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Sanremo 2019, i duetti che faranno tremare l’Ariston

I diabolici Morgan e Achille Lauro, il ritorno di Manuel Agnelli con Daniele Silvestri e lo squadrone indie Brunori-Zen Circus. Non c'è pace per le signore delle prime file, minacciate anche da Guè e Calibro 35

Foto di Elena Aquila/Pacific Press/Alamy Live News

Il 69° Festival di Sanremo è ormai entrato nel vivo, con l’edizione probabilmente più anomala mai passata dal palco dell’Ariston. Dimenticati i giorni del dominio incontrastato di Jalisse, Annalisa Minetti o della tortura Turuturu messa in musica da Francesco e Giada, la kermesse che sembra essersi finalmente inchinata al tempo e all’inevitabile metamorfosi del mercato discografico. Rapper come non mai, addirittura cantautori ‘indie’: la rivoluzione baglioniana continua dopo la vecchia che balla ostentata la scorsa edizione dai vincitori morali dello Stato Sociale.

Certamente, non mancano gli Amici, incredibilmente mosche bianche in mezzo a Ex-Otago, Motta, Zen Circus, il mai domo Daniele Silvestri; e ancora BoomDaBash, Ghemon o Achille Lauro, mazzata definitiva di Baglioni sull’accademia sanremese e i grandi inquisitori che censurarono Dalla prima dell’esibizione con Gesùbambino , poi editata nella meno sacrilega 4/3/1943.

Ma Claudio non si è limitato ai nomi in gara, raddoppiando la posta con gli ospiti per i duetti. Qualche nome per le signore luccicanti delle prime file: ovviamente altri Amici, le rassicuranti ribelli Irene Grandi e Noemi (rispettivamente con Bertè e Irama), il ritorno di Syria convocata da Anna Tatangelo, e i gemelli del goal Ermal Meta e Fabrizio Moro tristemente splittati tra Cristicchi e Ultimo. Attenzione a Tony Hadley – per qualche oscura ragione in coppia con i Kataklò per Arisa e la sua Mi sento bene – e Shade/Federica Carta che calano l’asso Cristina D’Avena.

Alla voce di Dolce Candy risponde proprio Achille Lauro che, bilanciando la lotta tra bene e male, chiama il mefistofelico Morgan, ormai assolto dopo la squalifica per doping di qualche anno fa. Altro ritorno inaspettato quello di Manuel Agnelli, in coppia con Silvestri, lo stesso vale – seppur per altre ragioni – con i Sottotono, di nuovo sull’Ariston a diciott’anni dall’omaggio agli ‘N Sync per formare un arsenale completato da Nino D’Angelo e Livio Cori. Rullo di tamburi per Brunori (“siamo la coppia più indie del mondo” con Zen Circus), Nada e l’alleanza toscana con Motta, Guè Pequeno che rende il favore al ‘protetto’ Mahmood e, soprattutto, Calibro 35 che si uniscono a Ghemon – e all’ormai immancabile Diodato – per Rose Viola. Grande attesa per gli ospiti del Volo, con i tre tenori avvistati mentre uscivano da una spa ligure accompagnati da Spitty Cash e Mötley Crüe.

Qui sotto trovate la lista completa dei duetti:

Rolls Royce – Achille Lauro con Morgan
Le nostre anime di notte – Anna Tatangelo con Syria
Mi sento bene – Arisa con Tony Hadley e i Kataklò
Per un milione – BoomDaBash con Rocco Hunt
Argento vivo – Daniele Silvestri con Manuel Agnelli
Parole nuove – Einar con Biondo
Nonno Hollywood – Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci
Solo una canzone – Ex-Otago con Jack Savoretti
Senza farlo apposta – Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena
Aspetto che torni – Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato
Rose viola – Ghemon con Diodato e i Calibro 35
Musica che resta – Il Volo (duetto non ancora annunciato)
La ragazza con il cuore di latta – Irama con Noemi
Cosa ti aspetti da me – Loredana Bertè con Irene Grandi
Soldi – Mahmood con Guè Pequeno
Dov’è l’Italia – Motta con Nada
I ragazzi stanno bene – Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci
Mi farò trovare pronto – Nek con Neri Marcorè
Un’altra luce – Nino D’Angelo e Livio Cori con I Sottotono
L’ultimo ostacolo – Paola Turci con Giuseppe Fiorello
Un po’ come la vita – Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo
Abbi cura di me – Simone Cristicchi con Ermal Meta
I tuoi particolari – Ultimo con Fabrizio Moro
L’amore è una dittatura – The Zen Circus con Brunori Sas

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