X Factor 2021, le pagelle della semifinale: questo non è un gioco (s)Erio | Rolling Stone Italia
Home Opinioni Opinioni TV

X Factor 2021, le pagelle della semifinale: questo non è un gioco (s)Erio


Non poteva che finire così: Agnelli aveva due concorrenti e chi se la sentiva di eliminare la band dopo il boom dei Måneskin? X Factor, starai mica diventando la copia di mille riassunti? Ecco i video dei duetti, Mika in versione Derek Zoolander, Emma un po' Jem e le Holograms e un po' Tina Cipollari

Per verificare la validità del voto a X Factor l'Agnelli sacrificale Erio ha chiamato La Rappresentante di Lista (spoiler: non è servito)

Foto: Sky

La litigata questa volta arriva durante Hot Factor, che finalmente dà un senso alla sua esistenza. Rimanendo comunque una striscia di rara bruttezza (perché non mettere un mix del meglio dei daily, davvero notevoli?). Alla finale di X Factor 2021 al Forum di Assago arrivano Fellow, Baltimora, Bengala Fire e gIANMARIA. Va fuori Erio facendo infuriare il suo giudice e si aspettano per giovedì Måneskin e Coldplay. Serata niente male, insomma.

“La profondità degli abissi” e Manuel Agnelli voto: 10

È già da massimo dei voti vederlo emozionato a 55 anni. Per il suo esordio da solista. Poi parte questo pezzo incredibile e tu capisci che prima o poi su quest’uomo la Marvel dovrà aprire una saga. D’Erasmo, Antolini, Little Pieces of Marmalade valorizzano un testo clamoroso, le armonie di una piccola sinfonia che ha almeno tre piste narrative, musicali, creative, con un crescendo entusiasmante che lui gestisce perfettamente tra accelerazioni e pause. Lui si prende la telecamera con quel viso e il suo stare in scena unici, si prende le nostre orecchie e le ipnotizza, e per una volta il suo modo meraviglioso di fare il giudice passa in secondo piano. E pazienza se quando presenta il medley cover si capisce, per un secondo, che legge. Forse voleva essere un omaggio a Emma.

Bengala Fire voto: 9

Vedere, vivere la loro crescita è entusiasmante. Assomiglia a quella dei Little Pieces of Marmalade che però, fin dall’inizio, avevano un’identità granitica. Loro arrivano ai provini e probabilmente tentano di non dispiacere a tutti, la sfangano alle audition e gli va bene capitare con Manuel Agnelli che intuisce subito il loro potenziale. Qui sta il campione (lui) che riesce a guardare il futuro e il critico mediocre (io) che si accontenta del presente. Lui li prende in squadra tra lo scetticismo personale, io passo metà delle pagelle a chieder loro scusa. Dimostrano con un duetto da urlo con Motta che pure in italiano sono superlativi. Poi con Kinks e Fratellis incendiano il palco e ci convincono a comprare tutti i biglietti dei loro prossimi 43 tour. Potrebbero essere i nuovi Måneskin, ma purtroppo Mario non ha acceso le fantasie sessuali di milf e cougar e il bassista non si mette lo scotch sui capezzoli e quindi non se ne farà nulla. Ma da una unica band al Forum, ragazzi, questi non sfigureranno né in confronto con loro, né con i Coldplay.

Erio voto: 8,5

Manuel (toh, parliamo ancora di lui) lo vuole proteggere e con i Radiohead gli fa una presentazione clamorosa e sceglie per lui la canzone perfetta per valorizzarlo, sfidarlo, rendere suo un pezzo. Cosa che gli serviva a maggior ragione dopo il duetto con La Rappresentante di Lista che qualche certezza gli ha tolto. Rimane la proposta più originale, spiazzante, coraggiosa degli ultimi anni e come ha detto lui a noi «in questo momento potevo esistere solo a X Factor». Ora dovrà (r)esistere anche fuori dalla riserva indiana della squadra di Agnelli. Perché X Factor sarà crudele nei suoi meccanismi, ma è anche un luogo dove si può esprimere chi viene rifiutato dal mercato.

gIANMARIA voto: 8

Timido ma efficace con Samuele Bersani – sempre bravissimo anche se a disagio su quel palco – anche perché è la performance più classica che ha fatto in tutta questa edizione di X Factor. E dimostra definitivamente che su questo palco ha perfezionato la “canna”, ora canta, prima parlava melodicamente. E questo gli toglie un po’ di personalità, che recupera con Alexander Platz. Riscritta meravigliosamente, cantata meno (al di là del problema tecnico), ma è un artista, uno che ha cose da dire persino su città che ha visto distrattamente e periodi storici per lui lontani. Ha una cultura istintiva, un intuito acuto, una sensibilità intellettuale rara. E tutto questo pronunciando solo la vocale o. Brovo, signor g.

Benjamin Clementine voto: 7

Ha ragione Agnelli quando sottolinea la grandezza di quest’artista che si mette a servizio completo di un giovanissimo concorrente di un talent. Con umiltà, impegno e lo sforzo naturale di mettere in luce Fellow, di fare un passo indietro senza fargli mancare l’aiuto del suo enorme talento. Non a caso quasi riesce a coprire la stecca di Fellow, tanto è in palla. Per dire La Rappresentante di Lista ci ha offerto sì una delle sue migliori performance e probabilmente la cantante è stata la migliore degli artisti invitati per i featuring, ma lo è stata troppo. Per metà canzone Erio non lo abbiamo sentito, al massimo rimpianto.

