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Non toccate la voce di George Michael

'This Is How (We Want You To Get High)', il singolo postumo del musicista, è una canzone con una bella melodia che vi si stamperà subito in testa. Ma è davvero necessario vendere ogni bozza registrata dai grandi del passato?

George Michael nel 2008

Foto: Getty Images

Più dei cambiamenti climatici e dell’erosione delle coste, il fenomeno davvero inarrestabile degli ultimi anni sembra essere la pubblicazione di brani inediti di artisti morti. Prendete Xscape di Michael Jackson, ma anche Thanks for the Memories di Leonard Cohen, You and I di Jeff Buckley e tantissimi altri. Oggi alla lista si aggiunge George Michael. A 3 anni dalla scomparsa del cantante inglese è stato pubblicato This Is How (We Want You To Get High), primo brano inedito postumo che sarà contenuto nella colonna sonora di Last Christmas, film con Emilia Clarke e Henry Golding ispirato alle musiche di Michael.

Il brano, tutto sommato, non è male. Chitarra latineggiante e melodia si piazzano in testa al primo ascolto. Il problema, semmai, è nella voce. Il timbro che si ascolta nelle strofe ha subito un pesante lavoro di editing, forse necessario quando si vuole pubblicare un lavoro lasciato incompiuto. Sorge però una domanda: è davvero necessario rendere commerciabile ogni bozza registrata dai cantanti morti? Bisogna davvero andare a scavare nelle cartelle dei computer per trovare file da immettere sul mercato? I fan risponderanno di sì, gli eredi amanti della grana anche, noi restiamo dubbiosi.

Nel comunicato stampa che accompagna la pubblicazione della canzone si legge: «This Is How (We Want You to Get High) racconta dei mali della società con la caratteristica miscela di umorismo e autoironia tipica della pop star inglese». Fin qui tutto ok. Si continua con «il singolo accompagna perfettamente la scena finale di Last Christmas, nuova commedia romantica ispirata dall’omonimo successo degli Wham!». La scena finale non l’abbiamo vista, ma non c’è niente di più lontano dalla neve e dal Natale di questo brano.

Detto questo, la canzone merita comunque di essere ascoltata. Per il testo, una sorta di accusa ai genitori («Non ho mai combattuto in vita mia, né ho mai alzato una mano su mia moglie, né ho cercato di opprimere i miei figli, non ho mai lasciato cadere una pillola in un drink», dice nel testo), perché sentire la voce di Michael non fa mai male (anche se è un po’ metallica) e perché questa è forse l’ultima canzone inedita che ascolteremo. Anzi no, questo sicuramente no.

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