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I Backstreet Boys le boyband coreane se le magnano a colazione

Nick e soci tornano con 'DNA', dodici tracce che se ne sbattono dei trend del momento e ti catapultano dritto dritto nel 1999, con i ciucci attaccati allo zaino

Backstreet Boys - By Dennis Leupold

Backstreet Boys - By Dennis Leupold

Se negli ultimi anni avete perso di vista i Backstreet Boys, tranquilli: i ragazzi stanno da Dio. La cosa interessante comunque non è sapere dove si siano sottoposti a criogenesi, ma che, dopo 25 anni, siamo ancora qui a parlare di loro. Perché, nel marasma di scioglimenti e reunion a cui ci siamo abituati negli tempo, i BSB non hanno mollato un cazzo. Qualche “drama” c’è stato – problemini di droga, Kevin che se ne va e poi torna–, ma niente che in fondo abbia ostacolato lo svolgimento della vita da popstar.

E infatti, il 25 gennaio, i BSB hanno pubblicato il loro decimo album, DNA. Dodici tracce che se ne sbattono dei trend del momento e che ti catapultano dritto dritto nel 1999, con i ciucci attaccati allo zaino. La parola d’ordine è comfort zone, tutto è esattamente come pensate che sia: momenti altamente coreografabili alternati a ballatone per persone sensibili. Tra le tracce meglio riuscite ci sono i primi singoli Don’t Go Breaking My Heart e Chances (scritta, tra gli altri, da Shawn Mendes e Ryan Tedder dei One Republic), ma anche Passionate e New Love.

Il resto, appunto, è proprio quello che dev’essere un disco dei Backstreet, band che di certo non abbiamo mai amato per il loro lato sperimentale. Per quanto opinabilissimo, il filone nostalgia tira ancora moltissimo, e sinceramente non sapremmo immaginare altro per i 5 di Orlando. I live e le residency funzionano alla grande (c’è anche una data al Forum di Assago che è sold out da mesi) e i singoli fanno il loro dovere nelle charts. Chiaro, i fasti degli anni d’oro sono un ricordo lontano. Ma in un mondo fatto di twerk, k-pop e tatuaggi in faccia, Brian, Kevin, AJ, Nick e Howie D cantano e ballano ancora davanti al pubblico di tutto il mondo (magari con un occhio in più al riscaldamento, che dopo i 40 col menisco è un attimo). Siete tutti noi.

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