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Perché la seconda stagione di ‘Summertime’ è meglio della prima

La colonna sonora bomba, il cast (new & improved), il confronto tra generazioni. E poi: ma davvero è basata su Federico Moccia?

Ludovico Tersigni (Ale) e Andrea Lattanzi (Dario) in 'Summertime 2'

Foto: Netflix

Based on Moccia?

Coco Rebecca Edogamhe (Summer). Foto: Netflix

La prima stagione di Summertime era arrivata in pieno lockdown, e sbam: mentre noi stavamo in tuta sul divano e avevamo praticamente perso ogni speranza, la serie ci catapultava nel bel mezzo di una “normale” estate italiana al mare, tra party e amorazzi che durano il tempo di una vacanza. Questo era, plain and simple. Oggi lo stesso copione non sarebbe più bastato. Gli sceneggiatori quindi hanno deciso di sacrificare un po’ di leggerezza e, saggiamente, di allargare il racconto anche agli altri personaggi oltre la coppia di mocciana memoria protagonista. Al punto che, quando ti ricordi che è basato su Tre metri sopra il cielo, a volte pensi: what?!

Il cast (new & improved)

Andrea Lattanzi (Dario) e Lucrezia Guidone (Rita). Foto: Netflix

I ragazzi di Summertime sono diventati grandi. Pure a livello recitativo. Non sarà l’Actors Studio, ma la scuola di Cesenatico è stata una bella palestra per tutti. E, un anno dopo, sono tutti più in parte, centrati, sicuri. A cominciare dalla protagonista Coco Rebecca Edogamhe, che dà alla sua Summer sfumature più precise e più adulte, così come il nuovo volto di X Factor Ludovico Tersigni, che parla pure spagnolo. E poi ci sono le new entry, che non sono elementi di troppo, ma anzi ampliano la “community” in modo intelligente. Dalla quota pop Marina Massironi (!) a quella indie Giovanni Anzaldo, fino a (soprattutto) Lucrezia Guidone, attrice “made in Ronconi” qui nel ruolo clamoroso della milf che fa perdere la testa a Dario/Andrea Lattanzi. Storyline (e attori) prefe della stagione.

Generazioni a confronto

Thony (Isabella). Foto: Netflix

Siamo sicuri che Summertime sia solo il racconto della Generazione Z? E che la Generazione Z stessa sia quella, immatura e digitale, che deve crescere? I veri ragazzini, qui, sono i trenta-quarantenni, generazione bloccata (o perduta) tra illusioni, speranze, sogni eternamente e vanamente inseguiti. Ne è incarnazione perfetta la Isabella di Thony (brava! e che belle canzoni nuove!), la mamma di Summer e Blue che ancora cerca di fare la cantante e sfascia, pezzo dopo pezzo, la sua vita. Ma anche i genitori di Ale (Ludovico Tersigni), e il Jonas di Giovanni Anzaldo, e la fidanzata di Sofia (Amanda Campana) che sembra più ragazzina di lei. Il tutto raccontato senza giudizi e pregiudizi, ma con molta empatia. Forse per questo Summertime piace tanto agli adulti (si fa per dire): ci si rispecchia fin troppo bene negli adolescenti, che poi sono (siamo) tutti.

Tra Coma_Cose e Nada

Il cielo in una stanza meets Spigoli di Carl Brave, Mara Sattei e tha Supreme, Amore disperato si mescola a Nuvole di drago di Franco 126, Tony Renis e Mina stanno in una sequenza, Frah Quintale e Margherita Vicario in un’altra. La soundtrack è stata una dei punti di forza di Summertime fin dalla prima stagione. E a ‘sto giro è più transgenerazionale che mai. E ci sono anche Ariete, giovane cantautrice che ha scritto per la serie L’ultima notte, e Thony, ancora una volta nei panni duplici di attrice e musicista, con gli inediti Trouble Me Too e We’ll Be Fine. Non sappiamo voi, ma noi fin da Sanremo ci immaginavamo al mare a cantare a squarciagola Fiamme negli occhi dei Coma_Cose. Ed eccoci qua.