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Amici 18, le pagelle della sesta puntata: Ricky for president

Ranieri che canta "Perdere l'amore", Al Bano che gli dedica "Happy Birthday", Vincenzo che tiene botta contro Rafael, ma il migliore rimane lui: Ricky Martin

Massimo Ranieri voto: 10
Perdere l’amore e, come sempre, non esiste più nulla. Ti dimentichi cosa stai guardando, chi c’è sul palco, lui oscura tutto e tutti, tranne Alberto, che con il grande Massimo si scioglie (e forse fa uno scatto in avanti, oggi merita un voto molto alto: ottimo anche in The final countdown, quella voce deve liberarla, se lo merita). Ranieri ruba l’occhio, l’orecchio, ma è lì per duettare con un concorrente e arriva a valorizzarlo tenendogli persino il tempo, scaldandogli il pubblico, lasciandogli i pezzi di quel capolavoro di canzone più adatti a lui e tenendo per sé quelli più complessi. Quando Maria gli toglie la parola a causa della pubblicità vorresti entrare nel televisore e farli rimanere in diretta. Per sempre. E il giorno che capiremo quanto sia rock Perdere l’amore sarà sempre troppo tardi.

Pio e Amedeo voto: 9
Stanlio e Ollio, chi erano costoro? Pio e Amedeo si confermano straordinari, raffinati, pieni di talento, sottili come lame nelle loro battute cesellate da un lavoro indefesso sui ritmi comici. Dispiace che Benigni e Troisi abbiano già fatto Non ci resta che piangere perché altrimenti con Pio e Amedeo sarebbe stato da Oscar. E la scrittura, ne vogliamo parlare? Frutto delle menti brillanti di due autori, uno dei quali è persino ingegnere biomedico. Il pezzo su Grignani di…vino che esce solo in vin…ile è epocale. Quello su Viagra e Magalli (ma perché Amedeo lo odia tanto? Lo usa spesso come termine di paragone negativo) è degno dei fratelli Marx.

Chiedo scusa per questa pagella, ma non posso più dar loro voti bassi: sono stato bullizzato e insultato sui social da Amedeo Grieco e poi da uno dei suoi autori corso in suo aiuto, poverino, che s’adda fa pe campà. Anche Rolling Stone hanno ingiuriato, definendolo giornaletto, ma a me è andata peggio, da “fallito” a “ridicolo” passando per una lezione su come fare il padre, la definizione “cazzaro da 3 lire” e “critico da 4 soldi” (eh, l’inflazione), però ha detto che “ai ragazzi come me”, chissà che intendeva dire, vuole bene. Mi ha dato del perdente, ma se i vincenti sono come lui, quello è un gran complimento.

Poi ha tirato fuori radical chic e Hitler e non sono più riuscito a seguirlo.
Va tutto bene, non sono i primi e di sicuro neanche i più importanti o violenti a insultarmi per ciò che scrivo. E dice la sorella dell’autore che devo ringraziarli che non mi hanno linciato sulla loro di bacheca. Mi ha fatto molto sorridere la loro puerile reazione, la loro totale inconsapevolezza di sé, l’assenza di senso del ridicolo che però, almeno sulla mia bacheca Facebook, li rendeva divertenti. Poi, però, il signor Grieco ha sostenuto – pure lì con battuta non originale, me l’avevano già rivolta contro, sempre per una stroncatura su RS, i The Pills che in confronto a Pio e Amedeo sono The Three Stooges – che dalle mie pagelle e dalla stroncatura del suo lavoro potesse evincersi che la mia splendida e intelligentissima sorella potesse aver giaciuto con lui, ho pensato che la sua reputazione andasse difesa anche a prezzo della mia dignità professionale, che neanche l’onta del sospetto di un tale orrore potesse sfiorarla. Tania, sorella mia, non permetterò mai che qualcuno pensi di te qualcosa di così atroce. Con affetto, tuo Boris. P.S.: Comunque molto meglio come cantanti che come comici.

Vincenzo Di Primo voto: 8
Dare un voto alto a uno per lodarli tutti. I ballerini di questa edizione sono straordinari, tanto che li si provoca con sfide impossibili (pensate al fatto che li hanno costretti a improvvisare). Tutti, Valentina compresa che perde di nuovo contro Mameli nella sfida di recupero voluta da Loredana Berté a causa del televoto (52% a 48%, grazie pubblico di Amici, il guaio è che il diritto di voto ce l’avete anche per cose più serie). Ma Vincenzo tiene bene botta contro Rafael – tanto talentuoso e rifinito quanto antipatico – e poi gioca con la sua statura interpretando, benissimo, un bambino, costruendo la sua forza sulla sua parte più vulnerabile, dote dei grandi.
Ha una tecnica sopraffina, questo ragazzo, la capacità di essere eccellente in quasi tutti i tipi di danza e una potenza espressiva e interpretativa fuori dal comune. Anche nelle condizioni peggiori.

