterei lo stesso”, non proprio un grillino di nascita – non nuocerà al Paese perché è un incarico di mera rappresentanza. Di Lino Banfi, notizia ai margini di qualsiasi giornale di qualsiasi Paese in buona salute, quindi ce ne occupiamo un’altra volta. Per il momento proviamo a tenere la linea dritta sullo scempio che sta accadendo con questa propaganda scellerata e molto ben organizzata.

Forse porterà davvero un sorriso in più, ma non farà danni. Non più danni dell’ennesima illusione data in pasto a chi non sbarca il lunario e pensa di poterlo fare tra pochi giorni, come per magia. Una presa in giro insopportabile e inaccettabile che non sposterà di una virgola la qualità della vita di chi vive sotto la soglia di povertà.

Ai maestri della comunicazione grillina mi sento di dire una cosa: state giocando con le speranze della gente. Quando il re sarà nudo ci troveremo un popolo più povero, più deluso e più incazzato.

Leggi anche