X Factor 2021, le pagelle della finale: neanche Baltimora avrebbe fatto vincere Baltimora | Rolling Stone Italia
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X Factor 2021, le pagelle della finale: neanche Baltimora avrebbe fatto vincere Baltimora

L'anno zero post Cattelan finisce col vincitore che, lasciato solo sul palco, chiede: «Ora che si fa?». Esatto, c'è da capire dove vuole andare il talent: rinnovarsi radicalmente o sparire come all'estero?

Il vincitore di X Factor 2021, Baltimora

Foto: Bianca Burgo

Si conferma la maledizione delle band nonostante i Bengala Fire incendino il Mediolanum Forum (il Chris Martin di ieri può al massimo spicciare casa a Mario e soci), perde all’ultimo il grande favorito gIANMARIA e vince nell’incredulità generale, la sua compresa, il buon Baltimora.

Finisce l’edizione più discussa di X Factor, l’anno zero post Cattelan e le criticità non sono poche. L’impressione è che o si compie davvero la rivoluzione finora annunciata (“come as you are”) ma disattesa e si fa un giro di vite pure tra i giudici o il talent rischia di far la fine dei cugini oltre confine. Chiudere.

Manuel Agnelli voto: 10

Dateci sempre il nostro Manuel settimanale. C’è chi dopo X Factor entra in astinenza (presente). Come fai a fare a meno di chi definisce la parabola dei Måneskin come «la favola scritta da un Walt Disney che si fa le canne»? Come fai a non amare quella rockstar che nel duetto si mette a cantare i Cure con i Bengala Fire facendo da spalla a Mario, suonando per loro e caricandosi addosso i due passaggi più critici di quel pezzo? Come fai a non godere dell’entusiasmo e della passione con cui gioca a questo talent, dello sguardo che gli si accende in un Forum pieno, del suo amore per la musica? Come fai a non inginocchiarti a Sua Maestà? In una edizione che non ha trovato concorrenti abbastanza carismatici e trascinatori veri, in un anno di transizione, lui si è caricato addosso il programma, le sue prospettive, la voglia di andare oltre. Perché lui è uno che può arrivare in alto e oltre come ne La profondità degli abissi. E parafrasandolo, sa farlo con la spudoratezza e la raffinatezza con cui uno dice «grazie, grazie, grazie e poi ti disegna un pisello sul vetro della macchina». Credo che sia ora di assumerci una responsabilità civile: il nostro ha più di 50 anni, non prendiamoci in giro, è il Presidente della Repubblica di cui abbiamo bisogno. Immaginatelo il 31 dicembre, discorso alla nazione a torso nudo e poi concerto live davanti al Quirinale. Vai ai mondiali, nell’intervallo scende in campo e si prende tutto lo stadio. Olimpiadi in Italia e nella cerimonia di inaugurazione canta con Damiano.

Bengala Fire voto: 9

Foto: Sky

Mi devono una birra. Durante il medley sono salito sul tavolo a cantare a squarciagola e ballare. E ne ho fatta cadere una. Mario accetta di buon grado di farsi truccare da Damiano David, lui e i suoi ragazzi giocano pesante nonostante i superospiti siano band che il palco lo occupano con autorevolezza e selvaggia sfrontatezza. I Bengala Fire suonano da dio, lui il palco ormai se lo mangia: non sfigurano e anzi danno la migliore prova live tra i quattro finalisti. Sono cresciuti tanto, ma nell’atto finale di questo X Factor hanno fatto qualcosa di meraviglioso e niente affatto scontato: si sono divertiti, hanno scopato con quel palco (Mario a un certo punto si è messo per terra, a favore di camera, e ha fatto l’amore con la musica e il pubblico) e sono stati così perfetti da essere quasi porno. Per questo arrivano solo terzi, il pubblico di X Factor alla fine è il pubblico di Sanremo che ce l’ha fatta. E tra il rock vero e due ragazzini che urlano imbronciati facendo sentire al sicuro le sciure con un fremito di apparente trasgressione mentre i giovani borghesi ribbbelli si sentono protetti dalle loro facce da bravi ragazzi, i bravi spettatori di XF scelgono sempre i rassicuranti solisti corrucciati. 
Ma io il primo concerto che mi vedrò sarà quello dei Bengala Fire. E pogo pure fortissimo.

