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Razzismo-Antirazzismo è il nuovo Monarchia-Repubblica

La manifestazione di Milano e l'enorme affluenza alle primarie del Pd dimostrano che l'antirazzismo deve diventare il discorso identitario attorno al quale costruire l'alternativa politica al salvinismo

La manifestazione del 2 marzo a Milano, in Piazza del Duomo

Foto IPA

La manifestazione di ieri a Milano e la sorprendente affluenza di oggi alle primarie del Pd ci hanno detto una cosa inequivocabile – anzi due. La prima: si deve necessariamente ripartire dall’antirazzismo, non esiste altra chiave politica in grado di smuovere, coinvolgere, fare massa, al di fuori di questo sentimento esplicito, sdegnato e barricadero. La seconda, molto meno scontata: c’è vita nel Pd, che è riuscito per una volta a intestarsi i 250mila di Milano, che non sono élite – l’élite era in settimana bianca – ma sono popolo, per dirla come la dicono quegli altri, e cioè male.

Razzismo-antirazzismo deve diventare la nuova stella polare delle forze di alternativa all’egemonia culturale del salvinismo e allo stesso tempo la nuova linea di frattura politica attorno alla quale costruire qualsiasi offerta programmatica ed elettorale. Non c’è altra soluzione che non passi attraverso questa spinta data dalla piazza milanese e che, ripetiamo, per una volta il Pd sembra essere stato in grado, perlomeno cronologicamente, di fare propria. E se a fronte di tre candidati che possiamo tranquillamente definire “deboli”, oggi più di un milione di persone si è accodato ai gazebo dem per esprimere la nuova leadership del partito, questo è stato possibile solo e soltanto grazie ai 250mila di Milano e alla trascendenza che, per una volta, sono stati in grado di mettere a terra in termini dapprima ideali e quindi politici.

Razzismo-antirazzismo deve diventare il nuovo terrorismo-antiterrorismo di fine anni Settanta/inizio Ottanta. Sabato abbiamo assistito alla riedizione della marcia dei quarantamila di Torino e al contempo abbiamo visto la nascita di un capitale politico di inestimabile valore. Finalmente si può dare una chiave ideale, e quindi identitaria, a un universo che, superando le sigle, potrà sentirsi parte di un tutto superiore.

Razzismo-antirazzismo non è Tav-NoTav o Tap-NoTap o qualunque altra polarizzazione secondaria. Razzismo-antirazzismo deve diventare il nuovo totalitarismo contro democrazia, addirittura il nuovo Monarchia contro Repubblica: due visioni di mondo e di ordine politico-istituzionale completamente contrapposte e inconciliabili, una frattura sulla base della quale articolare il futuro prossimo – leggi elezioni europee – e anteriore: per esempio con la nascita di nuovi soggetti politici (più Sala che Renzi) in grado di raccogliere il voto in uscita dal Movimento 5stelle e di staccare il centrodestra “liberale” dalle grinfie di Salvini, isolando la Lega in compagnia di movimenti xenofobi come Fratelli d’Italia e Casa Pound. Soltanto un grande raggruppamento delle forze antixenofobe e antirazziste del Paese potrà conquistare una forza identitaria sufficiente a contrastare il discorso terrorizzante del salvinismo. Si attendeva una possibilità di articolazione di nuove maggioranze possibili: le giornate del 2 e 3 marzo 2019 hanno chiaramente indicato la via.

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