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Sia non è più quella di una volta?

È uscito 'Together', un singolo tratto dal nuovo disco-film della cantante. Oramai Sia pubblica solo pezzi passabili, ma dalla donna che ha sovvertito le regole della discografia ci aspettiamo di più

Sia. Foto di Stuart C. Wilson/Getty Images

Venerdì è uscito Together, un nuovo brano di Sia. Un nuovo singolo, sì, ma anche la prima mattonella di un progetto che sarà più grande di un ‘semplice’ disco. Un film intero chiamato Music in cui reciteranno Kate Hudson, Leslie Odom Jr. e la ballerina-non-più-bambina dei suoi video Maddie Ziegler. Sia dirigerà il lungometraggio e firmerà i 10 brani della colonna sonora.



Un progetto ambizioso, rischioso – non facciamo la lista dei cantanti che si sono dati al cinema e alle colonne sonore perché forse è meglio di no – e che vedremo nonostante la prima traccia, Together appunto, non è che faccia venire poi una gran voglia. Lo aggiungiamo alla playlist ‘brani ok di Sia’, insieme a molti altri usciti recentemente.

Siamo lontani dal 2014 e da 1000 Forms of Fear, album grazie al quale il mondo si è accorto della cantautrice, dopo anni di successi minori, featuring e tanti esperimenti (la ricordiamo come vocalist nel progetto Zero 7, ma pure nei singoli di David Guetta). Un’ascesa che aveva sovvertito le regole della discografia, delle cantanti che devono essere sempre e comunque giovani e sexy, dimostrando che se hai delle canzoni così bastano quelle. Chandelier, Elastic Heart, Big Girls Cry, per citarne tre. Roba che in totale ha più di due miliardi di visualizzazioni. Poi la sua storia personale, il racconto degli anni passati tra depressione e alcol, la rinascita, il successo come solista insieme alla scelta di non farsi vedere in viso «così posso mandare degli attori a fare promozione e posso starmene a casa, seduta sul divano, a scrivere canzoni insieme ai miei cani». Una storia diversa, quasi un film.

Nei sei anni che ci separano da quel disco di roba ne è uscita tanta, pure troppa. This is Acting, nel 2016, era dichiaratamente una raccolta di brani scritti per altri artisti ma che poi gli altri artisti non hanno cantato. Già di per sé non la migliore delle presentazioni, ma non importa.

Poi il disco con con Labrinth e Diplo, (insieme erano gli LSD), nel 2018. Poi un disco di Natale e una serie di canzoni fuori dagli album, tra featuring (BTS, Zayn, 88-Keys, ancora David Guetta) e colonne sonore di film tipo My Little Pony (sì, proprio la nuova versione del cartone animato che davano su Italia 1), Dolittle (sì, proprio il rifacimento del classicone per famiglie con Eddie Murphy), Lion (sì, proprio il remake del film della Disney. No, non è vero. A far casino da quelle parti ci ha pensato Beyoncé). E poi ancora 50 sfumature, Wonder Woman, A Wrinkle in Time. Tutte tracce che, se le ascoltate, vi faranno capire come siamo arrivati a Together. Tutto ‘ok’, dicevamo, ma l’impressione è quella di essere lontani non solo a livello temporale dal 2014 e da quel disco così perfetto. Un po’ come se, dopo aver messo a punto la ricetta della canzone ‘giusta’, la cantautrice abbia smesso di stupire. L’effetto con Together è proprio questo: lanciata in pompa magna come primo singolo di un nuovo progetto, sembra tutto tranne che materiale nuovo.

Per una abituata a scrivere decine di canzoni per gli altri, ricordiamo che è lei la penna che ha firmato brani come Diamonds di Rihanna, Pretty Hurts di Beyoncé, You Lost Me di Christina Aguilera, ma anche roba per Katy Perry, Kylie Minogue, Carly Rae Japsen, forse diventa pure normale a un certo punto.

Da fuori resta l’impressione che Sia non abbia detto di no a nulla, sfornando canzoni su canzoni per lei, per i featuring, per il cinema, perdendone inevitabilmente in originalità. A oggi, i progetti preferiti della Queen Of Songwriting, come molti l’hanno definita, sembrano essere proprio quelli tipo Together, dove cori di bambini riecheggiano tra arcobaleni, fiori parlanti, uccellini che sono nostri amici e torte di sorrisi. Che di base non c’è niente di male, eh. Solo che ci aveva abituato un po’ meglio.

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