Storia di tutte le bestemmie (e relative esplusioni) nella tv italiana | Rolling Stone Italia
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Storia di tutte le bestemmie (e relative esplusioni) nella tv italiana

In tv si può dire tutto, ma non bestemmiare. È una regola che dagli anni ’80 resiste a qualsiasi cambiamento. E Silvano Michetti dei Cugini di Campagna è solo l’ultimo caso di una lunga serie

Se le vie del Signore sono infinite, sono tantissime anche quelle che hanno portato numerosi personaggi televisivi a essere cacciati (o sospesi) dalla televisione dopo averlo imprecato. Da ultimo, il batterista della storica band I Cugini di Campagna, escluso dall’Isola dei famosi subito dopo il suo sbarco sulla spiaggia di Cayo Cochinos. Silvano Michetti è stato espulso per aver pronunciato un’espressione blasfema nella diretta condotta da Ilary Blasi dello scorso lunedì 4 aprile su Canale 5. Il concorrente 74enne, batterista e co-fondatore del gruppo, era appena arrivato sull’isola accompagnato dal collega e cantante Nick Luciani, ma, dopo aver avuto qualche problema ad arrivare, è incappato nello scivolone. Il musicista, nel rispondere alle perplessità di Alvin, inviato in Honduras, si è fatto scappare una bestemmia che è riecheggiata in studio e nelle case di chi stava seguendo la trasmissione. La conduttrice e gli altri opinionisti non hanno sottolineato l’accaduto, arrivando a chiudere la puntata, ma certo l’episodio non è sfuggito ai social e alla produzione. Da qui la presa di posizione di Mediaset, che ha deciso di allontanarlo e di fare pubblica ammenda: «Ci scusiamo con i telespettatori per l’episodio inaccettabile».

Ma quello di Michetti non è il primo e, probabilmente, non sarà l’ultimo caso simile. La tv italiana, infatti, consente tutto tranne la blasfemia. È una regola che prima era non scritta e da qualche anno invece è presente in molte liberatorie per apparire sul piccolo schermo. Guardandosi indietro, i casi sono molti e spesso legati, appunto, ai reality. Nel 2004, due episodi simili avvennero in due diversi programmi. Il primo alla Fattoria condotto su Italia 1 da Daria Bignardi. Protagonista, in negativo, Roberto Da Crema, che con il suo fare provocatorio, tipico delle televendite con cui era diventato famoso, si lasciò scappare l’imprecazione fatale. “Il Baffo”, però, allora venne subito ripreso dalla Bignardi e da Alba Parietti in studio, e successivamente allontanato. Storia analoga, sempre nel 2004, quella di Guido Genovesi, che al Grande Fratello condotto da Barbara D’Urso sbottò in maniera veemente pronunciando ripetutamente diverse bestemmie, tanto da provocare le reazioni dell’Osservatorio sui minori e del Codacons. Conclusione? Espulsione immediata.

Nonostante i precedenti, i concorrenti non sono poi riusciti a imparare la lezione. Solo due anni più tardi, nel 2006, a cadere nelle maglie della censura anti-blasfemia fu Massimo Ceccherini. Concorrente dell’Isola dei famosi condotta da Simona Ventura, da buon toscanaccio, a un certo punto urlò un’imprecazione che non lasciò spazio all’interpretazione. L’esito fu soltanto uno: espulso. Identici i casi del 2017, dove furono ancora due i concorrenti eliminati, entrambi al Grande Fratello. Nel primo caso a incappare nell’imprecazione blasfema fu Marco Predolin, nonostante alle spalle avesse una lunga carriera in televisione come conduttore. E nella stessa edizione anche il comico Gianluca Impastato venne squalificato per aver pronunciato una bestemmia, benché all’interno di una (presunta) gag nella quale imitava il collega Diego Abatantuono.

Le imprecazioni ingiuriose in tv verso Dio, comunque, nel tempo non sono arrivate soltanto durante i reality e non sempre per responsabilità dirette. È del 2014 il curioso episodio che vide protagonista Tiberio Timperi, il presentatore di Uno Mattina in Famiglia. Non una bestemmia in diretta, ma quella espressa durante un fuorionda (per un errore di regia) fece scoppiare un mare di polemiche e portò a una sanzione nei suoi confronti da parte della Rai. Così come accadde indirettamente ad Amadeus.

Durante il Capodanno 2016 da lui condotto, il responsabile degli SMS che venivano mandati in sovrimpressione durante il conto alla rovescia se ne fece scappare uno ingiurioso nei confronti della religione e in seguito venne sospeso anche il conduttore, che, a sua insaputa, aveva continuato a presentare l’evento. Ma in questa breve storia della bestemmia in tv c’è anche un “caso zero” che risale al 1984. Fu infatti Leopoldo Mastelloni il primo ad essere punito dalla Santa Inquisizione televisiva per aver pronunciato un’imprecazione a sfondo religioso durante la trasmissione Blitz. E la sua storia è, probabilmente, quella che portò alle maggiori conseguenze: dieci anni di allontanamento dalla Rai e una causa legale intentata da un avvocato nei suoi confronti che ne distrussero la carriera.