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Se il sindaco di Nocera vieta il punk, andiamo a ballare la sperimentale

L’amministrazione ha disposto il “divieto assoluto di trasmettere musica del tipo ‘house’, ‘punk’, ‘hard rock’ e similari” durante il periodo natalizio. Un’ordinanza surreale a cui dobbiamo rispondere: balliamo musica inclassificabile, mischiamo le culture, rendiamoci introvabili, immultabili

Foto IPA

Fino al 07/01/2019, per garantire la quiete cittadina e tutelare la sicurezza e la incolumità pubblica, è vietata qualsiasi emissione sonora in luogo pubblico o aperto al pubblico da parte di pubblici esercizi, se non preventivamente autorizzati, se non con commissioni sonore tollerabili e tipologia di musica consona all’evento natalizio con divieto assoluto della musica del tipo ‘house’, ‘punk’, ‘hard rock’ e similari, e contenute entro i limiti di legge.

Noi eravamo distratti tra un brindisi e un pandoro. Tra un pranzo coi parenti e una cena coi parenti e una merenda coi parenti. È lì, in quel momento, è apparso il genio. Nascosto tra un dolcino e un regalino, il sindaco di Nocera Inferiore ha fatto approvare un’ordinanza in cui, di fatto, ha VIETATO la musica del tipo house, punk, hard rock e similari fin dopo la festa della befana. Rap e trap son stati ‘salvati’ dalla censura (sarà per i loro celebri testi cattolici e natalizi?), ma che ne pensiamo dunque del metal? Il flamenco pop di Rosalia sì? Possiamo stare tranquilli e ballare Lorenzo Senni che non ha la cassa da drogati? O ci multeranno? Perché sì, le multe ci sono e sono belle salate, da 516 a 5164 euro.

Diamo un nome a questo: censura fascista. Oltre ad una assoluta mancanza di cultura e storiografia musicale, questa ordinanza sottintende qualcosa di pericolosissimo, ovvero che alcuni genere musicali non garantiscano la sicurezza e l’incolumità pubblica. Un’accusa, nonché un precedente, pericolosissimi. Come non è stato Marilyn Manson a causare la strage di Columbine, non saranno l’house, il punk, l’hard rock a mettere a repentaglio la sicurezza di una cittadina campana. Benvenuti nel presente, benvenuti nell’era del proibire, punire, imporre.

Proibire.
Punire.
Imporre.

Depravati, criminali, pericolosi! Ecco il pubblico dei club e delle sale concerti. Sono loro, sporchi e minacciosi, pronti ad aggredire i cristianissimi amanti del sacro Natale. Sono loro i nostri nemici, sono loro i grinch.

Questo provvedimento, in sé, è una scelta repressiva. Parliamo di repressione culturale: la musica è arte e cultura. Cosa vogliono da noi? Una sola musica, una sola cultura, una sola scelta. Imponiamo il Natale. Imponiamo il cattolicesimo in uno stato laico. Imponiamo una cultura unica, davvero questo non vi ricorda il fascismo?, senza possibilità di liberare le nostre scelte personali, culturali, religiose, o solamente, umane. Noi non siamo e – mai saremo – un esercito di burattini lobotomizzati, di yes men per giunte ignoranti e ignobili. Dei bigotti del cazzo. Solo una società ignorante può permettere la censura, l’appiattimento e la generalizzazione culturale. Celebriamo una festività cristiana omaggiandone il principio fondante: la paura del prossimo.

Che per noi sia l’inizio di una nuova era.
Che per noi che vogliamo divertirci, che amiamo la musica, la comunità, lo scambio umano, l’arte, sia la miccia per contrattaccare. Iniziamo ad occupare. Diamo il via ad attività clandestine traboccanti d’amore. Organizziamo feste nei vuoti legislativi. Andiamo a Nocera e balliamo musica sperimentale, inclassificabile, senza batterie. Droghiamoci di tutte le legalità al limite della legalità. Suoniamo musica futuristica, tiriamo su party in luoghi sconosciuti, scopriamo nuove droghe naturali che dovranno proibirci dopo lotte di piazza. Non facciamoci fottere. Diventiamo propositivi, mischiamo le culture, rendiamoci introvabili, inclassificabili, immultabili. Pianifichiamo rave nei parcheggi con gli impianti delle nostre automobili, invadiamo i garage e le cantine. Creiamo una geografia carbonara della libertà. Perché, sì, loro sono troppo ignoranti per proibirci ciò di cui non sono ancora a conoscenza. Approfittiamone per inventare un futuro. Brillantissimo.

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