Francesi, ecco i nostri consigli per la stagione 2 di ‘Morgane – Detective geniale’ | Rolling Stone Italia
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Francesi, ecco i nostri consigli per la stagione 2 di ‘Morgane – Detective geniale’

Campione d’ascolti nella prima serata generalista, il crime-mélo con Audrey Fleurot già si prepara a successi futuri. Però qualcosa deve cambiare

Audrey Fleurot e Mehdi Nebbou in ‘Morgane – Detective geniale’

Foto: Rai

E così, dunque, è finita. Dopo sole otto puntate (mannaggia ai francesi!), Morgane – Detective geniale ci saluta, dandoci appuntamento alla prossima stagione. Perché ovviamente ce ne sarà un’altra, e probabilmente pure una terza, una quarta e via di questo passo, verso l’infinito e oltre. Se se la giocano bene, infatti, Morgane potrebbe non finire mai. Ecco, appunto: devono giocarsela bene. La strategia del “facciamo tutti fessi con una serie tv furbetta” può reggere infatti giusto una stagione, non a caso composta dallo stretto necessario numero di puntate. Da qua in poi però bisogna fare sul serio. Ecco dunque alcuni consigli assolutamente non richiesti che elargiamo ai cugini francesi in vista della seconda stagione: cosa si potrebbe migliorare, cosa ci è piaciuto e quello che non va toccato. Attenzione: il pezzo contiene spoiler.

Ridateci il marito morto

Davvero intendete liquidarci così? Voglio dire: fino alla puntata quattro, o giù di lì, il vero caso della serie tv era la misteriosa scomparsa di uno dei due mariti di Morgane. D’altronde, era lui la ragione che aveva spinto “Morgane la ribelle” a superare la propria allergia cronica per l’autorità, trasformandola nella migliore consulente della polizia di Stato. Ci aspettavamo dunque una bella inchiestona, che si sarebbe snodata sotto traccia nel corso di tutte le puntate, invece a un certo punto salta fuori che il marito è morto. Punto. Nessun dubbio, zero sospetti: il nostro è semplicemente passato a miglior vita. Morgane si concede un episodio di lutto (il quinto), si fa un bel pianto e poi tira dritto. Non se ne parla più, nemmeno nella puntatona finale. Really? Cari francesi, vediamo di inventarci qualcosa per la seconda stagione: accettiamo quello che volete, persino improbabili resurrezioni in stile Beautiful, ma ridateci seduta stante il nostro mystery.

Occhio alla deriva soap

E qui arriviamo alla seconda questione scottante, ossia cosa vuole essere, da grande, la serie tv Morgane: un crime? Una commedia romantica? Tocca decidersi. Nelle ultime quattro puntate ha infatti preso pericolosamente piede il flirt tra Morgane e il suo collega Karadec. Una svolta che non siamo certi ci piaccia davvero così tanto… Preferivamo infatti vedere Morgane che seduceva il medico legale della polizia o che prendeva per i fondelli Karadec per la sua relazione platonica con il capo della polizia, Céline. Quella sì che era una trovata originale: finalmente una protagonista femminile che diventa amica, e semplicemente amica, del proprio partner, concentrandosi semplicemente sui casi. Invece, niente: gli autori hanno fatto rientrare la loro eroina nei ranghi del mélo più bieco, creando peraltro un telefonatissimo triangolo tra lei, Karadec e il restante marito ancora in vita. Inoltre, diciamolo: di Morgane ci intrigano il suo modo di ragionare, le intuizioni geniali, gli eccessi ribelli, mica con chi vuole mettere su famiglia. È un giallo, non Un posto al sole in salsa francese. L’auspicio dunque è che nelle nuove puntate il genere crime prenda di nuovo il controllo della situazione intrecciando i casi di puntata con l’inchiesta aperta internamente su Karadec e, non ultimo, il mistero del marito morto (l’abbiamo già detto, vero, che lo rivogliamo in pista?).

Largo ai personaggi secondari

Audrey Fleurot/Morgane con Cypriane Gardin, che interpreta la figlia Théa. Foto: Rai

Certo, Morgane è l’eroina: senza di lei, la serie non avrebbe tutto questo fascino. La nostra ci piace così tanto che adoriamo persino le sue mille smorfiette francesi e il look stravagante. Però non ci dispiacerebbe affatto se si esplorassero maggiormente i personaggi secondari, che, va detto, sono decisamente intriganti. Prendiamo per esempio i figli: ne ha tre. La maggiore, Théa, non vanta lo stesso quoziente intellettivo della mamma e abbiamo visto che è gelosa del fratello di mezzo che, a differenza sua, è intelligentissimo. Perché non esplorare di più e meglio questa dinamica? Non sarebbe male anche dare spazio al piccolo genietto di casa, magari in chiave di alleggerimento comico. Abbiamo visto che a scuola dà delle belle grane alle insegnanti: ecco, diteci di più. Quanto al terzo pargoletto, è ancora in fasce, pertanto tocca aspettare… Sono poi rimasti solo accennati i colleghi di polizia: la nerd che smanetta al pc il più delle volte si limita a ingrandire le immagini per mostrarle a Morgane, mentre il poliziotto ricciolino Gilles è presente nelle indagini al pari di un’apparizione mariana. Possibile che faccia sempre tutto la premiata ditta Morgane & Partner? A conti fatti, non è che la polizia ci faccia una figura pazzesca…

Non stigmatizziamo l’ormone

Infine, concedeteci un appello. Capiamo tutto: la mezza età dei protagonisti, il sano realismo, la volontà di essere credibili. È un ragionamento sacrosanto, ci mancherebbe, e non possiamo che apprezzare l’immaginario creato da Morgane. Però un – ce ne basta uno – Can Yaman della situazione potete concedercelo? Non è possibile infatti che in Francia siano tutti così brutti. Noi ci siamo stati e, ve lo garantiamo, i cugini d’oltralpe non hanno nulla da invidiare ai manzi turchi o ai calienti latini. Quindi, cortesemente, dalla prossima stagione regalateci un pettorale guizzante o uno sguardo tenebroso, insomma qualsiasi cosa che possa rialzare il livello di figaggine della serie. Quando infatti nella penultima puntata il marito di Morgane si toglie la maglietta e l’inquadratura stringe per evitare di mostrare la pancia morbida, be’, i nostri ormoni hanno fatto harakiri. Tutti quanti.