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Amici 20, le pagelle del secondo serale: quell’inspiegabile nostalgia dell’autotune

La ballerina Giulia fa innamorare tutti, i cantanti sembrano usciti da un piano-bar, Maria De Filippi fa come Draghi: cambia colori, regolamenti e definizioni, ma è tutto uguale al passato. Pio e Amedeo e i loro imbarazzanti sketch compresi

Stefano De Martino. Foto via ufficio stampa

Giulia Stabile voto: 10
In un panorama di concorrenti che variano dall’amatoriale al dilettantesco, sia pure gradevoli e abili in qualche singola prova, lei ti annichilisce col suo talento. Stefano De Martino – che continuiamo a sottovalutare, ma che in tv ci sa stare e pure bene – ha trovato per lei il soprannome giusto, Willy il Coyote. Timida al limite del patologico fuori dalla performance, chiusa dietro quel viso dolcissimo e quegli occhi che scioglierebbero ghiacciai, esplode di carisma e talento appena parte la musica. Vola, come Willy che insegue Beep Beep e “precipita” quando si accorge che la musica è finita come lui quando guarda in basso e scopre che non ha più il terreno sotto i piedi. Quando Giulia e Willy si incontreranno – ieri lo abbiamo visto, probabilmente, quando ha inforcato la giacca di Sangiovanni, che lui le ha regalato dopo averla usata nel primo serale, corto circuito emotivo niente male – si giocherà, ad Amici 2021, solo per il secondo posto.

Rudy Zerbi voto: 9 Piaccia o no, rimane un elemento fondante e fondamentale di Amici, l’unico probabilmente che da anni sa unire competenza, furbizia nella messa in scena di sé, carisma televisivo e necessità della competizione. Gioca per sé – e infatti ormai è un personaggio, di quelli che li chiami col nomecognome tutto d’un fiato – ma non dimentica mai dov’è e che la competizione va alimentata, coccolata, a volte destrutturata. Ci mette l’ironia che serve, spara le bordate giuste al momento giusto, provoca con classe – vedi la sfida Deddy-Raffaele in cui bara e gli riesce, poi incassa lo stesso stratagemma usato dalla Cuccarini, mentre la Celentano impazzisce – e forse bullizza un po’ troppo Arisa, ma siamo sinceri, chi non ne approfitterebbe? Anche quando è pedante, lo fa per un motivo. Perché un voto così alto? Provate voi a uscire indenni avendo come compagna di squadra Alessandra Celentano.

Sangiovanni voto: 8
Ha 18 anni. E se li mangia tutti, gli avversari, soprattutto i maschi. Da Tancrooner a Raffaelezioso, passando per tutti gli altri che sembrano essere stati cresciuti in cattività dentro un piano-bar (Deddy escluso, però terribilmente discontinuo), nessuno sembra stare dietro questo ragazzo che non a caso ha già rubato occhio e orecchio a Dardust e Caterina Caselli. E dire che prova ad autosabotarsi con il look, dalla giacca lisergica usata per Lady (dedicata a Giulia, sì lo ammetto li guardo ogni tanto durante la striscia quotidiana e inteneriscono persino il cuore di uno cinico e baro come me). Singoli solidi e d’impatto, capacità di reinterpretare i classici pop, ottima scrittura. Il Liceo Don Giuseppe Fogazzaro di Vicenza conferma la sua fama positiva persino tra trap e rap, visto che l’ha frequentato lui ma pure Madame (che infatti lo “spinge” sui social). Quando saprà scegliere copricapi – l’ultimo è una citazione di San Giovanni decollato? – e nomi d’arte, non lo fermerà più nessuno.

