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Her’s, morte di un grande gruppo pop

Se ne sono andati il 27 marzo per un incidente stradale. Non erano molto noti, ma a posteriori possiamo dire che erano molto bravi

La band Her's

Foto Neelam Khan Vela

Premessa. Non conoscevo la musica degli Her’s fino a che non ho letto la notizia, il 27 marzo, della loro morte per incidente stradale mentre si trovavano in tour in California. Oltre ai due componenti della band di Liverpool, Stephen Fitzpatrick (24 anni, voce e chitarra) e Audun Laading (25 anni, basso e cori), ha perso la vita anche il loro tour manager, Trevor Engelbrektson.

Non li conoscevo, e la cosa è stata in qualche modo rassicurante: se non li conoscevo io, relativamente ignorante in fatto di musica ma che lavoro in un giornale di musica, forse non erano così bravi, non ero tenuto a sapere che esistessero, o a dispiacermi per la scomparsa di un potenziale futuro a me ignoto. Certo, faceva tenerezza guardare le foto di questi due ragazzi – uno ricorda Oliver Hardy per fisicone baffetti e nazionalità, l’altro minuto e genericamente biondo, entrambi con lo sguardo gentile – e pensarli morti in un modo così démodé, ormai fuori tempo per vere rockstar, figuriamoci per una band pop neanche tanto affermata. Démodé, ma brutale come può esserlo un frontale tra un furgone e un pick-up che viaggiava contromano su una strada a più di 8000 chilometri di distanza da casa.

La morte degli Her’s non mi ha turbato. I miei orizzonti musicali sono rimasti indisturbati (nella loro limitatezza). E poteva benissimo andare avanti così per sempre, se a Spotify non fosse venuto in mente di propormi una loro canzone, Harvey.

E? Be’, cazzo, gli Her’s sono bravi. 

Seconda premessa. Sono bravi in sé, o sono bravi perché sono morti? O sono più bravi perché sono morti? Non so rispondere. 

Gli Her’s hanno pubblicato due dischi, Songs of Her’s nel 2017 (una compilation di vecchie canzoni) e Invitation to Her’s nel 2018, il loro vero esordio. Sono stati paragonati a Strokes, a Mac DeMarco, Orange Juice, Wild Nothing, ma anche ai Beach Boys. La verità è che sono (scusate se non uso l’imperfetto) abbastanza eclettici da confondere l’ascoltatore quasi a ogni traccia. Sembrano facilotti, e invece se ascoltate bene ci sono idee e sostanza. Canzoni come Marcel, Breathing Easy, What Once Was sono fatte apposta per farvi felici.

Quindi, noialtri che non sapevamo chi cazzo erano gli Her’s, ricordiamo gli Her’s per quello che erano davvero: una grande band pop. Siamo arrivati tardi, ma è solo colpa nostra.

 

 

 

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