‘La pupa e il secchione show’ è la prova che ci meritiamo l’estinzione | Rolling Stone Italia
Home Opinioni Opinioni TV

‘La pupa e il secchione show’ è la prova che ci meritiamo l’estinzione

Tra una diretta che più diretta non si può, concorrenti che cadono nel terrore generale, carenza di genietti e ricicciamenti vari da altri programmi, il ritorno della trasmissione su Italia 1 è un disaster format

La pupa e il secchione show, the day after. Ho sonno, pochissimi neuroni sono sopravvissuti alla strage notturna e, soprattutto, non so cosa io abbia davvero visto ieri sera. Uno show o un disaster format? Il Grande Fratello in versione lobotomizzata, La pupa e il secchione, Non è la d’Urso o tutte queste cose insieme? E soprattutto, alla fine, il meteorite ci ha salvato (ora ci arriviamo, tranquilli)? Ecco cosa ho capito della versione dursiana della Pupa e il secchione, che ha debuttato martedì 15 marzo su Italia 1.

Bulli e pupe

Partiamo dai fatti. Ieri è andato tutto storto. E quando dico tutto, intendo proprio ogni singola cosa. Barbara d’Urso ha dovuto fare i conti, nell’ordine: con Antonella Elia presente in puro spirito causa Covid (praticamente comunicava a gesti via streaming); una concorrente, Paola Caruso, ricoverata in ospedale causa allergia; una diretta che più diretta non si può (“Non c’era tempo, ormai l’avrete capito, non abbiamo potuto fare le prove”, ammette Carmelita dopo mezzanotte); le cartelline scritte a mano che “non capisco, non si legge”; i ritorni dalla pubblicità troppo repentini; le pupe che ballano sdraiandosi per terra e copulando con il pavimento; un’altra pupa che sparisce dall’autobus e “non si sa dove sia”; le buste shock che non sono mai shock e il finale che, invece, lo è per davvero, con il quasi morto ammazzato (per chi stava già dormendo: dopo la prova finale, il secchione Alessandro De Meo scivola sul pavimento bagnato e per qualche secondo resta immobile a terra, nel terrore generale). Insomma, sembrava di guardare un disaster movie: mancava giusto il meteorite che si schiantasse contro l’autobus che trasportava i concorrenti. Io, a dir la verità, facevo il tifo per lui ma niente, nessun corpo celeste ha messo fine alle pene di Barbara. Ma dicevamo: non funzionava una mazza e, nel caos generale, nessuno si è accorto che persino il titolo era scritto sbagliato. Hanno messo La pupa e il secchione show quando invece era chiaramente Bulli e pupe. Trovatemi infatti là dentro un concorrente, uno solo, che fosse senziente. I pupi e le pupe, vabbè, facevano quello che dovevano fare, ma a ‘sto giro, a confronto, persino i secchioni facevano sembrare il GF Vip una succursale di Harvard. Se non erano infatti disadattati sociali, che vivono ancora dai genitori e cercano “una donna che mi coccoli come mamma” (e qui Freud ci inzupperebbe il biscotto), erano genialoidi che si piccano di essere come Raoul Bova. Seriously? Persino i genitori non si salvano: uno dei secchioni è stato iscritto personalmente dal padre. “È troppo attaccato ai libri, ho pensato che questo programma potesse essere uno stimolo per essere più adolescente”, spiega il babbo, che si salva dall’assalto degli assistenti sociali solo perché il suddetto figlio è maggiorenne. Insomma, la quota genietti non è pervenuta. In compenso, però, c’erano un sacco di bulli: in primis i due giurati, Soleil e Federico Fashion Style, a dir poco spietati. A confronto Antonella Elia era un agnellino, e abbiamo detto tutto. Ma pure la d’Urso si è messa a fare la bulletta. E voi direte: vabbè, in fondo il senso del programma è ridere di (e non “con”) pupe e secchioni. Sì, certo, e finché si tratta di dire un “adoro” (cit. Soleil) privo di qualsiasi fondamento è un conto. Il discorso cambia però se si inizia a infierire, chiedendo di bissare spogliarelli o stacchetti dance imbarazzanti. Per dire, persino Paolo Bonolis era più tenero con Orlando Puoti, il principe azzurro di Avanti un altro, ora novello secchione vessato dalle telecamere.