Lorella Cuccarini voto: 7
Le squadre per ora funzionano poco nell’economia del gioco. Il motivo sono anche i professori. Anna Pettinelli è la Celentano che non ha il coraggio di esserlo, Veronica Peparini non è fatta per la tv, di Zerbi abbiamo detto, di Celentano e Rosalba Pippa parliamo più sotto. Solo Lorella sembra poterci dare qualche gioia: è entrata subito nell’agone, forte anche dell’addio traumatico alla Rai aveva energia da scaricare, ha capito subito dinamiche di gioco e i trucchi del format. Non si è fatta metter paura dall’ambiente piuttosto caldo che la De Filippi, con la sua serafica ferocia, aizza con ruvido garbo, sguazzandoci. In fondo lei ha fatto un anno con Matano, ha fatto il Vietnam, può aver paura di Amici? Ogni tanto strabuzza gli occhi che pare Totò Schillaci, un paio di volte rimette in riga la Celentano, difende i suoi senza blandirli. Certo, con un’Arisa così al fianco è dura per lei, alla lunga, resistere. Ma venderà cara la pelle.

Maria De Filippi voto: 6
Ascolti ottimi, quindi come sempre ha ragione lei. Ma va ricordato che fortuna e strategia c’entrano: la prima puntata del serale ha goduto della combinazione coprifuoco più rinvio di Inter-Sassuolo per Covid (e la Rai rimandava in onda, sia pur con ottimi risultati, In arte Nino, nessuna volontà di controprogrammazione quindi), questa seconda cade addirittura durante la sosta del campionato per le nazionali. Numeri assicurati, ma Maria sembra essersi adagiata troppo, si limita a cambiare le regole, poi si attacca alle solite coperte di Linus: le liti della Celentano (suo il picco il 20 marzo), le provocazioni di Zerbi, gli amori che sbocciano e che fanno reality ma niente sesso siamo un talent, Pio e Amedeo (ma come figlia mia, sei celebre per non ridere mai e poi lo fai alle loro battute?). Maria, rimani la migliore, ma sei più abitudinaria di un allenatore di calcio scaramantico.

Regolamento voto: 5
Il regolamento di Amici cambia con la frequenza dei colori delle nostre regioni di questi tempi. E il grado di comprensione del pubblico a casa di squadre, punteggi, eliminazioni immediate per lei e ritardanti per lui, professori che si lanciano guanti di sfide, comparate e altre amenità è lo stesso del cittadino italiano di fronte ai DPCM. C’è tutto, le buste – la uno, la due e la treeee -, la regola del chi vince decide, mancano solo quella dei “tre angoli, è rigore” e tana libera tutti. I difetti sono sempre gli stessi, impossibili da risolvere: tra i concorrenti c’è chi non vedi mai e altri, come Sangiovanni, che a un certo punto gli si secca la gola perché l’hanno chiamato a cantare anche i jingle pubblicitari. C’è chi non viene eliminato per settimane solo perché non se lo ricordano (si dice che abbiano trovato in camerino un concorrente del 2004, convinto di essere ancora in gara). Quest’anno hanno scelto il regolamento alla Giochi senza frontiere, tanto che a un certo punto ti aspetti che la concorrente del Belgio si lanci sullo scivolo saponato, quella della Jugoslavia trionfi nel percorso di guerra dei gonfiabili ma alla fine vinca sempre la Germania Ovest. Trois, deux, un… ridatemi Ettore Andenna e nessuno si farà male. Ah il 5 è perché neanche io sono sicuro di aver capito le regole.

Arisa voto: 4
Non è in palla, subisce Zerbi, sembra sempre un passo indietro – a un certo punto del programma Maria De Filippi sembra farle la traduzione consecutiva di quello che si dice in trasmissione, tanto sembra fuori fase -, non ha i tempi e non sfrutta la spalla, sia pur ruvida, che gli offre Rudy per provare a definire il suo personaggio. Non sembra il suo, va sempre più sulla difensiva, finisce per fare la Emma Marrone (a X Factor) dei poveri, ha tempi di reazione imbarazzanti. Dovrebbe invece dare sfogo al suo lato surreale, quasi dadaista, il che renderebbe estremamente interessante la coppia con Lorella Cuccarini, osso duro come la Celentano, ma anche una con un caratterino che potrebbe riservarci sorprese e che ha guizzi niente male. In alcuni momenti avremmo scommesso in reazioni inconsulte delle due, le vedremmo bene vestite da drughi di Arancia Meccanica.

