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Amici 20, le pagelle del quinto serale: nessuno si salva da Arisa

Il meglio della puntata è tutto nei dieci minuti di sfida tra Sangiovanni e Giulia Stabile. Maria e Loredana Berté sotto tono, Celentano e Zerbi un po’ pigri. Il programma, però, è tutto sulle loro spalle

Foto via Amici

Olivia Prolli voto: 10

Otto anni, un sorriso timido e meraviglioso. Già una professionista straordinaria la figlia di Veronica Peparini, che tiene testa a Giulia – praticamente come se uno dei pulcini del Milan non sfigurasse in campo con Ibra – e si prende uno degli applausi più belli e lunghi di Amici. Meritatissimo. Ci hai fatto piangere, ragazzina, con la tua gioia di danzare, la voglia di stare in scena con leggerezza e impegno, la capacità di meravigliarci in una trasmissione che troppo spesso si trascina stanca (anche per colpa di un regolamento che ieri ha fatto cantare Deddy e Raffaele più volte di Toto Cutugno a Sanremo o nell’ex Unione Sovietica). Grazie.

Giulia Stabile voto: 9

Pensi che sia arrivata la serata in cui perderà. Contro Sangiovanni, ci sta pure, è quasi dolce. Poi lui tira fuori un Bobby Solo ripensato e corretto, con tanto di un minuto di dichiarazione d’amore per lei, che ride, arrossisce, stringe le mani, sembra andare in palla. E pensi che lui sia molto innamorato o un genio del male, perché l’unico modo per batterla, questa ragazza, è distrarla. Poi si prende lo studio, gli spettatori, si accende lei e si spegne tutto il resto. Veronica Peperini le dà una mano consegnandole una compagna di ballo speciale, la figlia Olivia, e lei balla una poesia. Ha la capacità, questa ragazza, di tirarti fisicamente dentro la sua performance, stringi i pugni, ti si inumidiscono gli occhi, ti eccita nel senso più nobile e alto del termine. Non è lei che va a tempo con la musica, ma il contrario, non è lei a occupare lo spazio, ma quest’ultimo ad adattarsi a lei. Così si vince una sfida già persa: con l’inconsapevolezza di essere straordinaria. Ah, pochi minuti prima aveva ballato con Samuele. In teoria per aiutarlo, di fatto l’ha oscurato (ma si confermano una coppia perfetta sulle punte), senza far nulla perché ciò che accadesse. Giulia Stabile è l’incarnazione della frase del danzatore e coreografo Merce Cunningham: ”la danza non è un’arte per avere successo. Ma un dono per dare agli altri un’emozione”. Lei lo fa, chiudendo i dieci minuti più belli di questo serale.

Sangiovanni voto: 8

Quando canta Una lacrima sul viso e con quei versi piega tempi, spazio, ritmica e metrica, come gli piace e vuole, fa diventare viola la sua Giulia, con una serenata mitragliata di parole e note, urlata con quella voce che non si spezza mai, che tiene anche quando sembra in bilico. Diciotto anni e ha una consapevolezza nella scrittura e nell’esecuzione che fa quasi paura, persino nel gestire la sua emotività, la sua storia in un duello con il suo (primo?) amore. Ormai è quasi noioso sottolineare che questo ragazzo ne farà di strada. Soprattutto se capirà di dover fare un po’ di gavetta, magari dando i suoi testi ad altri per un po’. Poi diciamolo, è pure bono.

Alessandro Cavallo voto: 7

Come quando interpreta James Bond a modo suo, il suo understatement a volte te lo fa sottovalutare. Invece l’ironia, la creatività, il carisma con cui ha trovato una sua cifra stilistica e tecnica e drammaturgica è una delle cose più interessanti di questa edizione. Forse non è il più bravo, il più talentuoso, il più preparato. Ma importa poco, perché mentre si muove racconta sempre una storia, ti strappa un sorriso. In una trasmissione che fa del conformismo una malattia contagiosa, lui sta lì sempre inconfondibile e a suo modo irresistibile. Mostrandosi quando serve buffo, magari comico, mai ridicolo. E poi non balla quasi mai a torso nudo e questo fa sì che noi che abbiamo fisici da lanciatori di coriandoli e sollevatori di polemiche possiamo apprezzarlo e non siamo costretti a trovarlo antipatico.

