Amici 20, le pagelle del sesto serale: cercasi Giulia disperatamente | Rolling Stone Italia
Home Opinioni Opinioni TV

Amici 20, le pagelle del sesto serale: cercasi Giulia disperatamente

Esce Raffaele - era ora -, sui social impazza la protesta per la Giulia centellinata nel serale, male i cantanti (lo dice pure Rita Pavone su Twitter che li asfalta con garbo). Questa edizione è appassionante e meritocratica quanto la Superlega e Maria De Filippi sembra azzeccarne quante Andrea Agnelli nell’ultima settimana

Rudy Zerbi voto: 10

Ci regala il momento più bello di questa stagione di Amici. Il che ci dice molto sul livello di questa edizione, ma va bene. Il numero in cui, pippando dell’elio da un palloncino del Perla Blu, imita Raffaele che imita Jamiroquai è da embolo, potrebbe valergli, con merito, la designazione alla seconda edizione di Lol – chi ride è fuori. Quando poi convince Alessandra Celentano a chiamare un guanto di sfida facendo lo stesso, vien voglia di fare la ola. È il salvatore di questo Amici 2021, leader di una squadra di prof troppo compressa nel proprio ruolo e priva di senso dell’umorismo. Potrebbe far meglio Lorella Cuccarini (l’unica comunque a salvarsi degli altri), ma vive la tragedia di avere come compagna d’avventura la spalla – comica e non solo – peggiore dai tempi di Pio e Amedeo (a proposito, Felicissima sera ha superato il 21% di share, ma state tranquilli tutto passa, passerà il Covid, passerà anche questa). Rudy ha la capacità di non prendersi sul serio – benedetta esperienza, non è sempre stato così – e rimanere competente anche con parrucche improbabili, dice le cose giuste (soprattutto ai suoi, salva Deddy scuotendolo da paure e (de)pressioni) e ci offre i pochi momenti di intrattenimento vero di un serale davvero fiacco. E poi è riuscito a farmi affezionare ad Alessandra Celentano. Oltre ad avermi promesso un posto nel privè della festa al Perla Blu del 10 agosto.

Nino Frassica voto: 9

Voto alla carriera e alla capacità sovrumana di essere se stesso persino in uno studio come quello di Amici. Lì, ci fa cadere dalla sedia e ci ricorda che è uno dei più grandi comici che abbiamo, la cui grammatica surreale non abbiamo mai capito abbastanza. Un acrobata della battuta, un creatore di ritmi comici e di giochi di parole che sa costruire numeri esilaranti e folli grazie a un talento smisurato e una poetica della risata più unica che rara. La sua biografia di Maria è da infarto, dalla stoccatina sulla D’Urso al matrimonio con Maurizio Costanzo e il momento del suo “fatidico tì”, per finire alla coppia invitata alla cerimonia formata da Valerio Merola e Franca Leosini. Non crea gag, ma immagini, altrove sarebbe stato il settimo del Monty Python.

Resiste persino a un colpo che abbatterebbe un elefante, ovvero Maria che avendo esaurito le risate e la capacità di comprensione del testo comico dopo il numero di Zerbi con l’elio, lo costringe a spiegare una battuta. Ma lui non molla e la porta a casa da par suo. Chissà che, almeno per quanto riguarda la comicità, quello studio e gli spettatori a casa non pretenderanno finalmente di meglio d’ora in poi.

Giulia Stabile voto: 8

Questa ragazza fa miracoli. Durante la settimana l’hashtag #datecigiuliastabile – dopo le anticipazioni che la volevano (come troppo spesso accade) in panchina a favore di cantanti e concorrenti di altre squadre – ci ha detto che il pubblico ama l’arte, la qualità, il talento. Giulia è bellissima nella sua goffaggine, nel suo mutismo interrotto da frasi improbabili, nei suoi sguardi innamorati per Sangiovanni, groupie a cui si illuminano gli occhi mentre lui canta. Non è un personaggio da soap (come Deddy e Rosa pronti, pare, per Temptation Island), non è una divetta da talent tutta social e ammiccamenti o una che rende la sua presenza un reality. Non è una di quelle concorrenti che normalmente primeggiano in tv, capaci di vendere la propria immagine e nient’altro. Lei è “solo” bravissima. E come i premi di puntata, i voti dei giudici, il gradimento del pubblico dimostrano, è follemente amata per questo. E allora vale la pena sopportare ore per vederla scaldarsi con Samuele (bellissima coppia la loro, anche se questa volta la bella coreografia li penalizza e castra un po’, meravigliosa quella di Sam su Van Gogh, da otto, che bravo anche da solo). E poi, da sola, sbatte in faccia a tutti che invece di sentire decine di volte Raffaele e soci cantare, varrebbe la pena fermarci e ammirarla, che so, ogni quarto d’ora. Ci delizia con una prova diversa dal solito, non il consueto crescendo di emozioni e evoluzioni che ti lasciano senza fiato, ti stritolano il cuore e ti tirano dentro un vortice di sentimenti e si prende la scena senza se e senza ma, ma qualcosa di diverso. Giulia sembra dirci, con quegli specchi, con le figure altrettanto complesse ma meno sincopate che sta crescendo come danzatrice e come donna, che non ha più paura. Che comincia a vedersi come la vediamo noi.

Meravigliosa.

Il problema però è che la vediamo troppo poco (una volta e mezza?!?), a causa di un regolamento assurdo e l’essere finita nella squadra sbagliata. E così ogni volta che un Tancredi si esibisce, ogni volta che un Rudy Zerbi richiama le Cuccarisa per l’ennesima sfida che terrà lontana la nostra eroina dal palco, un fan di Giulia muore. O per lo meno non si sente tanto bene. Prossimi hashtag possibili: #piùGiuliapertutti, #cercasiGiuliadisperatamente.