Alessandra Celentano voto: 3
Allora, senza di lei forse Amici, così com’è, non esisterebbe, le va riconosciuto. Lei è un po’ quello che il Signor No (il mitico Ludovico Peregrini, quanto mi manca) era per Mike Bongiorno. Il problema è che in diretta ha il suo stesso grado di imprevedibilità. Rosicate isteriche, incapacità di stare al gioco, un disco rotto nell’attaccare sempre le stesse concorrenti (tutte donne, strano), le stesse battute sulla danza vera e l’odio per chi non ha una preparazione classica che durano da anni. La sua rabbia è crudele e spesso grottesca. Rudy Zerbi in squadra poteva farle solo bene, ma lei è così affezionata al suo personaggio che non coglie l’occasione. Se proprio deve continuare, qualcuno le dia un autore che le scriva i dialoghi. I suoi sono pessimi.

Pio e Amedeo voto: 2
Intendiamoci, Pio e Amedeo hanno fatto anche cose buone. La dieta di Amedeo, per esempio, è riuscita benissimo. Sta un fiore. Peccato che come Sansone con i chili in più ha perso anche la sua inesauribile verve comica. Ah, vero, non ce l’aveva neanche prima. Meglio così. Oggi va meglio della scorsa settimana, dove i due si erano prodotti nel loro cavallo di battaglia: puntare un giudice, un ospite internazionale, uno di passaggio e insultarlo pesantemente dicendo che è comicità. Sì quella roba che voi ed io abbiamo smesso di fare alle elementari e di cui ancora ci vergogniamo, loro lo fanno il sabato sera su un canale nazionale. Se già questo vi sembra geniale, pensate che la settimana dopo, in piena stipsi creativa, sfangano l’onorario facendo le vittime perché il mondo non ama il politicamente scorretto. Complimenti alla gran classe di Stefano De Martino, a cui 8 giorni fa “rinfacciavano” la vita privata della ex Belen con toni che i peti dei cinepanettoni in confronto sono sketch di Buster Keaton: sabato scorso sorrideva teso ma senza reagire e ieri ha detto solo “sono contro la censura dei comici”. Troppo buono, Ste. A chiamarli comici, intendo. La chiuderei qui perché un altro cavallo di battaglia di uno dei due, Amedeo, è venire a insultarmi su Facebook dopo le pagelle: a volte si porta anche collaboratori, i parenti di questi ultimi e qualche fan per dargli man forte. Dopo battute bruttine (ma migliori di quelle dette in diretta, va detto) di solito mi rinfaccia il suo conto in banca e i picchi di share, poi mi dà del fallito. Convinto anche lì di far ridere. Anche lì, drammaticamente, non cambia mai copione, ritmi, battute. Da anni. A proposito, una bella l’hanno fatta ieri sera (ecco, il motivo del voto alto rispetto al solito). “Quando si ride si diventa tutti più belli”. Eh, quando si ride, però.

I cantanti voto: 1 Oltre a Sangiovanni, ce ne sono un paio appena sufficienti (Deddy e forse Enula, ragazzi miei ma chi vi dà i nomi d’arte, quelli che scelgono i nomi delle pandemie?). Il panorama canoro di questa edizione è avvilente, alla consueta assenza di carisma (la chiameremo la sindrome Dennis Fantina) si aggiunge una drammatica carenza di talento. Ma così tanto che senti la struggente nostalgia dell’autotune. Vero è che il giudice di “categoria” è Stash, che nel frattempo si sta trasformando in un Gianni Sperti rasato. Non parliamo dei giudici, mi sono trovato troppo spesso d’accordo con Emanuele Filiberto e mi sento sporco. I Savoia sono così, approfittano della mediocrità del nostro popolo da secoli.