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Temptation Island: dateci dei seduttori veri e solleveremo il mondo

Un giorno ci chiederanno conto della supercazzola di Arcangelo che torna, si fa perdonare da Nunzia e poi la molla con il più classico dei “non ti merito”

I ralenti. Le battute di Massimo. Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia a commentare Ilaria, la sua rabbia e soprattutto il fatto che lei, al falò, non si è risparmiata nulla e del suo coattissimo fidanzato ha detto invece proprio tutto, tranne forse le misure intime.

Un giorno ci chiederanno conto di Temptation Island, della supercazzola di Arcangelo che torna, si fa perdonare da Nunzia e poi la molla con il più classico dei “non ti merito”, di Javier lo zerbino, uno che ha studiato la strategia di rimorchio sul Bignami e non finendolo neanche tutto, di Katia che sta iniziando a rosicare e rischia di perdere la palma di nostro idolo ma che la recupera subito quando il suo tentatore le propone un’esterna da arresto mentre Vittorio, che pure prova a “svegliarsi” come ordinato da lei, continua a far la figura del pesce lesso a ogni pinnettu.

Quella di ieri è stata una delle puntate più brutte, sciatte, noiose della storia di questo reality, tanto da provocare colpi di sonno continui, eppure quella messa in scena assurda – i video del falò incorniciati a tutto schermo da un tablet sono imbarazzanti, così come il montaggio che a volte sembra quello casalingo di un liceale alle prime armi con il girato dei suoi 100 giorni -, quei tentatori lobotomizzati che nei momenti di maggiore acume ripetono con voce sexy e profonda l’ultima frase pronunciata dal loro interlocutore ti fanno cadere le braccia.

Perché non possiamo farne a meno, perché lo share ci dice che siamo sempre in tanti, in troppi a guardare queste coppie implose che mettono le loro crisi in vendita in tv e per di più in saldo?
Parliamoci chiaro: non sono belli, non sono simpatici, le loro battute e situazioni non sono scritte bene. Sono goffi – tranne forse Massimo che nel commento dei video di Ilaria qualche risata te la strappa, e Katia che sembra abituata a parlare da sola e lo fa con efficacia anche davanti alla telecamera -, sono imbarazzanti nella loro incapacità di far fronte a qualsiasi complessità, se passassero in spiaggia accanto a te neanche li noteresti, tra tentatrici troppo grottesche nel trucco e nell’acconciatura e nel vestirsi per essere davvero belle e uomini che sembrano usciti da una pubblicità per modelli, ma sfigata, di quelle che vedi sui giornali locali.

Temptation Island è il peggio del Grande Fratello, di Uomini e Donne e pure dell’Isola dei Famosi (con i concorrenti che a volte arrivano da altri reality e di cui sui social e sui siti si parla come di persone note mentre ti chiedi chi diavolo siano) mixato male, ma poi eccoti lì.

Stai lì perché hai bisogno di ridere di loro, per poi riconoscerti a tradimento in una delle loro frasi, pensieri (se ne hanno), dialoghi. Scoprirti brutto, goffo, vendicativo – Ilaria che parla delle corna che le ha messo Massimo e poi torna al gran galoppo da Javier facendogli capire che farebbe di tutto – è una sorta di perverso atto autolesionista che puoi fare di fronte a un programma abbastanza mediocre da non farti sentire troppo in colpa.

Ecco perché quello che sembrava il più squallido di tutti, Arcangelo, esce fuori quasi come un eroe: perché nella terza puntata, in un barlume di furba lucidità (evidentemente voleva lasciare Nunzia e ha cercato un pretesto) ha deciso di confessare chi fosse con una sincerità disarmante. Ed è stato inquietante vedere un sistema di valori comporsi davanti a noi, nel malcelato orgoglio di quella coppia scoppiata, quasi che avere un gallo cedrone come uomo e una “sottona” come donna accanto fosse un merito. Pazienza se lì vedevamo 13 anni insieme sgretolarsi senza appello, Temptation Island è il Colosseo della tv trash, in cui dovrebbero smetterla con tante ipocrisie e cominciare a concederci di fare pollice verso per decidere noi di uccidere le storie d’amore.

Quella squallida normalità è tragicomica e noi, spettatori, siamo vampiri che sul nostro divano ci sentiamo migliori solo perché ne ridiamo, non a caso non sopportiamo David e Cristina, poco innamorati e reduci da Uomini e donne, che sono il gioco a carte scoperte di questa edizione: il loro presunto amore è nato in tv, ora è messo in pericolo in tv. E’ visibile lontano un miglio che non hanno nulla di vero, che sono così abituati a simulare sentimenti da non provarne più uno sincero o almeno verosimile. Loro ci ricordano dove siamo.

Rimangono Jessica e Andrea, che nei loro errori, nella violenza delle loro reazioni, insieme a Massimo e Ilaria (che dalla loro hanno una capacità di insulto rara, oltre che di battute a commento delle reciproche scorrettezze irresistibili), sembrano meno plastificati. E infatti ne stanno uscendo a pezzi, incapaci di proteggersi dal gioco al massacro, vittime perfette per i nostri canini.
Vi avevo, infine, già detto del mio desiderio di far parte del pool di autori di questa trasmissione. E ho capito cosa le manca: per farci godere davvero, per smascherarci e mostrarci in tutto il nostro cinismo feroce, devono migliorare tentatori e tentatrici. Non questi bambolotti gonfiabili a cui premi gli addominali, prendi la mano o baci la guancia e dicono cose del tipo “ma come fa lui a non saltarti addosso?” o “E cosa vorresti fare stanotte?” oppure “Anche io cosa farei…”, ma uomini e donne che indurrebbero al peccato anche un santo, seduttori affascinanti che leverebbero la pelle anche a Milly Carlucci (perdonatemi, è il mio ideale di purezza televisivo), seduttrici spudorate che farebbero sembrare un uomo fatto di carne pure Filippo Bisciglia. Allora si che ci divertiremmo e Temptation finirebbe a reti unificate.

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