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Chi vincerà X Factor 2021?

Quella di giovedì sarà la finale più incerta degli ultimi anni, con i possibili favoriti, da Erio a Le Endrigo, fuori dai giochi in anticipo. E se vincesse gIANMARIA, l’unico in grado di mettere d’accordo tutti i giudici?

I finalisti di X Factor 2021

Foto: Sky

L’ultima puntata di ogni edizione di X Factor è di solito una splendida performance di cui però si sa o almeno si immagina la conclusione. C’è un favorito che di solito vince, al massimo una coppia di concorrenti che si contendono il trionfo. Li sai da settimane e ti godi i superospiti e le superproduzioni in studio più che la suspense dei risultati. Quest’anno è diverso: possono davvero vincere tutti e quattro, persino i Bengala Fire, anche se per tradizione in questo talent la band si ferma sempre un attimo prima del traguardo (persino i Mäneskin contro Licitra). Le agenzie di scommesse hanno le idee chiare: gIANMARIA viene pagato meno di 2, Fellow e Baltimora si attestano tra 4 e 5 volte la posta, i Bengala sono scesi attorno ai 6 dopo essere stati a lungo sul 12 a 1. Sembra chiaro chi vincerà, insomma, per i bookmaker ma va ricordato anche che fino alla scorsa settimana Erio veniva da loro pagato massimo 3 volte la posta, una quota più bassa di tre finalisti su quattro. Ecco perché proviamo a fare brutta figura anche noi.

gIANMARIA 45%: È bravo, ha talento e lo meriterebbe. Certo come a suo tempo Anastasio è incredibilmente favorito da un bug del regolamento e dal trend musicale del tempo, ovvero la possibilità per lui, nelle cover, di usare melodie straordinarie e testi amatissimi per poi modificarli, rivoltarli, riscriverli, riuscendo di fatto a fare, con le sue “barre”, di ogni performance un inedito, con la sicurezza e la comfort zone per chi televota da casa (e anche per i giudici) di godersi melodie clamorose. gIANMARIA però è il gran favorito non perché sia il migliore dei finalisti, ma perché è l’unico che può mettere d’accordo tutti i giudici: è quello più vicino ai gusti di Manuelito, il pupillo di Emma della cui squadra fa parte, ha emozionato ogni singola volta che si è esibito Mika che lo avrebbe volentieri voluto in squadra (risponde all’identikit del suo candidato ideale, ma lui gli avrebbe scorticato di dosso un po’ della sua identità che è invece la sua forza, persino nelle fragilità) e ha la stima incondizionata di Manuel Agnelli che come sempre sa andare oltre i confini dei generi musicali e scorge il talento e l’istinto dell’autore al di là di etichette, paletti e gusti personali. Non viene in mente un altro che potrebbe ricevere, con entusiasmo, l’unanimità dai quattro moschettieri. Potrebbe rovinarlo solo un’assegnazione sbagliata di Emma, che invece deve fare la scelta più solida e sicura. Niente attacchi di “fenomenite”, insomma, a gIANMARIA basta confermarsi.

Baltimora 30%: Un percorso affascinante il suo, perfettamente fotografato dal fatto che appena entrato ai live si è cercato uno pseudonimo, consapevole del fatto che sì, avrebbe tentato di vincere, ma soprattutto di migliorare e soprattutto sperimentarsi (bravo Manuelito, va detto, pessimo in diretta ma ottimo nella gestione dei suoi ragazzi). Si è salvato nelle puntate in cui ha “esagerato” ma come raramente è successo in questo talent, ha dato al suo “bel canto” una tridimensionalità che da queste parti raramente quelli come lui trovano. Il ballo ingenuo e spregiudicato della semifinale che ha quasi fatto sembrare Fulminacci il concorrente e lui il big con cui duettava, fa capire la crescita di carisma e personalità di Edoardo Spinsante. Uno di quei silenziosi cazzuti che a naso sul medio lungo termine ci stupirà. Anche lui potrebbe mettere d’accordo tutti e quattro i giudici, ma in modo meno appassionato. Il televoto è il suo punto debole, sebbene il suo profilo sia più pop di gIANMARIA: finora lo ha messo due volte a rischio eliminazione.

Bengala Fire 20%: Tifiamo per loro. Per tanti motivi. Per il senso di colpa di non averli capiti subito, per l’incredibile evoluzione che hanno avuto come band e come singoli (Mario è diventato un frontman che se avesse il fisico di Damiano ora dovremmo dargli la scorta), perché per chi ha visto il daily sono quelli che hanno affrontato il percorso di X Factor con più spensierata serietà, una capacità meravigliosa di fare musica in ogni modo e momento (i Clash con i Mutonia sono qualcosa che DOVEVA finire ai live) e un’umanità preziosa e non scontata. Purtroppo questo 20% è di stima (cinicamente parlando hanno forse meno della metà di queste probabilità di vincere) perché le band di X Factor hanno successo spesso, ma dopo la fine del programma. Difficile capire perché, di sicuro i solisti Emma e Mika non le amano – la prima non ha saputo difendere il suo gruppo, Le Endrigo, che gestito meglio poteva andare molto avanti, il secondo ne ha scelto uno che potesse essere eliminato subito – e Manuelito li capisce poco, anche produttivamente preferisce i battitori liberi. Inoltre pur essendo amati dal pubblico – lo testimoniano voti e dati su Spotify in crescita esponenziale – non sono diventati un caso e potrebbero pure pagare l’ingeneroso confronto con Mäneskin e Coldplay ospiti al Forum. Insomma se ci fosse il premio della critica Rolling Stone sarebbe dei Bengala, ma giovedì prossimo scommetteremmo, per loro, sulla piazza d’onore.

Fellow 5%: Siamo stati cattivi e forse poco realisti. Probabilmente il ragazzo ha più possibilità di vincere di un misero 5 per cento, ma ce l’abbiamo con lui per aver fatto fuori Erio e per essere arrivato in finale solo per non far morire di solitudine Mika. Scherzi a parte, è bravo, ma come sempre il mitico giudice libano-britannico prende i talenti e li normalizza. Lui aveva una voce bella ma particolare e quel modo “antico” di suonare e stare in scena che gli dava un carisma d’antan. Mika ne ha fatto un divetto di plastica, ne ha addomesticato la voce dandogli un po’ di grinta nell’affrontare il palco ma togliendogli quell’identità che rivendicava Manuel Agnelli in semifinale. E proprio quest’ultimo non gli darebbe il voto, alla fine, e forse pure Manuelito. Insomma, alla fine è finito un paio di volte di troppo al ballottaggio per pensare che il televoto possa spingerlo verso il trionfo e non piace abbastanza ai quattro al tavolo per farcela grazie a loro. Per fortuna.

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