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Piccolo bestiario de “Il Collegio”

Guida al reality di Rai 2 che fa impazzire i giovanissimi, tra analfabeti funzionali, olio di fegato di merluzzo e un solo grido: «Marilù!»

Cora e Marilù Fazzini, tra le protagoniste del 'Collegio'

Se per stasera avete preso impegni, annullate tutto. Non potete perdere la seconda puntata de Il Collegio, show di Rai 2 che – parlo per me – rende quasi eccitante l’idea di pagare il canone.

Per i pochi che non sapessero di cosa stiamo parlando, Il Collegio è un reality che ha come protagonisti un branco di adolescenti scarsamente alfabetizzati che vengono rinchiusi in un istituto dove vivono come se fosse il 1968. Niente telefoni, niente internet, niente Instagram. Sì invece a inchiostro e pennino, alle divise, al salto della corda ma soprattutto a disciplina e regole, fatte rispettare da sorveglianti con un look a metà tra la Signorina Rottermeier e Tilda Swinton in Suspiria.

Neanche a dirlo, i corridoi dell’Istituto diventano ben presto sede di drammi, culturali («Mazzini era quello dei moti studenteschi del ‘68») e non. Tra le prove più ardue c’è “il taglio dei capelli”, che manda in tilt un buon 90% delle protagoniste dotate di shatush.

Poi l’olio di fegato di merluzzo a colazione, le lezioni di economia domestica e, chiaramente, qualche bravata che diventa caso nazionale, tipo il furto dei biscotti. Il tutto condito dalle lezioni e soprattutto dagli insegnanti, che sembrano usciti usciti freschi freschi dal libro Cuore.

Tutto è talmente surreale da diventare ipnotico e, detto tra noi, ha pure un effetto esorcizzante sulle figure demmerda che più o meno tutti abbiamo fatto a scuola. Come a dire: “ora tocca a voi, stronzi!”. E io vi guardo.

Tra la noia di programmi del genere come l’Isola dei Famosi – in cui anche l’effetto Cipriani ormai puzza di stantio, Il Collegio ha un pregio: fa ridere.

E quindi, visto che siamo persone a cui piace emozionarsi, abbiamo scelto i nostri concorrenti preferiti di questa edizione. Non i più bravi eh, che quelli son capaci tutti a sceglierli, ma quelli che per motivi diversi hanno spiccato nel microcosmo collegiale e che, abbiamo deciso, hanno bisogno di tutto il nostro supporto per superare l’esame finale, che non è nient’altro che una prova di licenza media prevista dal Ministero negli anni ‘60.

Matias Caviglia

Matias è il classico compagno di classe che non apre un libro perché troppo concentrato a diventare il bomber della squadra di paese. Conferma dello stereotipo dello sportivo senza cervello, ha però una interessante teoria sul significato della parola “lavoro”.


Ci sei simpatico Matias, quei “boh”, un giorno, si trasformeranno in farfalla.

Le gemelle Fazzini

Cora e Marilù Fazzini sono le nostre preferite, inutile girarci intorno. Sono caratterialmente opposte, Cora è una vera stronza mentre Marilù è un tesorino, ma hanno una caratteristica comune che le rende le concorrenti perfette: sono zarre. Le loro litigate sono già storia della TV e, in solo una puntata, ci hanno regalato un tormentone che ha più di 1 milione di views:

Giulia Mannucci

Romana, vincitrice del prestigioso titolo Miss Mondo Lazio, Giulia Mannucci frequenta l’Istituto Aeronautico Umberto Nobile di Cinecittà perché «sogna di fare il pilota di aerei». A giudicare dal suo seguitissimo profilo Instagram sembra che le ambizioni siano più “Taylor Mega oriented”, ma vogliamo crederci. Facci volare, Giuli.

Beatrice Cossu

Lei è la classica compagna di banco che sembra gentile ma in realtà è il diavolo. Quella che appena può fa la spia con i prof, per intenderci. E infatti, nella prima puntata Beatrice si comporta proprio così, infamando i colleghi sull’annosa questione del furto del cellulare (che comunque nel 1968 manco era stato inventato). Forse non sarai un grande esempio di correttezza, Bea, ma quelle come te rendono i reality più spicy. Avanti tutta.

Riccardo Tosi

Riccardo si merita un posto in classifica perché ci ricorda che, anche nei programmi trash, può esserci una storia interessante da raccontare. E ci ha pure insegnato qualcosa, mentre parlava ai compagni di quanto abbia sofferto perché vittima di bullismo durante la scuole medie. Una situazione da cui è uscito grazie all’aiuto dei genitori e degli insegnanti. Bravo, Ric. Daje tutta.

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