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Più Miley Cyrus per tutti

'She Is Coming' è l'ennesimo capitolo di una carriera trasformista, che dalla palla demolitrice di 'Wrecking Ball' è passata alla psichedelia dei Flaming Lips al country in stile Dolly Parton. Un percorso impressionante, lontano anni luce dagli eccessi di inizio millennio

Ha ritrovato l’acconciatura che l’ha resa famosa 15 anni fa in Hannah Montana ma le canzoni, per fortuna, non sono le stesse: Miley Cyrus è tornata oggi con un nuovo progetto, SHE IS COMING, primo pezzo di un puzzle più ampio che, insieme ai due EP che usciranno prossimamente, andranno a formare un vero e proprio album dal titolo SHE IS MILEY CYRUS.

Non sapevamo bene cosa aspettarci da Miley, una che prima trovi nuda su una palla demolitrice e un attimo dopo pubblica Younger Now, disco in cui canta l’amore e in cui prova a diventare la nipote di Dolly Parton. Quello che abbiamo capito di Miley è che, a partire da quel momento di trasgressione che l’ha fatta diventare la regina del twerk (Elettra capirà), i suoi lavori non sono mai come ce li si aspetta.

In 26 anni – quasi tutti da ‘famosa’ – Miley si è trasformata, ha fatto delle cazzate, ha fatto impazzire i suoi discografici pubblicando un disco intero su Soundcloud, ma è sempre stata diversa dalla Miley precedente. E questo disco ne è la prova: meno di 20 minuti in cui Miley tira fuori una pelle nuova, più oscura e lontana dal suo immaginario freak fatto di cannette e pose sexy. Come in Mother’s Daughter, brano di apertura sorprendente in cui Miley canta alla madre “don’t fuck with my freedom” o D.R.E.A.M., che sta per Drugs Rule Everything Around Me, racconto degli anni più pazzi in cui si addormentava ubriaca e per svegliarsi con tatuaggi di cui non sapeva nulla. Ci sono anche momenti più divertenti come Cattitude, in cui insieme a Ru Paul (quel Ru Paul) dichiara il suo amore per Cardi B a discapito di Nicki: I’m the moon, I’m the stars, I’m a Maserati, I love you, Nicki, but I listen to Cardi. E non manca qualche feat. eccellente, Ghostface Killah su tutti, per sei tracce che si danno il cambio tra pop, trap e r’n’b.

Le produzioni sono decisamente a fuoco, merito di Andrew Wyatt, Mike Will, RZA e Mark Ronson, con cui Miley aveva già fatto bingo con Nothing Breaks Like a Heart. Certe cose erano evitabili – Miley, prometti di non rappare mai più – ma, mentre sta per uscire un nuovo episodio di Black Mirror in cui la popstar interpreterà il ruolo di una celebrity in conflitto con la tecnologia e il rapporto con i fan, nella vita reale Miley sembra più a suo agio che mai, alla giusta distanza da tutti quegli eccessi che negli anni 2000 l’hanno resa una delle teenager più chiacchierate di sempre, dai falli di plastica alle chiappe al vento. E, visto la fine che hanno fatto moltissime star di Disney Channel, scusate è poco.

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