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Si indignano per la battuta idiota di Solveig, e poi a fianco chiappe di Wanda Nara e tette di Diletta Leotta

Ada Hegerberg ha vinto il primo Pallone d'Oro per il calcio femminile, ma della cerimonia si ricorderà solo la pessima figura del dj e la schizofrenia dei giornali sportivi

Un tiro sotto il sette, un’imbucata sul primo palo, un sinistro rapido dopo una serie di rimpalli; basta guardare qualche video su YouTube per capire perché Ada Hegerberg abbia vinto il primo Pallone d’Oro femminile della storia. La giovane norvegese dell’Olympique Lione è un’attaccante concreta, semplice, senza fronzoli. Nata nel 1995, Hegerberg ha segnato 137 gol in 143 partite ufficiali, ha vinto quattro campionati di calcio francese, tre coppe di Francia, una coppa di Norvegia, tre Champions League, e un gran numero di premi individuali: giocatrice dell’anno per la UEFA, due volte capocannoniere del campionato francese e altrettante della Champions League, e, come abbiamo detto, il primo Pallone d’oro femminile della storia. Quello del twerk.



Sì, perché non c’era occasione migliore della cerimonia di premiazione, anzi della prima cerimonia di premiazione della versione femminile del premio più iconico che un calciatore può vincere nella sua carriera per far dire una bella cazzata a un dj. In questo caso Martin Solveig, che ha ben pensato di concludere la premiazione di Hegerberg con una scenetta. «Prima ho preparato un piccolo festeggiamento per Kylian (Mbappé, campione del mondo con la Francia, premiato come miglior under 21, nda), che è stato al gioco, magari possiamo fare qualcosa di simile… sai twerkare?». La norvegese lo guarda, mastica un secchissimo «no» e fa per andarsene dal palco. Poi torna indietro, e accetta di ballare un’ultima canzone. Solveig capisce subito di averla sparata grossa, e nel giro di pochi minuti fa tutto quello che può per contenere i danni: un paio di tweet – «Mi voglio scusare con tutte le persone che io possa aver offeso, chi mi conosce sa quanto io sia rispettoso verso le donne», e «Mi sono spiegato con Ada, sa che era solo uno scherzo» – e una foto in cui stringe la mano alla calciatrice e ha l’aria dispiaciuta. La Hegerberg, intervistata dal Guardian, conferma immediatamente: «Si è avvicinato subito dopo ed era visibilmente triste per quello che era appena successo. Non penso che fosse una molestia sessuale. Sono felice di aver ballato e soprattutto di aver vinto il Pallone d’Oro».



Per farla breve, una figura di merda un po’ sessista smorzata immediatamente dai diretti interessati, ma cavalcata comunque da tutti gli organi d’informazione. Anche quelli sportivi, come se Solveig avesse offerto a Mbappé una noce di cocco o chiesto a Modric di svaligiare insieme un appartamento. Ora, l’indignazione ci sta, è sacrosanta come lo era per il volantino degli ultras della Lazio che intimava alle tifose di stare in seconda fila, o per la sparata del 2015 dell’allora presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Felice Belloli – “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche”. Il problema, semmai, è il contesto in cui quest’indignazione viene espressa: il giornalismo sportivo online. 

Lo sport femminile, sui siti dei giornali sportivi, non esiste se non c’è di mezzo un grande evento, e le redazioni di quei giornali sono quasi interamente composte da uomini.

Eppure di donne, sui siti dei giornali sportivi, si parla ogni giorno. Proprio oggi, sul sito della Gazzetta dello Sport, dopo un video dedicato alla minchiata di Solveig, troviamo un pezzo della rubrica Fuorigioco intitolato Diletta Leotta mozzafiato. L’abito da sera è esplosivo. Poco sotto Petronella Ekroth, top player di bellezza della Juve Women. E ancora Lady Lautaro ci ha preso gusto: bikini da urlo che incanta il web, e Lady Dybala si spoglia nella vasca. Ecco tutti i suoi tatuaggi più intimi. Se si parla di sportive, sono prima belle che brave; le mogli, sorelle, giornaliste, medici sociali, invece, hanno tutte lati B da urlo e fanno impazzire i tifosi. C’è anche la “battaglia delle wags”, o i sondaggi per la tifosa più bella dei mondiali ed è inutile continuare, avete capito benissimo di cosa si sta parlando.



Non è un po’ surreale, in mezzo a tutti questi contenuti così bollenti, vedere un pezzo sulla battuta di Solveig? Qual è la logica che fa convivere queste due visioni della donna? L’impressione, semmai, è che ci si indigni solo quando lo scandalo è in trending topic e si possono fare un po’ di click. Tutte le altre volte, invece, capita quello che è successo a Cristiana Girelli, attaccante della Juventus e della nazionale con più di 200 gol in carriera, insultata pesantemente dai tifosi viola proprio durante una partita organizzata nella giornata contro la violenza sulle donne. Per Cristiana sono bastati 5 minuti ar club di Caressa, e 500 euro di multa alla Fiorentina. Poi tutti perdonati.

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