Celentano/Zerbi voto: 6

Meravigliosi nel duetto nello sketch-sfida che doveva fare da riempitivo (nulla in confronto ai filmati di repertorio però), entusiasmanti nei siparietti in cui si complimentano l’uno della perfidia dell’altro (“il mondo della musica sa”), ma non convincono le loro strategie e ancor meno la tendenza a personalizzare e polarizzare la trasmissione su Cuccarini e Arisa. Insomma, bravi ma non si impegnano. E contando che il programma è sulle loro spalle, devono fare in fretta.
P.S.: sì, ieri ho riso alle battute di Alessandra Celentano. Forse sto solo diventando cattivo, con la vecchiaia.

Loredana Berté voto: 5

Va ad Amici, canta all’una e fa il compitino (era stata già in trasmissione come giudice) condito da un discorso paraculo sul fatto che è più emozionante cantare qui che a Sanremo davanti alle sedie vuote. Risultato? Li fa ballare tutti, tutti. Pure quando non gli va. Pure quando non canta. Si permette poi di alzare l’asta del microfono per denunciare il playback e salutando lo dice anche ai più duri di comprendonio “le promozioni si devono fare in playback, non voglio prendere in giro nessuno”. E allora, te lo dico da figlio di Loredana, perché andarci? Ma va bene, la divina può fare ciò che vuole. Però, se non rovescia il tavolo lei, chi?

Maria De Filippi voto: 4

Non sembra l’edizione migliore di Amici, va detto: cast di concorrenti deludente sia a livello di personalità televisiva che di talenti reali, giudici che sono penalizzati dal format – e alla fine sono sempre quelli storici a salvare la baracca –, lei che non è in formissima (il momento con Raoul Bova un capolavoro di indolenza catodica) e che forse avrebbe bisogno di uno scossone per andare oltre la sua comfort zone. Però l’aurea mediocrità di sabato sera tutti uguali, lei che non reagisce alla Berté che le “rinfaccia” il playback, fa tutto molta impressione.

Raffaele voto: 3

Zerbi nel suo numero da Perla Blu in cui si fa battere con la Celentano dalle Cuccarisa, lo mette in locandina, perfidamente, al pianobar (sì, ora arrabbiatevi e dite pure che chi lo fa è un grande professionista, ma qui non stiamo insultando loro ma sottolineando come ci sia palco e palco). Noi per una puntata ci abbiamo pure creduto che potesse andare altrove, invece è “solo” un campione di karaoke, uno che forse potrebbe persino piazzarsi bene in una serata di Italia’s got talent, uno che Modugno lo mima cantandolo senza il cuore necessario. Ecco, a questo ragazzo manca la sporcatura di una nota forzata per passione ed emozione, la capacità di indossare una canzone e non solo di eseguirla. E ha pure come zavorra Arisa che più lo incensa, più di fatto ne evidenzia i limiti. Oltre al fatto che ogni volta che lei parla bene di qualcuno, tu senti subito l’impulso selvaggio esiliarlo in un altro paese. Anzi, continente. Però va detto che non era male l’idea di distrarci diventando il cosmopavone.

Martina Miliddi voto: 2

Sembra sparare sulla croce rossa, un voto così la sera dell’eliminazione. Ma è un miracolo che esca al quinto serale, deve ringraziare Alessandra Celentano che attaccandola con inutile ferocia – inutile, perché bastava aspettare – le ha dato un risalto enorme e fatto sì che chi giudicasse finisse per prenderla in simpatia. Ieri Deddy ha fatto di tutto perché lei sfiorasse di nuovo l’impresa (compreso un Brunori Sas cantato maluccio e tante, troppe prove in una sola puntata), per fortuna si è ragionato di prospettiva e lo hanno salvato. Lui sapeva di aver fatto danni – ha salutato i compagni ringraziandoli di quanto datogli in questi mesi –, lei ci ha sperato fino all’ultimo. Beata mancanza di autocritica. Ha mostrato, Martina, che Lorella Cuccarini al suo primo anno di Amici ha subito assunto un peso specifico forte, riuscendo a imporre in trasmissione e persino agli occhi dei giudici una concorrente mediocre, persino nella sua specialità. Quindi perfetta per diventare una ballerina televisiva.

Arisa voto: 1

Precipita senza sosta. Ogni puntata è peggiore della precedente, è sempre più fuori fuoco e questo nonostante il tentativo suicida d’aiuto che spesso le lancia Rudy Zerbi (che va appannandosi proprio perché nessuno riuscirebbe a tener testa al surreale imbarazzo che crea ogni volta la cantante in studio). Esiste sicuramente una parola tedesca che indica il senso profondo di disagio che si prova quando Rosalba Pippa parla, risponde a una battuta, cerca di far vincere un suo allievo riuscendo esattamente nel risultato opposto. Neanche Matteo Salvini quando annuncia il tifo per un nostro campione sportivo sui social è così chirurgico nel decretarne la sconfitta.