Baltimora voto: 8

Vince uno bravo, ma che ha dovuto trovarsi uno pseudonimo per la paura che ce lo dimenticassimo. Vince il bel canto pop perché il teorema Licitra funziona sempre e perché uno intonato in un talent, se ha dimostrato di non sfigurare in più di tre generi, è come un polivalente nello sci alpino, alla fine la Coppa del Mondo se la porta a casa pure solo arrivando sempre sul podio. Edo vince così, senza crederci neanche lui, anzi contestando il voto da casa e dei giudici. In semifinale mentre eliminavano Erio scuoteva il capo indignato, ai Bengala già stava dando il numero di telefono con lo scetticismo degli amici della spiaggia che già sanno che non ti chiameranno mai e alla fine esulta quasi con disappunto, alla vittoria è sconcertato e urla «non ha senso, non ha alcun senso». Ecco, chi siamo noi per contraddirlo? Non meritava di vincere, ma non è mai stato il peggiore. Non meritava di vincere, ma non ha sbagliato una puntata e ha finito in crescendo. Per chi se lo ricorda, è stato come il Monir di Masterchef 10: fine tattico, mai il migliore ma capace di rischiare al momento giusto. E alla fine era tra i pochi a poter mettere d’accordo tutti. Tranne se stesso, sta pensando di fare ricorso. Ah, alla fine nonostante il nome d’arte, se lo sono dimenticato: sul palco, da solo: Mika si faceva fotografare da Agnelli tra i coriandoli, Ludovico era sparito, lui si chiedeva perso «che succede, ora che si fa?».

Emma voto: 7

Emma trova la sua miglior puntata proprio nella finale. Lo capisci subito: look clamoroso, taglio di capelli pazzesco, altro che gli avvoltoi scuoiati delle ultime settimane. Poi il duetto: canta “male” per poter valorizzare gIANMARIA, modulando tono, ritmo, parlato sul suo pupillo, creando l’armonia che a lui manca ma non sovrastandolo mai (mentre Mika sancisce l’eliminazione di Fellow gareggiando con lui su una sua canzone!). Nella più rischiosa delle manche lei se lo prende in braccio e lo porta oltre. E pure le assegnazioni sono fatte per tenerlo in sicurezza. Persino troppo e così gIANMARIA fa la fine di Bersani con il M5S: vede sfumare sul filo di lana un trionfo dato per scontato. Senza neanche essersi macchiato della colpa di un balletto sul tetto al ritmo di “smacchiamo il giaguaro”. Emma non è fortunata: nella puntata in cui non sbaglia nulla, perde col favorito. Quando non sono io a essere cattivo con lei, ci pensa il destino.

Hell Raton voto: 6

Squadra che vince non si discute. La sufficienza gliela diamo, anche se è stato il giudice meno in forma della stagione, va pure detto che i suoi arrivano sempre in alto. Produttore e manager, a livello artistico sbaglia anche questa volta quasi tutto quello che può, compresa la scelta dei Red Hot Chili Peppers per Baltimora, quasi a cercare di farlo eliminare subito. Edo decide di cantare un’”altra” canzone per salvarsi la pellaccia e per non finire travolto (versione brutta la sua, ma almeno non va a sbattere con l’originale), mentre lui picchia sulla batteria come può. Scampato a quella prima manche, sul medley il ragazzo torna a casa (ma quanto è bella la sua Parole di burro) e poi va a vincere con una volata finale e pure questa volta nonostante i non eccelsi appelli del suo giudice. Al 3 della resa televisiva di quest’anno di Hell Raton però va affiancato il 9 che merita da leader della sua squadra: il finale in accelerazione di Baltimora, con tanto di incursioni in generi diversi, è dovuto alla sua strategia e gliene va reso merito. Ora mandiamo in diretta Salmo e lui a fare da coach e avremo una squadra quasi imbattibile.

gIANMARIA voto: 5

Foto: Sky

Vincitore annunciato ma come dice il Trap (Trapattoni, non uno che usa l’autotune) non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. E infatti. Nelle ultime puntate ha pensato ad amministrare il vantaggio e già questo fa paura in un 19enne che ha una maturità quasi inquietante in come si gestisce e per la consapevolezza con cui lo fa. Oltre che nella scrittura: sembra aver vissuto una dozzina di vite prima di questa. Il problema è che a un certo punto ha smesso di stupirci, ma non ci ha mai deluso. Ed era il vincitore perfetto: talento indubbio, già autore di livello, faccia pulita e malinconia a pacchi. E alla fine si è pure sciolto sul palco, con tanto di gilet a pelle e poi torso nudo che gli varrà la prossima copertina di Cioè. Non è servito: hanno preferito il ragazzo acqua e sapone che non parlava di suicidi e che ha saputo scattare al momento giusto e crescere come artista e personaggio quando mancava poco al traguardo. gIANMARIA paga anche la monotonia di un genere che gli consente sì di sfruttare un po’ slealmente melodie conosciutissime cambiandone i testi, ma che alla fine questi ultimi li fa assomigliare un po’ tutti (e non aiuta quella pronuncia che vira tutta sulla o). Il colpo di grazia probabilmente è stato il tentativo di sembrare più pop e ammiccante. Non gli hanno creduto.