Baltimora voto: 6

Merita la finale, degli esponenti del “bel canto” in versione pop, è l’unico che ha carisma, è quello che è cresciuto di più e che ha saputo trovare una sua strada indipendente, fatta anche di sperimentazioni sulla voce, sui movimenti del suo corpo, sui generi da affrontare. Il voto basso perché come ad Agnelli (toh, parlo ancora di lui), non ci va giù la furbata dei giudici di aver fatto fuori Erio. Che guarda caso arrivano alla finale ognuno con un concorrente, una coincidenza statistica rara che si presenta solo in alcune occasioni, di solito il penultimo giovedì di X Factor. Nelle ultime puntate Baltimora è stato audace ma sottotono. Alla finale si liberi – magari non ballando come ha fatto con Fulminacci, aveva l’agilità e la grazia di Luca Giurato – e dia tutto. Lo deve a se stesso, a noi e pure a Erio.

Fellow voto: 5

Come spesso accade ai concorrenti di Mika, inseguendo il mercato e l’universalismo, perdono la loro identità. Lui ne è la dimostrazione: non ha mai, o quasi, sbagliato un pezzo, ma è difficile davvero ricordare con emozione una sua prova, se non quelle, come ha detto Agnelli (sì, lo so, in queste pagelle lo abbiamo citato più volte di quanto Emma abbia pronunciato la parola empatia), «al piano e col tuo vocione». Ma è arrivato in finale nonostante una semifinale con un paio di stecche, quindi alla fine ha ragione Mika. Lui è la fotografia della (finta) contraddizione di X Factor: conta vincere o entrare nell’immaginario collettivo? Essere Licitra o i Måneskin (bravi a tornare sul palco che li ha lanciati e a pagare il loro debito con X Factor nell’anno migliore per loro e più difficile per il talent)?

Mika voto: 4

Quella polo verde catarifrangente mi ha causato danni permanenti alla vista. E la sua strategia di sparare cannonate contro la band che potrebbe vincere quest’edizione è irritante e ora fin troppo scoperta. Il Mika che conoscevamo nelle ultime puntate di ogni edizione cambiava marcia, sopperiva alle squadre demenziali che metteva insieme col suo sarcasmo corrosivo, con la sua intelligente capacità di far incazzare gli altri giudici, la competenza che mischiava alla giusta malizia. Ora è soltanto inesorabilmente figo, uno che ammicca alla telecamera ricambiata. E va bene anche così, ci accontentiamo, ma quand’è che è diventato il Derek Zoolander della musica?

Emma voto: 3

L’avvoltoio di Aldo Giovanni e Giacomo è passato per Narnia ed è diventato bianco. Bella anche l’idea degli adesivi per occhi che ricorda il trucco di una sua famosa collega, Jerrica in arte Jem, delle Holograms. A parte vestiti e make up, abbiamo capito che Emma Marrone non è negata per la tv, ma solo per X Factor. Il tono della voce e le incazzature assomigliano molto a quelle di Tina Cipollari a Uomini e donne, i bronci e le “proteste” alle provocazioni altrui sono più da Grande Fratello Vip. Riesce nel miracolo di passare dalla parte del torto in un nanosecondo, nonostante avesse ragione da vendere. «Amo le persone più intelligenti di me», le dice Agnelli, che ci va giù pesante, lei prima reagisce istericamente, poi gli risponde pure a tono – «perché quando hai avuto l’occasione non hai salvato Erio?» – ma esagera, straparla e alla fine si fa apostrofare da sua Maestà con un «non sei al centro dei miei pensieri». Quando la scelta di Manuelito di fingersi morto – almeno a Hot Factor – risulta decisamente più intelligente.

Regole scritte e non scritte voto: 2

Arrivati a ridosso della finale, possiamo dirlo: il regolamento di X Factor è un Porcellum degno di Calderoli con le doppie eliminazioni e il Cencelli che non doveva mai squilibrare le squadre. Credo che nessuno prendesse le scommesse sull’eliminazione di Erio: un’intera edizione da favorito e una semifinale da agnelli (pardon, agnello) sacrificale. Bastava conoscere X Factor per sapere che nessun giudice doveva rimanere senza pretendenti alla vittoria finale e che almeno una band doveva esserci in finale. Agnelli l’ha presa malissimo perché sa che è un gentlemen’s agreement insensato e demenziale.

La replica di Quattro Matrimoni voto: 1

Come vi siete permessi? Ripropormi una (bellissima, va detto) puntata invece di darmi una primizia? Che la mia campagna solitaria per portare Costantino della Gherardesca a X Factor dia fastidio ai poteri forti? Che lo abbia bruciato con il mio amore per lui? Insisterò finché non lo vedrò a quel tavolo, anche se questo dovesse costarmi vedere per la terza volta Elena, la sposa di Aosta, che parla dei matrimoni del sud come se fosse appena uscita da un safari. Con quell’«è bello» a cui manca solo il «ma non ci vivrei». Avete presente quelli che dicono «che carini questi lemuri», poi gli saltano addosso e invocano la liberalizzazione della caccia? Ecco.
 Infine, agli amici della mozione Costantino della Gherardesca presidente della Repubblica, dobbiamo ancora aspettare. Il ragazzo è troppo giovane.