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Il borsino dei nuovi volti della risata in tv

In piena pandemia, sono sbucati loro: esilaranti, scorretti, folgoranti, talvolta contestati, ma sempre originali. Insomma, un plotone di battutisti che a colpi di 'Pezze', one man show, gag e Tg surreali ha ridato lustro alla categoria

Valerio Lundini ed Emanuela Fanelli nella immagini promozionali di 'Una pezza di Lundini' e Ciro Priello e Michela Giraud in 'LOL – Chi ride è fuori'

Foto: Ufficio stampa Rai/Amazon Prime Video

Sono stati bravi: a farci ridere, certo, ma soprattutto a liberarsi dello status di “volti mai pervenuti sul pianeta tv”. Diciamo infatti la verità, fino a qualche anno fa la categoria dei comici era una sorta di specie protetta, difesa da un sparuto numero di canali cabaret-praticanti (Comedy Central, Nove, Italia 1) ma di fatto sempre a un passo dall’estinzione. Per dire, dopo la fine di Zelig si guardava a Maurizio Crozza come all’ultimo Superviviente della risata. Invece, in piena pandemia, sono sbucati loro: un piccolo, grande, esercito di saltimbanchi. Esilaranti, scorretti, folgoranti, talvolta contestati, ma sempre originali. Insomma, un plotone di battutisti che a colpi di Pezze, one man show, gag e Tg surreali ha ridato lustro alla categoria. E ora sono pure gettonatissimi. Ecco i nomi di coloro che hanno compiuto il miracolo, con tanto di nostra personalissima quotazione su chi sale, chi scende e chi (per fortuna) non andrà mai via.

Michela Giraud

Noi l’amiamo fin dai tempi di Educazione Cinica quando, su Youtube, prendeva per i fondelli bambini, madri coraggio e anziani cioè esattamente coloro che non dovresti mai prendere per i fondelli (se non l’avete visto, recuperatelo). Il grande pubblico invece l’ha scoperta solo questa primavera con LOL – Chi ride è fuori: sì, decisamente fuori tempo massimo, visto che, prima dell’avventura su Amazon Prime Video, la Giraud aveva fatto altre tremilaquattrocento cose, come prendere in giro Brunori Sas, giganteggiare nel remake della Tv delle ragazze (Stati generali) e persino misurarsi con il mondo delle fiction Rai in Permette? Alberto Sordi. Ma tant’è: meglio tardi che mai. Ora, per tutti, Giraud è quella comica con il cognome strano (“come hai detto che si dice?”) ma l’inconfondibile eloquio da muratore, nonché la fustigatrice di Mignottone pazzo, la canzone tormentone di LOL che fa l’occhiolino a Checco Zalone. Il brano (riassumiamo a beneficio di chi è reduce da una vacanza su Marte) spiega come reagiamo, male, alle rotture sentimentali, trasformandoci in “mignottoni pazzi” sui social, e ha avuto così tanto successo che Giraud ha pensato bene di inciderlo. D’altronde alcuni passaggi trasudano puro neorealismo, come «ho fatto una stories indifferente, tipo zero rancori, ma dentro di me pensavo magari mori» o «io sono una donna forte, che vale veramente, e quando vengo lasciata mi butto sui social e mostro la parte più vera di me: quella finta». Per ora nessun Emmy in vista – diamole tempo – ma intanto il network Comedy Central l’ha eletta degna erede di Saverio Raimondo confermandola, per il secondo anno consecutivo, alla guida del tg satirico CCN – Comedy Central News. Apprezziamo pure la visionaria creatività di Michy, anche se, lo ammettiamo, un po’ ci ha spiazzati quando Real Time ti ha annunciata come padrona di casa di C’era una volta l’amore: un programma (non si capisce se serio o faceto) dove ascolterà coppie in crisi. Maria De Filippi, guardati le spalle…

Ciro Priello

Sì, “quello dei The Jackal” che però, a quanto pare, è sempre meno “quello dei The Jackal”. Fino a qualche tempo fa, infatti, se dicevi semplicemente Ciro Priello, la gente non aveva la più pallida idea di chi si stesse parlando. Oggi invece lo sa eccome: non c’è bisogno di specificare che è il volto dei The Jackal, quello degli Effetti di Gomorra sulla gente, perché il pubblico già lo conosce per lo show di Amazon LOL– Chi ride è fuori e le varie ospitate in tv. Di recente Ciro è stato infatti molto presente sui canali generalisti: ha inanellato una serie di ospitate, una più esilarante dell’altra, in vari show come Stasera tutto è possibile, Cortesie in famiglia, Oggi è un altro giorno. In autunno, poi, tenterà il colpaccio: farà una cosa tutta sua, da solo, senza la coperta di Linus dei The Jackal, ovvero partecipare come concorrente a Tale e quale show. A questo punto qualcuno dirà: che c’azzecca? C’azzecca eccome, perché Ciro nasce come figlio di Maria: è stato un aspirante ballerino di Amici, nell’anno domini 2004. L’impressione dunque è che il nostro stia cercando di capire cosa fare da grande, senza abbandonare l’universo The Jackal ma senza neppure essere fagocitato dalla forza di questo seguitissimo brand (perché, di fatto, questo è: un brand). Sta alzando piano piano l’asticella, guardando oltre il consolidato successo social: il che gli fa solo onore. Resta solo un unico, grande, mistero: perché non c’era in Generazione 56k? La recitazione è sempre stata tra le sue passioni altrimenti in passato non avrebbe mai scommesso sul film Addio fottuti musi verdi. La serie Netflix, realizzata da Cattleya, poteva consolarlo dal flop cinematografico, invece niente: lui non era della partita. «Sta lavorando su altri fronti», hanno spiegato i suoi colleghi e amici in conferenza stampa. Peccato.