Giordana Angi voto: 7
Sono due puntate che canta troppo e viene messa sotto pressione. Lei regge bene gli attacchi di Rudy Zerbi e le controproducenti difese di Loredana Berté, continua a piacere a dispetto dei prof, ma gioca troppo con la guardia alzata anche se nelle esecuzioni, difficilissimi, di questa sesta puntata, ha momenti eccezionali. Ora deve tirare fuori quel carattere che ha e scatenare la voce senza rete: piace tanto quando con Tish (ottima stasera) praticamente duetta, perché se due sono brave non possono che onorare il canto e la musica anche se non si sopportano. Bel momento.

Ricky Martin voto: 6
Potrebbe far politica in Italia, tante promesse (impossibili) fa. In una puntata dice a Umberto che merita un palcoscenico mondiale e di fatto gli dice che lo vuole con sé, a Giordana vuole tradurre i testi e renderla famosa in tutta l’America Latina. Lascia intendere che con tutti i suoi lavorerà. Invita persino Maria De Filippi in vacanza a Portorico. Essere Amigos di Ricky non è male, soprattutto quando si sveglia dal torpore – si assenta a lungo dalla trasmissione tanto che a un certo punto pensi sia solo un Alex Britti più elegante – e tratta i ragazzi come fossero rockstar. E’ eccessivo, teatrale, a volte pacchiano. Ma quell’entusiasmo, quella gioia di condividere la sua fama e le sue conoscenze e anche le sue possibilità con questi ragazzi è qualcosa a cui in Italia non siamo abituati. Uno che ha avuto tutto che vuole aiutare i giovani. Praticamente, per noi, un personaggio di fantasia. Un supereroe. E alla fine pur con alcuni momenti grotteschi, esagerati e folli, i due capitani (sì, anche Grigolo, che abbiamo spesso maltrattato), hanno dato una nota di calore e di empatia e ci mancheranno.

Rudy Zerbi voto: 5
Si autoassegna il ruolo di provocatore, ma il problema è che se ti ritagli quella scomoda posizione poi devi esserne all’altezza. Lui non è sempre in forma e tende a fissarsi, come gli accade nella sua battaglia piuttosto velleitaria e ostinata contro Giordana. Si innamora del suo bastiancontrarismo e gli escono castronerie come “il rock non si interpreta”.
Quando non si diverte, lo capisci subito. E non ingrana.

Loredana Berté voto: 4
In confusione. Non sopporta il meccanismo del gioco, le malizie dei professori che stanno lì da una vita, conoscono meccanismi di voto, sensibilità del pubblico e strategie per portare in alto i loro pupilli. Infine si fossilizza nelle sue idiosincrasie giuste (Mameli) e incomprensibili (Vincenzo) e diventa astiosa quando prima era più gioiosamente anarchica. Il gesto nei confronti di Valentina – la porterà in tour come guest e la metterà nel suo prossimo videoclip – è però da 10. Quando parla e agisce col cuore e non con la pancia, ha una marcia in più. Ma capita troppo poco.

Mameli voto: 3
La Berté lo sbugiarda su basi tanto alte da essere un playback mascherato, lui reagisce male anche perché in questa puntata gli fanno scontare tutta insieme l’ingiustizia di averlo ancora in gara. E’ un Biondo con la voce nasale e con inediti più brutti. Così brutti che ti rimangono in testa come i jingle non sense delle radio sportive private. Il voto è di stima e di incoraggiamento rispetto a quello che meriterebbe perché ormai la persecuzione della Berté sa di stalking e in questa puntata ci si mette pure Alberto a puntarlo, costringendolo a tenere la giacca rossa.
Però non prendiamocela con lui: in un paese in cui Di Maio diventa ministro del Lavoro, in cui Biondo conquista Emma Muscat e fa centinaia di migliaia di visualizzazioni, in cui Pio e Amedeo passano per grandi comici, lui è pienamente in media. In fondo da ben prima di lui la mediocrità è il modo migliore per farsi voler bene da chi ti guarda: è rassicurante, molti ci si identificano e fa credere a tutti che tutto è possibile, anche per chi non se lo merita. L’italian dream.

Alessandra Celentano voto: 2
Non credevamo di poterlo dire, ma era molto meglio quand’era un’Erinni furiosa che non risparmiava nessuno se non i suoi rari pupilli. Persino con Umberto non ci va giù pesante – anche se lui ci piange comunque -, alle sollecitazioni di Zerbi e De Filippi su pareri più decisi si trincera dietro risposte democristiane, sta diventando stucchevole il suo voler rimanere in disparte, il non mordere, sembra quasi voler far rimpiangere la prof più odiata della storia di Amici. Ora ha più carisma Stash. Che finaccia.

Al Bano voto: 1
Quando canta happy birthday a Massimo Ranieri, con quel birignao tenorile, vorresti sotterrarti. Quando vedi che lo canta con il trasporto con cui Spalletti parla di Icardi, ti chiedi che bisogno c’era di farlo tornare una seconda volta ad Amici. Però Giordana è un’ottima Romina.

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