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Lucio Battisti su Spotify è un mezzo flop

Dal 29 settembre 2019 buona parte della discografia del cantante è disponibile in streaming. A giudicare dai numeri, però, le cose non stanno andando come previsto

Ricordate? Il 29 settembre 2019 un bel pezzo di discografia di Lucio Battisti è arrivato finalmente su Spotify. Alla fine della battaglia legale che aveva tenuto Emozioni e Mi ritorni in mente fuori dalla piattaforme di streaming, il liquidatore nominato dal Tribunale di Milano aveva dato il via libera all’incasso dei diritti sul web di 12 dischi di Battisti-Mogol. La notizia era stata salutata per lo più con soddisfazione: un pezzo di cultura pop tornava a circolare.

Non che i dischi di Battisti fossero spariti dalla circolazione. La Sony li ha rimasterizzati e ristampati e la pubblicazione due anni fa del cofanetto antologico Masters, cui è seguito quest’anno Masters 2, è stata un’operazione di grande successo che ha permesso anche a chi già conosceva i classici di Battisti di vederli sotto una luce nuova, più brillante. I CD, però, vendono sempre meno. La pubblicazione del repertorio di Mogol-Battisti sulle piattaforme significava che uno dei nostri artisti migliori poteva finalmente dialogare con un nuovo pubblico. Anche i più giovani avrebbero conosciuto un pezzo della nostra identità pop nazionale.

Non è stato un trionfo. Un mese e mezzo dopo l’operazione, i numeri fatti da Battisti su Spotify sono relativamente modesti. Non lo sono in assoluto. Lo sono in relazione alla fama dell’artista e al clamore mediatico di cui ha goduto l’operazione. Ecco qualche numero aggiornato alla mattina del 15 novembre 2019. La canzone più ascoltata di Lucio Battisti dal 29 settembre a oggi è Il mio canto libero con 1.553.809 stream. Seguono Mi ritorni in mente (1.275.187), 29 settembre (1.147.069), La canzone del sole (1.139.602), I giardini di marzo (1.002.259). Gli altri pezzi sono sotto il milione di ascolti. La collina dei ciliegi ha totalizzato 697.644 stream.

Proviamo a confrontare questi numeri con gli ascolti totalizzati su Spotify, nello stesso periodo, da altri artisti italiani che non hanno la medesima statura, né la popolarità di Battisti. Il 27 settembre Levante ha pubblicato Bravi tutti voi, un estratto dall’album che sarebbe uscito pochi giorni dopo, ovvero Magmamemoria. La canzone ha totalizzato 1.575.231 ascolti, ovvero più di qualunque canzone di Battisti. Giordana Angi ha lanciato il video di Stringimi più forte il 21 settembre. Su Spotify il pezzo è stato ascoltato più di 4 milioni di volte.

I numeri di Battisti appaiono ancora più modesti quando vengono messi a confronto con quelli dei big. Dal 20 settembre, Accetto miracoli di Tiziano Ferro ha totalizzato dieci volte il numero di stream di pezzi celebri di Mogol-Battisti (6.062.300). Per non parlare degli artisti con un target più giovane. blunt7 a swishland di tha Supreme ha totalizzato oltre 8 milioni di ascolti in una settimana. Achille Lauro ha pubblicato il 25 ottobre il singolo 1990. Non sta facendo numeri pazzeschi, ma è già al livello di La canzone del sole. Molti pezzi dell’album di Marracash Persona, che è stato pubblicato un mese dopo Battisti, viaggiano sopra i 5 milioni, con il picco di Supreme che supera gli 11. Love Bandana, dall’album di Ketama126 Kety uscito il 18 ottobre, sta raggiungendo i 5 milioni.

Si aggiunga il fatto che molti ascolti di Battisti sono stati effettuati presumibilmente dopo l’annuncio del 29 settembre. Nell’ultimo mese, Lucio Battisti ha totalizzato 597.805 ascoltatori, poco più di Samuele Bersani che non ha avuto alcuna esposizione mediatica. Fabrizio De André, un artista di cui non si è parlato granché negli ultimi tempi, ne ha fatti 774.988. Quelli di Marracash sono oltre 3 milioni.

Secondo dati riportati da AGI, la fascia di età che più ha ascoltato le creazioni di Battisti-Mogol su Spotify è quella che va dai 18 ai 24 anni (24,79%), seguita da quella che va dai 25 ai 29 anni (22,89%). Quasi il 50% degli ascoltatori di Battisti su Spotify, insomma, è under 30. È nella natura del mezzo. Il problema, semmai, è che non sono tanti. La cultura pop oggi è altrove. L’idea che i più giovani ritrovino un pezzo d’identità nazionale nei dischi di Battisti-Mogol sembra un’illusione o un desiderio. Magari ci vorrà del tempo affinché altri ragazzi che ascoltano musica in streaming intercettino Una giornata uggiosa o Una donna per amico, ma per ora Lucio Battisti su Spotify è un mezzo flop.

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