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Home Festival, nel senso che ognuno se ne starà a casa sua

Non puoi dire che cancelli "un palco" con "vari artisti" se quegli artisti sono gli headliner, da Aphex Twin a Jon Hopkins: cronaca della brutta figura del festival veneziano

“A causa della mancata installazione di un palco per questioni di sicurezza, dopo un’attenta riflessione con i management delle band e dopo vari tavoli tecnici, l’organizzazione comunica che, tra gli oltre 100 artisti previsti, alcuni non potranno esibirsi. Eccoli: APHEX TWIN, JON HOPKINS, PUSHA-T, MODESELEKTOR, MOODYMANN, ADAM BEYER, MURA MASA, THE VACCINES.” La comunicazione condivisa ieri sera dalle pagine social di Home Festival potrebbe rientrare gergalmente nella categoria delle docce fredde, ma siccome in questi giorni il nord Italia sta sfoggiando le temperature di Kuala Lumpur, possiamo tranquillamente dire che è stata una secchiata bollente sulla schiena di chi ha comprato il biglietto mesi fa.

A meno di due settimane dall’inizio del festival veneziano, gli headliner sono praticamente scomparsi in un battito di click. Non proprio “alcuni tra i 100 artisti previsti”, ma letteralmente quelli che spostano le masse. Vaglielo a dire allo sventurato ragazzo che ha commentato (in inglese, lo traduciamo) sotto l’annuncio su Facebook “Ho prenotato l’intero viaggio per Aphex Twin e adesso questo!!” e che oltre al danno si è preso sui denti pure la beffa di un troll autoctono che gli ha risposto sotto “Hai ancora Gazzelle nella line up”. *trollface*

Quello che, commenti beffardi a parte, si sta delineando comunque è in generale uno shitstorm contro l’organizzazione del festival. Non tanto per la cancellazione in sé, quanto piuttosto per le motivazioni fornite dopo, poco convincenti se non addirittura dadaiste. “Ci dispiace per il disagio. Il parco è stato interessato da grandi lavori di sistemazione per preparare l’evento, alcuni appena terminati. Per questo motivo abbiamo dovuto rimodulare l’area cancellando un palco. Da sempre la sicurezza è stata e rimarrà la nostra priorità. Ci scusiamo con i fan degli artisti e con gli artisti stessi, che ringraziamo per la comprensione e la grande collaborazione dimostrata.”



Provando a parafrasare come se fosse un capitolo dell’Inferno di Dante, viene fuori che per preparare l’evento il grande parco ha subito dei grandi lavori. Questi lavori essendo grandi sono finiti da pochissimo, quindi è stato necessario eliminare un palco. Non uno a caso, ma magari il più grande, visto che con lui sono spariti anche gli artisti più grossi, quelli internazionali. Fatta eccezione dell’inspiegabile Young Thug che resiste all’epidemia di palchi e lotta insieme a noi. È come se mi dessi appuntamento con un amico alle 6 in piazza Duomo e lui si presenta alle 7 meno un quarto dando la colpa del ritardo all’appuntamento stesso. E tutta la parte della sicurezza equivale all’amico che ti dice “Eh, sai, gli amici sono importanti. Non potevo mica mancare.”

Hai voglia, ci sarà sicurezza da vendere, quando 1/10 di quelli che hanno comprato il biglietto si presenterà all’ingresso.

Ora, senza infierire troppo sul festival in sé, è facile immaginare che a uno che abbia comprato il biglietto possa girare il cazzo. Ed è facile applicare lo stesso ragionamento con chi al festival ci lavora e non ha nulla a che vedere con la decisione di mozzare la testa della line up e poi nascondere malamente la ghigliottina dietro a due righe di comunicato. Ed è vero che gli artisti sono rimasti comunque tantissimi, ma sono soprattutto nomi italiani che stanno girando in lungo e in largo lo stivale sui palchi di tantissimi altri eventi. Non proprio come Aphex Twin, ecco.

Home Festival proprio quest’anno si era coraggiosamente scisso per mitosi, lasciando alla natia Treviso il Core, più nazionalpopolare e italiano nel programma, mentre al San Giuliano di Venezia sarebbe toccato il respiro internazionale. Ora, senza la maggior parte degli artisti grossi e stranieri, l’Home sembra un distaccamento più lontano e più zanzaroso (ricordo bene l’Electrovenice) del Core. Sono stati venduti pochi biglietti? Nessuna vergogna, basta solo parlarci chiaro. Festival ce n’è tantissimi in giro, soldi ce n’è sempre meno ed è perfettamente fisiologico che uno, fra farsi il weekend in Puglia o spendere 50 euro al giorno all’Home, preferisca il mare. O che, com’è ancora più probabile, se ne stia nella sua, di Home.

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