Valerio Lundini ed Emanuela Fanelli

In Rai dovrebbero fare loro un monumento. Anzi, dovrebbero aggiungere le loro due statue direttamente in sella al cavallo di Viale Mazzini. Non si vedeva infatti un programma originale come Una pezza di Lundini dai tempi di Mai dire gol. E stiamo parlando degli anni ’90: fate voi… Valerio Lundini ed Emanuela Fanelli sono praticamente i Re Mida degli ascolti in seconda serata: i nuovi Sandra e Raimondo del nonsense, la coppia d’oro della comicità, gli eredi naturali della Gialappa’s band. Inutile dire che il loro programma è confermatissimo: Una pezza tornerà nella prossima stagione, com’è giusto che sia, con le interviste dello stralunato Lundini e chissà quale altra diavoleria si inventerà la Fanelli. D’altronde insieme sono davvero impareggiabili. E c’è un aspetto che li rende particolarmente unici: l’aver saputo rendere il politicamente scorretto educato. Lundini e Fannelli non si allineano infatti al pensiero dominante che, anzi, smontano punto per punto. Nel farlo, però, non si abbandonano al linguaggio scurrile, non dicono “f****o” o “n***o” come Pio e Amedeo (poi arriviamo anche a loro) per sdognare la libertà. Preferiscono percorrere altre vie, più eleganti ma non per questo meno efficaci nel gridare che il Re è nudo. Impossibile dunque non amarli, soprattutto quando sfondano la famosa quarta parete mostrando quel volto della tv “alla Boris” che ci fa ridere così tanto. Ora la vera sfida è aggiungere alle varie edizioni di Una pezza di Lundini (vi prego, non toglietecela mai dal palinsesto) qualcosa di nuovo che sia altrettanto esilarante. Vedrete che lo faranno: quei due non sanno cosa sia una comfort zone…

Pio e Amedeo

Qui la faccenda si fa delicata. Esiste infatti al mondo una coppia comica tanto amata quanto detestata come Pio e Amedeo? Ecco, appunto. I due mattatori venuti dalla Puglia hanno diviso il mondo più di Matteo Salvini. Il loro show Felicissima sera, andato in onda questa primavera su Canale 5, è stato seguitissimo e al contempo criticatissimo: un sorta di tsunami del ben pensare. L’annosa domanda “Pio e Amedeo: fanno bene o fanno male?” è assurta a questione di Stato alla stregua dell’attuale dilemma “Green pass: sì o no?” riempiendo intere pagine di giornale. Sempre a beneficio di chi ha espatriato su Marte, riassumiamo in breve la vicenda: nel loro show Pio e Amedeo sono stati politicamente scorretti prendendo in giro chiunque. Certo, quando era il turno di Maria De Filippi, che li ha lanciati ad Amici, hanno avuto un occhio di riguardo ma, in generale, non le hanno mai mandate a dire a nessuno. Il che, di per sé, sarebbe una gran cosa se non fosse che il linguaggio utilizzato è stato spesso sopra le righe. Hanno mandato a quel paese le proprie madri, deriso ebrei, neri, donne, omosessuali, preteso di riabilitare appellativi esecrabili come “f****o” o “n***o” e via dicendo. Il proposito era quello di ricreare l’effetto Checco Zalone che, per criticare gli omofobi o i razzisti, porta in scena tutta la loro grettezza ma il risultato sortito non è stato certo all’altezza. In ogni caso, il programma è stato un successo di ascolti: «La gente si affeziona a noi perché siamo i vicini di casa che ce l’hanno fatta», hanno spiegato in un’intervista. Vero: al netto delle critiche, ora sono richiestissimi. È facile immaginare che torneranno presto in tv e comunque, a gennaio 2022, uscirà il loro nuovo film Belli ciao, diretto da Gennaro Nunziante, ex regista di Zalone. Consiglio spassionato per le future gag: anche meno, ragazzi, altrimenti rischiate di essere un fuoco di paglia.

Renato Minutolo

Chiudiamo, in realtà, con una segnalazione perché Renato Minutolo non è ancora esploso come meriterebbe. Certo, su Youtube è seguitissimo e quest’estate Comedy Central, che ci vede sempre lungo, lo ha promosso a conduttore di Comedy Rehab. Però il nostro non è ancora un volto mainstreaming, da tv generalista. Per ora. I numeri infatti li ha tutti. La riprova sta nella sua parodia dello psicanalista Massimo Recalcati che, su YouTube, è diventato Massimo Recanati. Guardatevela: ha girato questi video ben prima che Maurizio Crozza si cimentasse nella parodia e – caro Mauri, non volercene – ha superato in bravura il celebre mattatore di Fratelli di Crozza. Il Recalcati di Minutolo è esilarante e fedelissimo alla versione originale, come ha ammesso anche il diretto interessato. Azzeccatissimi anche le sue Guide Coniugali sui rapporti di coppia riletti in chiave scacchiera: anche in questo caso, ha precorso i tempi perché all’epoca La regina degli scacchi non era ancora uscita su Netflix. Farà strada. Eccome se ne farà.