Mika voto: 4

Pronti via, fa eliminare Fellow cantando con lui una sua hit di una decina d’anni fa, Underwater. E, va detto, è pure adatta al ragazzo. Ma come un padre che gioca a calcio al parco con i figli ed entra a piedi uniti sui pargoli di 3 e 5 anni perché vuole vincere comunque, iniziato il pezzo si dimentica che siamo in un talent e che lui non può vincere e lo sfida. E se Mika si prende il palco non lo restituisce più. Lo capisci quando si mette davanti al ragazzo e guardandolo fisso negli occhi sembra Massimo Ranieri nell’ultimo Sanremo quando entra a cantare Perdere l’amore mentre Tiziano Ferro arranca. Non ha pietà, si ferma solo all’ultima nota quando Fellow non va ko solo perché è arrivato il gong. Poi, per carità, senza l’angoscia delle eliminazioni, si rilassa, tanto da rimanere in canotta bianca (ma quanto è figo) e dispensare complimenti a tutti. E proprio così abbiamo capito che per lui dovrebbero inventare il ruolo di giudice senza portafoglio. O conduttore-giudice. Lui intrattiene, sferza, diverte. Gli altri scelgono i concorrenti. Lui magari conduce e poi fa valere il suo voto e i suoi giudizi, ma non fategli scegliere chi va ai live, vi prego. Quelli magari li facciamo selezionare da Costantino della Gherardesca (lo chiamate sì? Che qui Manuelito ha voglia di continuare quanto di guardare il nuovo film di Pio e Amedeo).

Coldplay voto: 3

Deludenti. La cosa migliore che fa Chris Martin è l’intervista con Ludovico Tersigni (e indicare Mika mentre canta, ma Damiano ha fatto di meglio: un bel cinque ad Angelli e baciamano a Emma). Lì fa il finto simpatico esattamente come con quella inguardabile maglietta attillata fa il falso magro. Dovrebbero sapere che i gruppi pop invecchiano peggio e decisamente più in fretta di quelli rock e Martin ha avuto un tracollo che assomiglia molto a quello del sottoscritto negli ultimi tre anni dopo due figli. Fisicamente e artisticamente (per fortuna posso prenderlo in giro, verso i divi eterosessuali nessuno ti accusa di body shaming, però magari Emma e Cmqmartina possono stupirmi) è sempre meno credibile. Temo che non aiuti il fatto che la tua ex moglie metta in commercio candele al profumo della sua vagina e la tua ultima compagna diventi testimonial di un plug anale. Peraltro, diciamocelo, due regali bellissimi per Natale se solo sapessimo cosa siano. Però di sicuro saranno più utili e piacevoli dell’ultimo CD dei Coldplay (di cui non hanno voluto parlare, che simpatici). Ah, il confronto con i Måneskin è stato ingeneroso, la band romana ha tenuto il palco alla grande (stage diving compreso in cui dobbiamo capire ancora se stavano cercando di togliere le mutande o il microfono a Damiano) e poi con classe hanno fatto una pessima intervista per non surclassare la popstar che li ha preceduti (il frontman romano al conduttore romano insieme ai musicisti romani – Guia Soncini avrà avuto un mancamento – continuava a ripetere solo «bellissimo», forse c’era uno specchio di fronte a lui). Insomma, aveva ragione Manuelito, che settimana scorsa li ha schifati.

“Bambola” voto: 2

Matteo Milazzo in finale a X Factor, sia pure fuori concorso. Eravamo convinti avesse passato le audition, ma non era così. Ci è mancato, tanto, questo catanese neomelodico. Abbiamo visto Hot Factor solo per vederlo tra i recuperi. Ed è stato un bel sacrificio. Ok, non è vero, Hot Factor lo guardavamo per la conduttrice.
 Comunque, potevano ospitarlo in qualsiasi momento, persino farlo cantare con i giudici, i concorrenti, il conduttore, duettare con Erio. Quello che volevano, quando volevano. Ma in finale che senso ha? Ve li immaginate i Coldplay che poco prima di salire sul palco vedono il simpatico Matteo e chiamano il loro manager per sapere la penale del contratto? Milazzo o hai il coraggio di prenderlo in squadra o non lo metti ad aprire la finale. Ok, ho mentito, per una volta volevo scoprire cosa si provasse a essere un radical chic benpensante, è stato tremendo. Ora torno sotto la doccia a urlare “Sogni le copertinee tu non vuo studiaa. A scol u professor a fatt nnamura, hai dieci in amore. Bambolaaaaa”. Altro che due, venti: due volte 10.

Mi avete tolto ‘Quattro Matrimoni’, bastardi voto: 1

Per carità, la scombinata anteprima “Indovina chi viene a cena?” dedicata al mio amato Masterchef mi è piaciuta, con tanto di cena dei tre giudici con i vecchi concorrenti. Per carità sotto il plaid che ho dovuto mettere a notte fonda, mi è andato bene anche Quattro ristoranti (Giada e Alice, io non solo voglio venire ai vostri ristoranti, voglio proprio invitarvi a cena). Mentre mettevo su il Nescafé per finire queste pagelle, ero pieno di fiducia nella vita, già immaginavo Costantino della Gherardesca che brutalizzava comodamente seduto su un divano una sposa a caso. Roba che se fosse stato lui l’antagonista in Kill Bill Uma Thurman neanche si svegliava e se lo faceva si fermava subito perché massacrata con massimo tre parole al vetriolo per quella tuta gialla. Ma nulla, attesa vana. Sparito. Mi avete tolto Quattro matrimoni bastardi. Voglio solo sperare che Costantino fosse al Mediolanum Forum a prendere le misure del suo posto al banco dei giudici.