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Sfera Ebbasta, Salmo e Måneskin: tutte le sorprese della classifica musicale del 2018

È uscita il rapporto Fimi sulla musica che abbiamo ascoltato negli ultimi 12 mesi. Con non poche sorprese

Salmo

Foto di Stefan Giftthaler. Styling: Francesca Piovano

La classifica Fimi è un po’ come la prova del nove dell’anno che è stato della musica. Solo per gli addetti ai lavori, interessa a pochi, dicono, ma alla fine riserva sempre delle sorprese per cui può finire in rissa qualsiasi piacevole discussione. Quest’anno ha sancito il successo di Sfera Ebbasta, Irama e Laura Pausini, nelle prime tre posizioni degli album più venduti/ascoltati (sì, contano gli streaming, ma no, non tutti. La metodologia è spiegata bene qui) e ha confermato i tormentoni di Takagi & Ketra con Giusy Ferreri, Ed Sheeran – che vive ancora di rendita di Divide del 2017 – e dei soliti Sfera, J-Ax e Fedez e compagnia.

Abbiamo cercato, senza azzuffarci, di fare due considerazioni su quello che è stato l’anno 2018 in musica. Sottolineando alcuni aspetti che ci hanno spiazzato (ma neanche troppo, in realtà).

Lo strapotere di Salmo e Måneskin

Al quarto e quinto posto della classifica ci sono Playlist e Il Ballo della vita. Pur essendo album totalmente distanti tra di loro, i due hanno una caratteristica comune: con meno di tre mesi di vita (il disco dei Måneskin è uscito a fine ottobre, quello di Salmo a inizio novembre), sono riusciti a scalare le classifiche, arrivando parecchio in alto. Si confermano come due casi unici nel panorama italiano, probabilmente i due nomi più forti attualmente in circolazione a livello di presa sul pubblico. Forti anche di un marketing, c’è da sottolinearlo e lungi da noi vederlo come un difetto, che ha funzionato sotto tutti gli aspetti.

I vinili piacciono solo ai vecchi (e ai rapper)

Guardando la classifica di vinili, è impressionante vedere come la crescita esponenziale del formato, la seconda vita di cui tutti parlano, l’hipsteria che esiste e resiste attorno ai 180 grammi in Italia abbia attecchito poco. Ci sarebbe da addormentarsi vedendo nelle prime posizioni nomi a dir poco consolidati come Pink Floyd (al numero uno c’è The Dark Side of The Moon, al suo 45esimo anno di vita), Nirvana, Guns ‘N Roses, Queen… E invece, al terzo posto, svetta Enemy, il disco capolavoro di Noyz Narcos. Poco più sotto, appena fuori dalla Top 10, Sfera Ebbasta. C’è speranza per il vinile, ma soprattutto per l’hip hop.

C’è chi ascolta e chi va ai concerti

Diciamocelo chiaro (e meriterebbe un’analisi completa), in tanti ci stupiamo quando vengono annunciati maxi concerti da parte di nomi più o meno sconosciuti al grande pubblico. E ci stupiamo anche di vedere continui sold out da parte di tutti, letteralmente tutti. Ma c’è una sorpresa ancora più grande: artisti che fanno numeri veri in ogni angolo di Italia, con doppie date, non vengono in fondo così ascoltati. Cosmo, che sta per concludere un tour della penisola intera con una maxi data al Mediolanum Forum di Assago, ben avviata verso il sold-out, non è neanche nei primi 100 album (e neanche nei singoli). Anche Calcutta, pure lui ottimamente piazzato in termini di vendite live, è 36esimo. Andando all’estero, Eminem – che ha registrato quasi 80mila spettatori all’Expo di Milano – è 65esimo in classifica. In proporzione, Capo Plaza, che ha raggiunto un clamoroso sesto posto con il suo disco d’esordio, il giorno di Eminem a Milano si esibiva all’Arenile di Napoli.

Solo musica italiana

Non è evidente alla prima occhiata, ma ci sono soltanto sei stranieri nelle prime 50 posizioni. Il primo ad apparire è Ed Sheeran con Divide (tra l’altro, uscito due anni fa), poi gli Imagine Dragons alla 32esima e alla 37esima il compianto XxxTentacion. Il 2017 era stato dominato dallo stesso Sheeran – con lo stesso disco – mentre nel 2016 nella Top 10 c’erano i Coldplay e poco più sotto Adele e David Bowie. Che quello italiano fosse un sistema in salute era evidente a tutti. Questa è una grande dimostrazione.

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