“Pupa” is the new…

E qui arriviamo alla prima (e unica) rivoluzione della Pupa e il secchione show che, nel giro di una sola puntata, è riuscita a trasformare l’aggettivo “pupa” in un sinonimo di cogli..a. A compiere la rivoluzione semantica è l’unica e sola Barbara d’Urso. Vado con gli esempi, che facciamo prima. Quando nei ZuccaTest Sprint (sì, sarebbero dei test di intelligenza…) la pupa di turno sbaglia clamorosamente la risposta, la d’Urso guarda dritto verso la telecamera, apre le braccia e sottolinea: “È proprio una pupa, non ci sono dubbi!”. O anche: “È pupa, è pupissima!”. Della serie: sei un’idiota, figlia mia. Quando poi presenta Flavia Vento, declama a gran voce: “Tu, cara, sei l’emblema della pupa”; e, giusto per sgombrare il campo da dubbi, le chiede se è ancora convinta di parlare con gli alieni e con Tom Cruise. Però, occhio, che la d’Urso ne ha per tutti: pure per noi che siamo a casa, sul divano. La conduttrice sembra infatti trattarci come dei cerebrolesi: ci spiega ogni concetto, ripete addirittura le battute per accertarsi che noi, dal divano, abbiamo capito e stiamo ridendo. E poco importa se, in realtà, così facendo ammazzi i tempi comici: lei vuole essere certa che abbiamo compreso che “ha detto proprio così”. Il mio sospetto è che la conduttrice sia in trattative per diventare testimonial di Amplifon, ma sto ancora raccogliendo prove (vi aggiornerò). In ogni caso, ci tratta come dei mentecatti: per dire, nel pre show ci mostra l’autobus dove sono stipati bulli e pupe – quello del meteorite mancato – e, con tono enfatico, ci svela il nome: “Pupa e secchione bus”. Ah, be’, grazie Barbara. Due secondi dopo, sentendo uno dei Notturni di Chopin scelto come sottofondo dai secchioni reclusi nel bus, urla felice: “Ma è la mia musica preferita!”. A quel punto, sì, ci sentiamo davvero un po’ pupi per aver scelto di guardare Italia 1.

La maledizione di Alex Belli

Chiudiamo con una considerazione finale, ma non marginale, sui concorrenti. Sono 22: un sacco di gente. Vivranno chiusi in una casa, condivideranno i letti e sono divisi in coppie tendenzialmente improbabili. A quanto pare entreranno altri pupi/secchioni nel corso delle prossime sette puntate. Insomma, la formula è chiaramente quella del GF, e la scopiazzatura ci può anche stare: dopo tutto quello di cui sopra, sarebbe un peccato veniale. Però ancora questa storia di Alex Belli anche no. Gli autori sono infatti riusciti a intavolare la seguente triangolazione: Soleil in giuria; l’ex testimone di nozze di Alex Belli, Mirko, in quota secchioni; mentre tra le pupe milita Mila Suarez, ovvero una delle (tante) ex fidanzate di Belli. Inutile dire che in trenta secondi è partito il Soleil show, con frecciatine, battute e attacchi vari. Possibile che non si riesca a inventare altro? Di nuovo a ricicciare il ricicciato? Altra considerazione: in nome del politicamente corretto hanno aggiunto anche i pupi maschi e le secchione donne, e si sono premurati di inserire secchioni avvenenti, sia maschi che femmine. Della serie: sono bella/o e ho pure una testa. Abbè. Il programma è finito all’1:30, la maggior parte dei miei neuroni era in sciopero e l’unico pensiero che riuscivo davvero a formulare era che, forse, l’estinzione un po’ ce la meritiamo.

Altre notizie su:  La pupa e il secchione show