‘The Voice Senior 2’, il ritorno delle ugole arzille | Rolling Stone Italia
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‘The Voice Senior 2’, il ritorno delle ugole arzille

L'indiscussa star del programma Orietta Berti, i concorrenti, un grande e incompreso Clementino: viva il talent che conferma che può esistere anche una tv over 60, ma gagliarda nell’anima. I nostri voti alla prima puntata

Antonella Clerici e i giudici di 'The Voice Senior'

Foto: Rai

They are back! Ovviamente stiamo parlando di loro: delle ugole arzille di Rai Uno, dei “se non ora, quando (anche perché si è fatta una certa…)?”. Insomma l’avete capito, da ieri sera The Voice Senior è tornato su Rai Uno con la prima puntatona della seconda edizione. Ecco com’è andata, cosa ci è piaciuto e cosa non potremo mai dimenticare (vero Orietta?).

Ritmo: 0, quindi voto 10

Il coraggio di The Voice Senior è tutto racchiuso nel suo ritmo (inesistente). Qui non si corre. Non si urla. Perfino la réclame (che poi sarebbe la pubblicità) viene introdotta con tatto e calma placida dalla conduttrice Antonella Clerici: non sia mai che uno spot colga di sorpresa qualcuno… Praticamente The Voice ha lo stesso tasso di adrenalina che si respira nelle case di riposo. E sapete una cosa? Va benissimo così, anzi, proprio questa è la forza del programma: sdoganare la vecchiaia come una possibile terza età del linguaggio televisivo, chiamato a sommarsi a quello giovanile, anziché a soccombervi. Possono infatti esistere più modi di fare televisione e convivere pacificamente tra loro. A dimostrarlo sono gli ascolti: la prima puntata di The Voice Senior è volata a 3,6 milioni e il 18,6% di share, dando la polvere ai 2,9 milioni di fan del Grande Fratello Vip (19,3%). D’altronde il pubblico over 60 esiste: perché non può esistere anche una tv over 60, ma gagliarda nell’anima?

Orietta Berti: voto 8

C’è, è l’indiscussa star del programma ma a lei, sotto sotto, sembra non fregare granché di tutto quello che le sta accadendo intorno. Pare che la sera prima non abbia dormito (lo dice la stessa Berti a Clementino), fatto sta che Oriettona nostra passa l’intera puntata a guardarsi intorno con uno sguardo a metà strada tra l’indifferente e l’interrogativo. Durante le blind audition è sempre l’ultima a premere il pulsante rosso e, quando le sedie si girano (anzi, quando fanno trik trok come dice la Clerici), tiene gli occhi a fessura sul cantante di turno, restando in silenzio. E tu, da casa, pensi: “Dorme, Orietta sta decisamente dormendo”. Comunque, quel poco che Orietta dice e fa è esilarante: “L’ultimo premio che ho vinto è stata la Castagna d’oro”, annuncia con la stessa serietà con cui Lady Gaga parla dei Grammy; e alla Bertè, che si era appena conquistata un arzillo rocker dai pantaloni strappati, fa notare: “Loredana, però gli devi regalare un paio di pantaloni nuovi!”. Inoltre è bastardissima: “Hai più tecnica che voce, ma voglio comunque lavorare con te”, commenta al 66enne Walter, senza farsi sciogliere dalla sua storia personale (ha un bambino diversamente abile), mentre alla povera Benedetta che ha portato Mille osserva: “Sembrava una canzone diversa: le note non erano quelle. Lei è un soprano, vero? Ah, ecco”. Mitica. Chissà cosa ci riserverà la Berti quando uscirà dal torpore mistico di questa prima puntata.

I concorrenti: 10, quindi 6

Non finiremo mai di ringraziare Rai Uno per averci liberato dall’effetto Corrida (al solo ricordo dei campanacci da mucca, ancora rabbrividiamo). Tuttavia a questo giro i concorrenti hanno fatto fin troppo bene i compiti a casa. Sono tutti bravi, anzi bravissimi. Di più: tre quarti di loro sono ex professionisti che, per una ragione o per l’altra, hanno dovuto mollare o hanno deciso, tardivamente, di mettersi in proprio, come la corista di Gigi D’Alessio. No, scusate, ma così non vale: dov’è l’epopea dell’uomo comune, che solo a un passo dalla morte (o giù di lì) ha il coraggio di tirare fuori dal cassetto il sogno di una vita, ossia cantare? Dov’è la retorica del “sto per la prima volta su un palcoscenico vero” se, per una ventina di anni precedenti, hai già assaporato il brivido degli applausi? Scusa, Maria, ma io esco (ah, no, quello è un altro programma…). Ci credo poi che ogni esibizione si aggiudica quattro sì: se sono ex professionisti, è il minimo sindacale. Rivogliamo i nostri senior&incompresi. Subito.

Clementino: voto 9

Nessuno se lo fila: per tre quarti della prima puntata i concorrenti scelgono puntualmente la Bertè o il gettonatissimo Gigi d’Alessio. Al massimo, Orietta Berti. Lui zero: incassa giusto qualche sorriso, alla stregua di un premio simpatia, ma più di questo niente. Eppure senza di lui The Voice Senior non sarebbe la stessa cosa. Clementino è infatti l’unico che sembra divertirsi per davvero, dimostrando che la tv della terza età può essere una magnifica giostra anche per i pischelli nell’animo. Balla, si alza, cazzeggia, indossa addirittura un naso da Pinocchio. La sua energia è così contagiosa che finisci per credergli e pensi: “Ammazza se è divertente questo The Voice Senior”. In realtà non è vero, il programma è una palla pazzesca senza ritmo e con canzoni agé, ma lui appunto balla, si scatena, e tu finisci per andargli dietro. Ecco perché per noi ha vinto Clementino, anche se non vincerà mai (garantito).

Amore: voto 10

Infine, una nota di colore. Ma come sapevano amare (e copulare) i giovani di una volta? No, scusate, ma è davvero pazzesco. Sul palco di The Voice Senior si sono esibite persone coniugate da 40 o addirittura 50 anni. E sempre e solo con la stessa persona. E che dire di Edoardo Oliva, quello che ha cantato la Rumba degli scugnizzi? È l’ultimo di 11 figli e dato che sua madre l’ha avuto a 48 anni, la sorella maggiore era già anziana quando lui è venuto al mondo. Morale: oggi Edoardo ha 250 nipoti (contati) di cui molti a loro volta nonni…