Serena Marchese voto: 7

Ci siamo sempre dimenticati colpevolmente di questa ragazza. In un’edizione in cui i ballerini puntano pesantemente sullo storytelling, la coreografia e il modo di stare in scena, lei è un’esecutrice straordinaria, una che non sbaglia un passo neanche se le fai lo sgambetto, un soldato che ha sopportato anche le guerre sante della sua prof Celentano ballando stoicamente generi che normalmente non affronterebbe neanche da sola a casa durante le pulizie di primavera. Di che pasta è fatta lo abbiamo visto ieri: potente, sexy, finalmente magnetica appena le hanno concesso di volteggiare su qualcosa di suo. Persino Stash si è svegliato è ha detto “una bomba atomica”. Finora ha subito scelte dei suoi prof sbagliate e i giudici l’hanno riempita di complimenti votando quasi sempre però i suoi avversari. Ora sembra aver fatto il salto di qualità. Però, Serena, buttati, mettici cuore e pancia. Che il resto c’è già.

Aka7even voto: 6

Bellino il suo inedito. Ma è come lui e le sue prof: ti dimentichi sempre che esiste (il pezzo) e che esistono (lui e loro). Poi, ovvio, che se Anna Pettinelli pensa bene di affibbiarti due pezzi di due grandi cantanti come Tina Turner e Katy Perry, non hai vita facile. Nulla in contrario che un uomo canti pezzi di donne, ma se questi ultimi sono diventati iconici grazie a loro, è proprio dura replicarne toni e vibrazioni ed è due volte più difficile farli tuoi, soprattutto se non brilli per carisma. Dobbiamo ancora decidere se piaciucchia perché i suoi diretti concorrenti sono mediocri o perché sotto quel capello tinto c’è qualcosa di più. Intanto avanti con la tattica Monir a Masterchef: non è importante essere il migliore, ma solo che ci sia qualcuno peggiore di te.

Deddy voto: 5

Diciamolo, nella versione «occhio spento e viso di cemento, tu sei il mio piccione e io il tuo monumento» è insopportabile quasi quanto il pianto greco del finale di puntata in cui regolarmente dice «mi mandano via, alla fine sono pure contento», ringrazia tutti, la tira all’avversario e poi si salva. Nelle prime puntate è cresciuto molto ma dopo lo psicodramma della sfida con la sua Rosa, sembra aver perso verve e voglia di dare il massimo. E così sono usciti fuori tutti i suoi difetti, il fatto che abbia pochi registri, canori e narrativi, e che sembri un po’ la copia di mille riassunti. Anzi, di uno solo, il Deddy forte e fragile che ha disegnato come personaggio televisivo. Si tolga di dosso paura (e desiderio?) di andare a casa e se ha qualcosa di nuovo da dirci, la tiri fuori.

Raffaele Renda voto: 4

Il perché sia uscito lo intuisci proprio nei suoi ultimi minuti ad Amici. Che lui sia stato eliminato, in quella casa, non dispiace fondamentalmente a nessuno. Neanche a lui, che si tiene addosso quel sorriso a 72 denti che ha messo su come maschera, finto e irritante esattamente come quella voce pulita ma mai coinvolgente, quel modo di cantare alla Tale e Quale (ma senza neanche il coraggio di calcare l’imitazione, a quel punto). Va detto, però, che con quell’Arisa come pigmalione che più lo sosteneva più lo affossava (l’urlo finale di lei all’allievo è il bacio della morte), pure Massimo Ranieri avrebbe avuto i suoi bei problemi.

Tancredi voto: 3

Se chiudi gli occhi e lo senti cantare ti viene in mente uno di quei cantanti anni ’90 che ha messo in fila un paio di hit durate un mese scarso e che persino Shazam fatica a riconoscere. Uno che nella compilation del Festivalbar skippavi a favore di un pezzo che almeno mezza volta avevi ballato e il cui ritornello ti era entrato in testa. L’emozione più grande che ci ha regalato da quando sta ad Amici è quando, questo sabato, si è fermato per problemi tecnici (ma poi perché non accetta la bottiglietta di Arisa e ne prende un’altra?). Il problema è che poi ha ricominciato. Sentendolo provi quasi un senso d’ingiustizia per l’eliminazione di Raffaele. Poi passa subito, però.

Arisa voto: 2

Non ce l’ho con lei. Anzi, le ho messo due voti in più per l’esibizione in cui ci ha fatto sentire la splendida voce (“una delle dieci voci femminili migliori della storia della musica italiana” dice Rudy Zerbi, forse ancora sotto l’effetto dell’elio). Ma Amici non è il suo. Mentre Rudy prende in giro il suo concorrente e si prende la scena, tu capisci che lei ha il tipico humor del serial killer. Di quelli che non hanno la risposta pronta e allora permalosi ti sgozzano. Questo suscita una certa paura in cui scrive ma soprattutto per quell’uomo che non sembra consapevole del pericolo che sta correndo. Poi con i capelli lisci, va detto, è ancora più inquietante (esiste l’hair shaming? Speriamo di no, meglio chiedere a Emma Marrone e Cmqmartina o all’associazione parrucchieri). Ormai siamo arrivati al punto che quando viene inquadrata e parla, tu speri duri il meno possibile. Lo speri per lei.

Emanuele Filiberto voto: 1

Ah, perché c’è ancora? Evanescente come i suoi giudizi, banale e ripetitivo quando è in palla. A volte è così impalpabile che sei convinto lo abbiano rimandato in esilio.